lunedì 3 marzo 2014

ESPLORANDO IL CORPO UMANO: DNA, MITOSI,CROMOSOMI

Anche questo può aiutare a capire la duplicazione del DNA !!
          
                       



DNA E IL CODICE GENETICO

                    

Il codice genetico è l’insieme delle regole attraverso le quali viene tradotta l’informazione codificata nel materiale genetico. Questi, sono combinazioni di 3 nucleotidi, ciascuna delle quali corrisponde a un amminoacido. Le combinazioni di 3 nucleotidi si chiamano codoni o triplette. Il codice genetico si può esprimere sia come sequenza di codoni di DNA sia come sequenza di codoni di mRNA. I codoni di mRNA sono quelli che vengono “letti” per la sintesi delle proteine, ma dipendono dalla sequenza originaria presente nel DNA.
Il codice genetico ha alcune importanti caratteristiche:
  • è ridondante: molti codoni sono sinonimi, cioè indicano lo stesso amminoacido.
  • è non ambiguo: un amminoacido può essere codificato da più di una tripletta, ma ogni tripletta codifica sempre un solo amminoacido.
  • è universale: ogni tripletta codifica sempre per un solo amminoacido in tutti gli organismi.

Le triplette sono 64, di queste 61 corrispondono ad un amminoacido mentre tre, indicate come codoni non senso o stop (UAA, UGA, UAG), non corrispondono ad alcun amminoacido.
Poiché gli amminoacidi che concorrono alla formazione delle proteine sono 20, essi in generale sono codificati da più di un codone, per questo  il codice genetico  viene detto degenerato degenerato.

Il codice genetico degli organismi, attraverso il quale gli acidi nucleici “comunicano” con le proteine, fu decifrato dai ricercatori Marshall Nirenberg e Gobind Khorana che, per questa scoperta, ottennero il premio Nobel nel 1968.


AMMINOACIDI:

CODONI O TRIPLETTE:

METIONINA AUG  
ALANINA GCU GCC GCA GCG  
ARGININA CGU CGC CGA CGG AGA AGG
ASPARAGINA AAU AAC  
ACIDO ASPARTICO GAU GAC  
ACIDO GLUTAMMICO GAA GAG  
CISTEINA UGU UGC  
GLUTAMMINA CAA CAG  
GLICINA GGU GGC GGA GGG  
ISTIDINA CAU CAC  
ISOLEUCINA AUU AUC AUA  
LEUCINA UUA UUG CUU CUC CUA CUG
LISINA AAA AAG  
FENILALANINA UUU UUC  
PROLINA CCU CCC CCA CCG  
SERINA UCU UCC UCA UCG AGU AGC
TRIPTOFANO UGG  
TREONINA ACU ACC ACA ACG  
TIROSINA UAU UAC  
VALINA GUU GUC GUA GUG  
STOP – CODONI NON SENSO UAA UGA UAG  

FATTORIZZAZIONE ANIMATA


Un modo diverso di vedere la scomposizione di un numero in fattori primi, molto divertente e ...........illuminante! Click sulle immagini 


                 





domenica 2 marzo 2014

I POLIGONI

Ripasso sui poligoni per tutti e in particolare ......per i disordinati ...





IO DICO L"UNIVERSO", 450 ANNI CON G.GALILEI


Quest’anno si celebrano  i 450 anni dalla nascita di Galileo, scienziato moderno e grande scrittore italiano (come lo definì Calvino).  “Io dico l’universo. 450 anni con Galileo” è il titolo della nuova trasmissione di Radio3, tratto da un inciso galileiano, estratto dal celeberrimo passo de “Il Saggiatore”, quando Galileo ricorda che il grandissimo libro che ci sta aperto innanzi agli occhi (l’universo appunto) è scritto in lingua matematica. Il programma andrà in onda sabato 15 febbraio, giorno del compleanno di Galilei, nato appunto 450 anni fa, nel 1564 a Pisa, e proseguirà ogni sabato alle 18.00 fino al 12 luglio. Sarà l’occasione per raccontare e per ragionare intorno alla vita, all’opera e alla scienza di Galileo, fino a toccare i temi contemporanei che raccolgono la sua eredità.


Padova, casa di G.Galilei
Ogni puntata partirà dalla descrizione di un luogo frequentato da Galileo, come per esempio la Torre di Pisa dove, si narra, lui produsse alcuni dei suoi esperimenti sulla caduta dei gravi. Oppure sono luoghi dove le sue idee sono state dibattute, accolte e combattute come, tra gli altri, il Liceo romano Visconti - ex Collegio Romano - dove i gesuiti discussero le sue scoperte celesti. E  ancora Santa Maria Novella a Firenze, dal cui pulpito partì la prima predica contro i copernicani. In altri casi sono luoghi dell’oggi che raccolgono e perpetuano l’eredità del grande scienziato pisano. Il Teatro Piccolo di Milano, dove Strelher mise in scena il testo brechtiano “Vita di Galileo”, il CERN di Ginevra, teatro delle scoperte contemporanee sull’origine dell’universo. Infine, ci sono i luoghi dell’arte, come la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, al cui interno si può vedere la prima Luna con i crateri ad opera di Lodovico Cardi detto il Cigoli. Con il luogo, si apre il tema di ogni puntata. Qualche esempio: il nuovo sguardo sull’universo (ad occhio nudo non basta più); i concetti di esperienza, metodo e logica della scienza moderna; la scienza e il potere; il processo e i processi alla scienza; il caso Galileo nella chiesa di oggi, ma anche l’arte, il teatro e il cinema, fino alla scrittura e alla lingua  galileiana. Le voci che discuteranno intorno a questi temi sono scelte tra i maggiori studiosi italiani del Seicento, ma anche tra fisici, storici dell’arte, scrittori, filosofi, matematici, storici, politici, giornalisti e artisti.

