mercoledì 6 marzo 2013

SETTIMANA DELLA LETTURA


Quarta settimana lombarda di promozione della lettura 

dal 15 al 21 aprile 2013




COMETE: TRAFFICO NEI CIELI


Ecco un video sulle comete: cliccate sull'immagine.


Spettacolo assicurato per le comete del 2013 che ci faranno stare con il naso all’insù, probabilmente anche in pieno giorno! La  cometa Pan Stars sara’ visibile tra pochi giorni, la cometa Ison è prevista per la fine di novembre 2013 ed i primi mesi del 2014.

La cometa Pan Stars, nome scientifico 258/pan-starrs, delle due e’ la cometa più grande e sarà visibile di sera.

Ma veniamo alla più’ luminosa! Parliamo della cometa  Ison prevista per il novembre 2013! La luminosità di Ison e’prevista, salvo smentite, maggiore di quella della luna piena, tanto c’e’ chi ipotizza che potra’ esser vista in pieno giorno!
Bisogna però tener ben presente che la luminosità  dipende dalla distanza da cui passa davanti al Sole e da un delicatissimo equilibrio che, se per un verso potrebbe farla brillare a piu’ non posso, per altro verso potrebbe portare al suo repentino scioglimento come già accaduto per la cometa Elenin qualche mese fa.

Le comete sono quindi del tutto imprevedibili! E tale caratteristica deriva proprio dalla natura del nucleo, che può essere più o meno ricco di polveri e avere una crosta ghiacciata più o meno favorevole a rilasciare nello spazio gas e detriti.


martedì 5 marzo 2013

MENDEL E LA NASCITA DELLA GENETICA


Un video chiaro sugli esperimenti Mendel, in cui sono anche definiti  gli elementi base della genetica: gene, allele, carattere, dominante, recessivo. Per la terza, un aiuto per ripassare  le basi della genetica. 



All’inizio del XX secolo ci fu una riscoperta degli studi di Mendel che portò, nei decenni successivi, a numerose ricerche nel campo della genetica. Molti scienziati raggiunsero risultati simili anche lavorando indipendentemente. Nel 1902 il biologo americano Walter Sutton notò che i cromosomi risultavano appaiati fin dall’inizio della prima divisione meiotica. In seguito a questa scoperta Sutton continuò ad indagare le analogie delle sue osservazioni con le leggi di Mendel.
I risultati delle sue ricerche sono poi stati riassunti nella teoria cromosomica dell’ereditarietà. Questo modello interpretativo, alla base della genetica classica, è riassumibile in alcuni punti fondamentali:

  • all’interno dei gameti sono presenti i cromosomi;
  • i geni (quelli che Mendel chiamava fattori) si trovano sui cromosomi in posizioni ben determinate definite loci genici;
  • In tutte le cellule somatiche metà dei cromosomi proviene dalla madre, l’altra metà dal padre. 

Le prove a sostegno di questa teoria si susseguirono negli anni provenendo da diversi laboratori genetici sparsi in tutto il mondo. Tra questi, quello di T.Morgan fu quello di riferimento grazie agli studi sull’ereditarietà dei caratteri di una specie che, da quel momento in poi, venne considerato l’organismo modello: il moscerino della frutta (Drosophila melanogaster). Morgan sperimentò numerosi incroci dell’insetto e riuscì a dimostrare l’esistenza di un legame tra il gene responsabile del colore dell’occhio del moscerino e un cromosoma specifico. 


Il video è tratto da  Oilproject, una scuola virtuale gestita da studenti, gratuita ed aperta a tutti, in cui si discute di attualità, economia, letteratura, filosofia, Internet e politica. Le lezioni avvengono online (sia in diretta, sia in differita) e sono tenute da volontari che condividono le loro conoscenze senza altro fine che la divulgazione libera dell'informazione. Chiunque può registrare una lezione e proporla alla community. Con oltre 9000 studenti, Oilproject è la più grande scuola online in Italia.

DENTRO LA CELLULA

Ecco un video del canale " canadanaturemuseum che ci mostra in  una ricostruzione al computer  in 3D degli  organelli cellulari che contribuiscono al funzionamento e alla vita della cellula.  BELLOO!!
Non è facile immaginare gli organelli cellulari, ma questo video ci aiuta! 



Aggiungo " The Cell Song ", un modo allegro ed  originale per passare in rassegna tutti  gli organelli, sia della cellula vegetale che di quella animale!



........e anche questa allegra canzone, sempre dal titolo  " The Cell Song "...

                                      

lunedì 4 marzo 2013

CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI

Cliccate sull'immagine e  troverete una applet Java di geogebra  relativa alla classificazione dei triangoli del prof. Enzo Mardegan
Per gli alunni di prima!


sabato 2 marzo 2013

COCA COLA, LIGHT, ZERO: QUALE SCEGLIERE?

