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sabato 4 ottobre 2014

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

SUDDIVISIONE DEL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO: VOLONTARIO  E AUTONOMO

Il sistema nervoso periferico si divide in sistema nervoso somatico e autonomo. il sistema nervoso somatico (volontario) controlla i muscoli scheletrici, il sistema nervoso autonomo (involontario) formato da nervi motori controlla il muscolo cardiaco, le ghiandole ed il tessuto muscolare liscio.
I corpi cellulari dei neuroni motori del sistema somatico sono localizzati all’interno del sistema nervoso centrale e possiedono lunghi assoni che corrono senza interruzione fino ai muscoli scheletrici. Anche gli assoni motori del sistema nervoso autonomo hanno origine nel sistema nervoso centrale ma non arrivano fino agli organi bersaglio bensì formano sinapsi con dei neuroni motori che poi a loro volta innervano le zone interessate. Queste sinapsi si trovano nei gangli, quindi i gli assoni che arrivano fino ai gangli, si dicono pregangliari, quelle che invece partono dai gangli per poi arrivare agli effettori si postgangliari.


Un’importante differenza tra il sistema nervoso autonomo e il sistema nervoso somatico è che, il sistema nervoso somatico può soltanto stimolare o non stimolare, mentre il sistema nervoso autonomo può anche svolgere una funzione inibitrice.

Il sistema nervoso somatico riceve informazioni da neuroni che controllano le variazioni ambientali che avvengono fuori dal corpo mentre, il sistema nervoso autonomo riceve informazioni sia dai neuroni che controllano l’ ambiente esterno, sia da neuroni che controllano ciò che avviene nell’ambiente interno.




martedì 15 aprile 2014

SO QUEL CHE PROVI: NEURONI SPECCHIO

La parola “empatia” deriva dall’etimologia greca (in – dentro, pathos – soffrire/sentire) che vuol dire provare le stesse sensazioni/emozioni dell’altro.
Si è in empatia con un’altra persona nel momento in cui ci si cala nei suoi stessi panni e si percepisce allo stesso modo la realtà.
E’ naturale che una mamma si trovi in perfetta empatia con i propri figli riuscendo a coglierne le esigenze più intime vivendo in uno stato di simbiosi. Anche un bravo attore che interpreta una parte deve essere in empatia con il personaggio che interpreta.
E’ importante entrare in empatia a volte per comprendere meglio la realtà degli altri e per operare delle scelte che non siano condizionate unicamente dal proprio punto di vista, spesso limitato. Così in certi momenti è utile per un venditore entrare in empatia con il proprio cliente al fine di interpretare meglio il suo stato d’animo e le sue necessità più profonde.
Ci sono poi alcuni che riescono più facilmente ad entrare in empatia, altri meno, ma da cosa dipende tutto questo? Come nasce questa abilità? Tutto dipende dai " neuroni a specchio".
Queste cellule, scoperte negli anni Ottanta nel cervello della scimmia da uno scienziato italiano, Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma, ci consentono di simulare nel nostro cervello quello che gli altri fanno e di capire le loro emozioni. E’ come se l’evoluzione ci avesse predisposto all’empatia. Siamo stati selezionati per essere empatici con chi è simile a noi. Di contro, in virtù dello stesso meccanismo dei neuroni a specchio, siamo predisposti a provare resistenza con chi ci appare diverso per fisionomia, razza, atteggiamenti, cultura. Tuttavia è stato rilevato che queste cellule apprendono, quindi nel tempo, se attivate, tendiamo a capire anche gli altri, cioè a comprendere anche chi è diverso da noi.