domenica 9 novembre 2014

PERIMETRO O AREA?



Ai seguenti link troverete delle risorse  interattive per  comprendere la differenza tra perimetro ed area 



"AMBITION", SHORT MOVIE, LA FANTASCIENZA INCONTRA LA SCIENZA

AMBITION è il titolo di un piccolo film, realizzato in collaborazione tra Platige Image e l'ESA.
Il regista è Tomek Bagiński ed il film è stato proiettato Venerdì 24 Ottobre alle celebrazioni "Sci-Fi: Days of Fear and Wonder" del British Film Institute (Southbank, Londra).
Girato in Islanda ed interpretato da Aiden Gillen ed Aisling Franciosi, AMBITION ci racconta che così come è vero che l'essenza della vita sulla Terra è l'acqua, così l'essenza di ciò che significa essere umani è tentare cose difficili, superare ogni difficoltà e raggiungere obiettivi apparentemente impossibili. Per imparare, adattarsi ed evolvere.

Ed al centro di questo film vi è la splendida missione ESA Rosetta, vera scienza. Prima sognare, poi costruire, lanciare, inseguire e raggiungere una cometa; infine il compito più arduo: tentare di atterrare sulla sua superficie e cercare di catturare i segreti sull'origine e sulla la formazione dell'universo e della vita.
                                                                             
                                                                                Buona visione!


                        

sabato 8 novembre 2014

ATTERRAGGIO SULLA COMETA: CI SIAMO, IL 12 NOVEMBRE!

                       
                  

Pochi giorni ancora e poi, dopo un viaggio durato oltre dieci anni, sbarcheremo su una cometa, per la prima volta. A compiere l’impresa sarà Philae, il lander della missione Rosetta dell’Esa che, secondo le previsioni, il 12 novembre atterrerà a sulla cometa67P/Churyumov–Gerasimenko, nello specifico ad Agilkia. Un nome, quello di Agilkia, dal sapore tipicamente egizio, come da tradizione si potrebbe ben dire per la missione (Rosetta si chiama così infatti in onore alla stele di Rosetta, nell’ottica che, in analogia allo storico reperto, aiuti a decifrare i misteri delle comete).
Agilkia infatti è il nome di un’isola che si trova sul fiume Nilo, nel sud dell’Egitto, ed è qui che vennero trasferiti alcune costruzioni dall’isola di File (Philae), a rischio sommersione dopo la costruzione della diga di Assuan. Ora che anche il sito di atterraggio ha un nome  non resta che aspettare l’arrivo del lander sulla cometa, e così l’inizio della parte più interessante della intera missione missione.
In realtà, da quando Rosetta ha incontrato la 67P/Churyumov–Gerasimenko qualcosa ha già scoperto. Per esempio le misurazioni preliminari della sua temperatura hanno mostrato che sulla cometa fa sì freddo, ma meno di quel che ci si aspettava. La temperatura media si aggira intorno ai -70°C, e secondo gli esperti sarebbe troppo calda perché la cometa sia ricoperta esclusivamente di ghiaccio. Potrebbe avere infatti anche una “crosta polverosa”.
Dimensioni della cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko
Solo pochi giorni fa invece, grazie allo strumento Rosetta Orbiter Sensor for Ion and Neutral Analysis (Rosina) gli scienziati sono riusciti a stilare una prima bozza dell’odore della cometa, che ricorderebbe quello di urina, alcol e uova marce. In realtà più che a determinare l’odore, le analisi compiute da Rosina hanno permesso di individuare quali sono i composti presenti nei dintorni della cometa: ammoniaca, acqua, anidride carbonica, monossido di carbonio, metano, metanolo, formaldeide, acido solfidrico, acido cianidrico, anidride solforosa e solfuro di carbonio.
Ma come dicevamo la parte più interessante avrà inizio con l’arrivo di Philae, che verrà sganciato dalla sonda a una distanza di 22,5 chilometri il prossimo 12 novembre (e ci vorranno circa otto ore per avere conferma dello sbarco). Spetterà da quel momento al lander cercare di capire di cosa sia fatta la cometa, come si è originata e così trovare indizi anche sull’origine ed evoluzione del Sistema solare.
Per farlo il lander (un progetto da 220 milioni di euro) ha a disposizione una serie di strumenti per l’imaging e l’analisi in situdella cometa, tra i quali: uno spettrometro per lo studio della composizione chimica; telecamere tradizionali e a infrarossi per l’acquisizione di immagini; sistemi per analizzare le proprietà meccaniche, elettriche della superficie; un magnetometro e, ovviamente, un sistema capace di perforare la cometa fino a 23 centrimetri di profondità, trasmettendo i campioni a bordo per le analisi.
fonte: http://www.wired.it/scienza/spazio/2014/11/07/rosetta-sbarco-cometa/