La prima puntata si intitola “Vi presento Galileo”: Rossella Panarese, dal Museo Galileo di Firenze,  sarà a colloquio col direttore Paolo Galluzzi. La seconda puntata, “Un cambio di prospettiva. La casa in via Galilei 17: Padova (il telescopio puntato verso il cielo), Rossella Panarese a colloquio con il fisico Carlo Rovelli. La terza puntata, “Il processo. Sala Capitolare del Convento di Santa Maria Sopra Minerva”, verrà trasmessa da Roma (dove Galileo abiurò):  Alessandra Tarquini a colloquio con lo storico Michele Ciliberto. Nella quarta puntata, “Il mondo in movimento. II laboratori del Gran Sasso”, dove è andato in scena ITIS Galileo, Pietro del Soldà sarà a colloquio con Marco Paolini. La quinta puntata,  “L’universo macchina.  Palazzo della Sapienza”, vedrà Pietro del Soldà a Pisa a colloquio col filosofo Remo Bodei.

 “Io dico l’universo. 450 anni con Galileo” è un programma di Paolo Conte e Rossella Panarese. Al microfono si alterneranno molte delle voci di Radio3, tra cui Gabriella Caramore, Paolo Conte, Pietro del Soldà, Pietro Greco, Marco Motta, Rossella Panarese, Alessandra Tarquini, Marino Sinibaldi, Giorgio Zanchini. La regia è di Diego Marras, in redazione Costanza Confessore.

ATTACCO DEL FUNGO KILLER, VIDEO SORPRENDENTE!

Sono state scoperte in Brasile quattro specie di funghi che trasformano le formiche in zombie. Il fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani entra negli insetti e ne "controlla” la mente ai propri fini prima di ucciderli. Poi si trasmette dai cadaveri ad altri insetti sani. Oltre alle formiche anche vespe, mosche e grilli possono essere attaccati.  Guardate questo incredibile video della BBC!

                    

Considerato all'inizio come una singola specie, Ophiocordyceps unilateralis, questo tipo di fungo in realtà ne conta quattro, e tutte sono in grado di "controllare” la mente delle formiche. 
Quando la specie infetta una formica, prende il sopravvento sul suo cervello, poi appena l'insetto si sposta in un luogo ideale per il fungo in cui crescere e disperdere le sue spore, lo uccide. 
Le quattro specie di fungo vivono nella foresta pluviale atlantica del Brasile, che, racconta l'entomologo della Penn State University David Hughes, responsabile della ricerca, sta cambiando rapidamente a causa del riscaldamento climatico e della deforestazione. 
Hughes e colleghi hanno fatto la scoperta notando l'ampia diversità di crescita fungale che spuntava dagli insetti morti."Siamo tentati di ipotizzare che ogni specie di fungo abbia una propria specie di formica a cui si è adattato in modo particolare", dice Hughes."Questo significa che esiste la possibilità che nella foreste tropicali di tutto il mondo vi siano decine e decine di specie in attesa di essere scoperte".

In questa foto vediamo una "ramificazione" della nuova specie di fungo Ophiocordyceps camponoti-balzani che spunta dalla testa di una formica "zombie" nella foresta pluviale brasiliana.

REGNO DEI FUNGHI

Il regno dei funghi 

Il regno dei funghi è costituito da un gruppo abbastanza polimorfo di organismi eucarioti ed eterotrofi, quindi, privi di cloroplasti e pertanto non riconducibili al regno delle piante come, invece, si pensava in passato. 