INGREDIENTI:

– acqua
– zucchero
– anidride carbonica
– colorante E150d
– acido fosforico
– aromi naturali - inclusa caffeina

La quantità di zucchero è veramente eccessiva , come abbiamo già detto già qui, l'acido fosforico può causare osteoporosi, la caffeina può limitare l'assimilazione del ferro, il colorante E150d, secondo una ricerca pubblicata sul Lancet Oncology, sembrerebbe essere cancerogeno.
Inoltre, contrariamente a quanto dice la pubblicità, le bevande zuccherate non placano la sete ma la fanno aumentare nell' arco della giornata.


COCA COLA LIGHT

INGREDIENTI:
– acqua
– aspartame
– acido fosforico
– anidride carbonica
– colorante E150d
– aromi artificiali - inclusa caffeina
L'aspartame (noto anche con il nome di Nutra Sweet), e' circa 200 volte piu' dolce dello zucchero normale, ma non fornisce energia. E' composto da due aminoacidi: la fenilalanina e l'acido aspartico. Si usa nelle bibite "light", nel sidro, nelle bevande a basso contenuto calorico, nei dolcificanti da tavola, negli yogurt di frutta, nelle bibite con vitamina C, nei dolci, nelle pastiglie per la gola, nei chewing gum senza zucchero e nelle marmellate a basso contenuto calorico. Il sospetto che possa essere cancerogeno e provocare allergie non e' stato mai né dimostrato né smentito da ricerche scientifiche sistematiche, cosi' come il fatto che l'assunzione di cibi contenenti aspartame possano provocare danni neurologici gravi a chi soffre già di certe patologie al sistema nervoso.
Gli aromi non sono naturali, ma artificiali.

                                                            
COCA COLA ZERO
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INGREDIENTI:

- Acqua
- Anidride carbonica
- Colorante E 150d
- Ciclammato di sodio
- Acesulfame
- Aspartame
- Acido fosforico
- Aromi (inclusa caffeina)
- Citrato trisodico

Vengono utilizzati tre dolcificanti sintetici, tra cui il ciclammato che  e' circa 30 volte piu' dolce dello zucchero normale. Si usa come dolcificante da tavola, nei gelati, nelle bibite, dei dessert, nelle marmellate a basso contenuto zuccherino, nei dolci, nelle torte, nei chewing gum, nei sussidi dimagranti e negli integratori alimentari. Si sospetta potenzialmente cancerogeno e negli USA è stato vietato il suo utilizzo.
Ricompaiono gli aromi naturali.

CONSIGLI: I MEDICI CONSIGLIANO DI NON BERE PIU' DI UNA LATTINA AL GIORNO DI COCA COLA . L'ALTERNATIVA ALLO ZUCCHERO SONO LE VERSIONI LIGHT E ZERO, TUTTAVIA L' ASSUNZIONE DI DOLCIFICANTI SINTETICI NON E' DEL TUTTO SICURA PER LA SALUTE.
SE HAI SETE..................

                                                                       
BEVI ACQUA !!!



UN' ISOLA DI PLASTICA GRANDE COME IL TEXAS!!!MORTE DEGLI ANIMALI

Questo video è stato girato  su un'isola nell'oceano che si trova a 2000 km di distanza da qualsiasi altra costa. Non ci vive nessuna persona ed è un paradiso per tutti gli uccelli migratori.
Purtroppo il risultato di un reportage ha portato alla luce una verità agghiacciante che potete vedere in questo video.





L’esistenza di vasto accumulo di rifiuti in diverse parti degli oceani e in molte coste è ormai un dato evidente.
Su Current Biology di questo mese viene fatto il punto della situazione, fra nuove ricerche, ipotesi e soluzioni per risolvere un problema vasto e cruciale.
In circa un mese trascorso a setacciare le acque di Honolulu, un gruppo di 38 ricercatori e volontari con a capo la biologa marina Emelia DeForce, ha raccolto circa 70 mila pezzi di plastica, per un totale di 118 tonnellate.
L’area interessata è la ormai leggendaria Great Pacific Garbage Patch, l’isola galleggiante di spazzatura, un agglomerato di rifiuti trasportati dalle coste attraverso le correnti oceaniche.

The Great Pacific Garbage Patch, also called the Pacific Trash Vortex, is a ‘gyre of marine litter in the central North Pacific Ocean’. Some scientists say it is as big as Texas, or maybe even as large as the US. It is made up of ‘pelagic plastics, chemical sludge, and other debris that has been trapped by the currents’. Unfortunately it is not visible by satellite.

Esistono cinque grandi correnti nel mondo, che ruotano in senso orario nell’emisfero boreale e in senso antiorario in quello australe. Sono le grandi arterie degli oceani, attraverso le quali avvengono gli scambi termici e di nutrienti e lungo le quali s’intrecciano le rotte migratorie di uccelli, pesci e tartarughe.
L’intrusione di materiali plastici in queste grandi correnti ha conseguenze varie, come l’ingestione da parte di animali che scambiano buste di plastica per meduse, provocando la morte per soffocamento. Gli Albatros scambiano pezzi di plastica per cibo, dandoli addirittura ai propri piccoli.
E non è l’unico uccello marino ad aver inserito la plastica nella propria dieta: il Fulmaro (Fulmarus glacialis) che vive sulle coste del Nord Atlantico e del Nord Pacifico, è considerato addirittura un indicatore per inquinamento da plastica, per l’accumulo di questo materiale nel suo stomaco.