                      

domenica 2 novembre 2014

NASA'S SPACE POWER FACILITY: CADUTA NEL VUOTO

Alcune  piume e una palla da bowling sono fatti cadere nello stesso momento  presso NASA's Space Power Facility in Ohio, in una grande ambiente  in cui è stato fatto il vuoto. Si sa cosa succede ma è sempre affascinante vedere la caduta...


                   

Il Peripatus Juliformis del Phylum Onicofori

                     
                      


L'animaletto è stato scoperto, (almeno ufficialmente), nel 1825 ,  nell' isola di Saint-Vincent, nelle Antille, da un sacerdote, Lansdown  Guilding.
Attualmente il gruppo degli onicofori non ha certo una grande importanza, ma vale la pena di conoscerli perché ci mostrano un probabile passaggio evolutivo intermedio dagli anellidi agli artropodi.
Gli Onicofori, di cui il nostro Peripatus fa parte, mostrano infatti una straordinaria mescolanza di caratteri da verme e da artropode.



L'altra questione che rende particolari gli Onicofori è la loro straordinaria antichità: i fossili finora ritrovati presentano caratteristiche quasi identiche agli Onicofori attuali e risalgono al Cambriano medio, circa 500-450 milioni di anni fa. Per capire meglio, sono due volte più antichi dei dinosauri, solo che i dinosauri sono praticamente scomparsi, con l'unica eccezione degli Uccelli, mentre gli Onicofori continuano tranquillamente a esistere....

NUOVA TAVOLA PERIODICA DEGLI ELEMENTI

Ecco una supercompleta, interattiva, tavola periodica degli elementi, per sapere tutto, ma proprio tutto su ogni singolo elemento

                                       http://www.tavolaperiodica.altervista.org/home.html

L'ORIGINE DELL'UNIVERSO

                         

L’origine degli elementi chimici è strettamente legata alla storia evolutiva del nostro universo. Le ricerche effettuate negli ultimi 50 anni hanno indicato che ci sono tre principali sorgenti responsabili per la sintesi degli elementi. Queste includono: la nucleosintesi cosmologica  avvenuta nella prima fase del Big Bang, la nucleosintesi prodotta durante l’evoluzione stellare e la nucleosintesi nello spazio interstellare indotta dai raggi cosmici costituiti dalle particelle ad alta energia che attraversano lo spazio.
Il modello del Big Bang è una teoria largamente accettata sull’origine e l’evoluzione dell’universo, in cui si ipotizza da un lato che questo cominciò a espandersi a partire da una condizione iniziale estremamente calda e densa e dall'altro che questo processo di espansione continui tuttora. Circa un secondo dopo l’espansione del Big Bang l’universo è costituito da un mare di particelle (protoni, neutroni, elettroni, positroni, fotoni e neutrini) a una temperatura di 10alla10 kelvin.  La nucleosintesi ha inizio un minuto dopo l’esplosione iniziale quando la temperatura, scendendo a 10alla9K, è tale da permettere la combinazione di protoni e neutroni per formare i nuclei di deuterio (2H) e di elio (He). Intorno ai tre minuti, l’universo si è espanso e raffreddato ad un punto tale che le reazioni nucleari non possono più essere sostenute. L’abbondanza di idrogeno (73% ) e di elio (25%) che si osserva nell’universo proviene quindi dalle reazioni nucleari che avvengono in questo breve intervallo di tempo. Il restante 2% dei nuclei più pesanti presenti attualmente, furono creati successivamente nelle stelle.

http://www.treccani.it/scuola/lezioni/scienze_naturali/origine_elementi.html