Rifiuti in una zona dell'Oceano Pacifico
Il problema è ancora più esteso se si considera la possibilità che minuscole particelle di plastica siano entrate nella catena alimentare degli oceani e dunque anche dell’uomo.

Secondo Anthony Andrady della North Carolina State University, la plastica che negli anni viene decomposta dall’azione del sole e dell’ossigeno, si trasforma in nanoparticelle che penetrano nell’organismo attraverso l’endocitosi. Per questo anche le plastiche biodegradabili non solo non risolverebbero il problema dell’inquinamento, ma addirittura lo moltiplicherebbero per tutti i miliardi di frammenti che penetrano nei tessuti degli esseri viventi.

Ricercatori del National Oceanic and Atmospheric Administraton hanno affrontato lo stesso problema analizzando campioni di zooplancton raccolti a largo delle coste americane del Pacifico. Anche le conclusioni di questo studio non sono confortanti: il zooplancton, alla base della catena alimentare oceanica, ha a sua volta ingerito nanoparticelle di plastica.
Che si assimilino in maniera chimica attraverso i tessuti o semplicemente mediante ingestione, le particelle hanno conseguenze sugli organismi sia nell’immediato sia per le generazioni future, poiché potrebbero innescare cambiamenti genetici. Se infatti alcuni materiali sono chimicamente inerti, altri sono tossici. Per questo secondo Miriam Doyle , che ha collaborato alla ricerca con il NOAA (the National Oceanic and Atmospheric Administration ).
sul zooplancton del Pacifico, è necessario focalizzare la ricerca sulle tipologie di particelle per capire quale effetto abbiano sull’ambiente.

Campagne del NOAA e di molte associazioni ambientaliste hanno spinto negli ultimi anni la stessa industria a riconsiderare i propri comportamenti: nel sito del NOAA' s Marine Debris Program si trova una lista di industrie che hanno adottato materiali o tecniche per ridurre l’uso di plastica.
Nel frattempo la ricerca prosegue, con dati ancora frammentari, ma con una certezza: le cosiddette isole di plastica sono solo la punta dell’iceberg di un problema tanto più pericoloso quanto più esteso geograficamente e biologicamente. (fonte – gaianews.it/ambiente/la-plastica-entra-nella-catena-alimentare-36367.html#.USx9j1EnaN0)

Veterinari che cercano di salvare un delfino che ha ingoiato della plastica

La chimica della plastica


  • Non conosciamo ciò che c'è nei prodotti di plastica che compriamo - e nemmeno le aziende alimentari. Le materie plastiche possono essere a base di petrolio o gas naturale, ma una volta che si arriva a un produttore di materie plastiche, decine di sostanze chimiche vengono aggiunte per rendere il prodotto rigido, resistente al calore, resistente ai raggi UV, morbido, flessibile. Per ogni funzionalità di una delle materie plastiche c'è una sostanza chimica aggiuntiva.
  • Metalli pesanti nella plastica: tra le migliaia di sostanze chimiche possibili aggiunte alle materie plastiche, alcune sono note per essere tossiche - ad esempio, il piombo e il cadmio sono spesso aggiunti ai prodotti in vinile per proteggerli da eventuali danni UV ed altre abbastanza disgustose come il grasso di pollo, usato per rendere l'esterno dei sacchetti di plastica più scivoloso. E abbiamo parlato dio cosa provocano ad esempio i metalli pesanti nei bambini...
  •  La plastica provoca l'acne: almeno così è per cani e gatti. Molti veterinari consigliano ai proprietari di animali di nutrire cani e gatti in ciotole di vetro, ceramica o acciaio inox perché quelle di plastica permettono ai batteri di riprodursi e moltiplicarsi, causando acne.
  • Se gli animali mangiano plastica: la plastica uccide molti uccelli e tartarughe marine. Girano numerose sul web le immagini di tartarughe marine soffocate dalla plastica o uccelli morti con lo stomaco pieno di rifiuti di plastica. In India sono morte decine e decine di mucche per ingestione di plastica per cui molti stati della nazione hanno vietato del tutto i sacchetti di plastica.
  • Riciclare non basta: il riciclaggio è solo una semi-soluzione ma non è la soluzione al nostro problema. Un esempio: la maggior parte della plastica che deve essere riciclata viene spesso fusa in impianti che inquinano l'aria e l'acqua locale in un processo gestito da persone che lavorano con poco o nessun equipaggiamento protettivo.  È solo rallentando il consumo di plastica che le cose possono cambiare. Come? Comprendo prodotti sfusi ed alla spina, usando contenitori di vetro riutilizzabili e borse per la spesa riutilizzabili, e soprattutto sperperando meno: il consumo critico è il nuovo modello che dovremmo seguire!