- Biologia generale dei funghi 

Il fungo è un organismo relativamente semplice, composto di solito da elementi pluricellulari filiformi detti ife che, aggregandosi fra loro, formano il micelio. 
Questo si diffonde nel substrato da cui il fungo in toto trae alimento, sia esso il suolo o le radici di una pianta o ancora un organismo animale, uomo compreso. 
Le pareti delle cellule fungine sono costituite da cellulosa, e in questo sono simili ai vegetali, oppure da chitina (N-acetilglucosamina) una sostanza che, invece, è tipica degli animali, nei quali la si trova, per esempio, nell’esoscheletro degli insetti e dei crostacei. 
La riproduzione dei funghi è piuttosto complessa da esaminare ma si può sintetizzare affermando che essa avviene per mezzo di spore con origine sessuale o anche asessuale (in quest'ultimo caso sono dette conidi). Questi elementi riproduttivi (portati di solito da corpi fruttiferi anche ben evidenti, quelli che si riconoscono come funghi macroscopici) si disperdono nel terreno o nel mezzo aereo e germinando danno origine ad altri miceli e quindi ad altri funghi. 
E’ chiara, quindi, l’importanza che assume il trasporto passivo operato da agenti atmosferici quali il vento e l'acqua, oppure quello effettuato dagli animali, come gli uccelli che si imbrattano le zampe e, volando, portano le spore anche a distanze considerevoli dal luogo di origine. 
Contrariamente a quanto spesso si pensa, facendo riferimento alla grande capacità di contaminare gli ambienti e gli organismi da parte dei funghi, nella maggioranza dei casi essi hanno uno sviluppo strettamente correlato a un determinato e particolare tipo di vegetazione (bosco di conifere, prato, pascolo alpino) oppure ad un certo tipo di terreno (calcareo, siliceo, in relazione anche al suo pH) o a uno specifico albero (larice, pino, betulla, castagno).
Inoltre, da un punto di vista trofico, i funghi, non essendo in grado di condurre vita autonoma da autotrofi, si sono adattati a vivere come: 

  • saprofiti, se si nutrono di organismi vegetali o animali ormai morti, svolgendo anche il ruolo di decompositori; per fare ciò essi secernono nell'ambiente circostante i loro enzimi digestivi che demoliscono le sostanze organiche in piccole molecole, che assorbono attraverso la parete cellulare. Molte specie vivono su materiale vegetale morto come foglie cadute, ramoscelli, o veri e propri tronchi. Altri attaccano piante, animali o altri funghi come parassiti 
  • parassiti, se si nutrono di sostanze prelevate da organismi vivi;  ricavano la loro energia metabolica, cioè  i nutrienti di cui hanno bisogno, dai tessuti cellulari dei loro ospiti. In alcuni casi si rileva una specializzazione estrema, per esempio certe specie attaccano solo una particolare zampa di una particolare specie di insetto. 
  • simbionti propriamente detti, nel caso in cui vivano in associazione stretta con altri organismi, in particolare vegetali, scambiandosi nutrimento. 

La classificazione generale dei funghi

La classificazione dei funghi è molto complessa ma, volendo effettuare un esame dei gruppi principali, possiamo distinguerli in:

zigomiceti, comprendenti oltre 700 specie e rappresentati principalmente organismi saprofiti o parassiti; in questo gruppo è compresa anche la cosiddetta muffa grigia del pane, appartenente al genere Rhizopus;  dei " rami " dei rami si staccano dal micelio e  portano alla loro sommità gli sporangi, strutture globose di colore giallo-bruno, contenenti le spore; 

zigomiceti

- ascomiceti, costituiti da oltre 12.000 specie, per lo più di terraferma; la denominazione deriva dalla presenza dell’asco, un organo sacciforme produttore di ascospore; alcuni sono parassiti o simbionti mentre molti sono saprofiti; fra i più semplici ascomiceti sono da ricordare il lievito della birra (saccharomyces cerevisiae) e quello del vino (S. ellipsoideus), due saccaromiceti che inducono gli zuccheri alla fermentazione in ambiente anaerobio; i saccaromiceti non sono dotati di ife come gli altri funghi, ma si compongono di cellule isolate o disposte in catenelle derivate per gemmazione da una cellula «madre»; fanno parte degli ascomiceti anche i ben noti tartufi, funghi appartenenti al genere Tuber che hanno vita completamente ipogea, in particolare come simbionti radicali (micorrize) di numerose piante, soprattutto arboree ma anche erbacee.

ascomiceti

- basidiomiceti, comprendenti circa 14.000 specie, costituiscono i funghi più grandi, anche come corpo fruttifero, in grado di condurre una vita da saprofiti, da parassiti o da simbionti; essi producono spore in una struttura detta basidio, rappresentato da una cellula, vagamente cilindrica, che porta lateralmente o superiormente circa 4 spore; i basidiomiceti producono corpi fruttiferi caratteristici, in cui si distingue un gambo, detto stipite, che sostiene una parte superiore allargata, il tipico cappello quando è ancora giovane, il corpo fruttifero può essere avvolto da un rivestimento, detto velo, che si lacera con l'accrescimento del fungo stesso, mentre alcune parti residuali della membrana del velo possono rimanere fissate alla base detto stipite, formando la cosiddetta volva; fra i basidiomiceti sono da annoverare specie molto note, come il porcino o boleto (Boletus edulis) e le varie specie di amanite, fra le quali la mortale Amanita phalloides e l’Amanita muscaria, meno tossica della prima ma dotata di proprietà allucinogene che in passato erano sfruttate ampiamente da stregoni e sciamani. 





In molti casi, ad esempio i boleti e le amanite, i funghi (le loro ife) per potersi sviluppare devono vivere in simbiosi (simbiosi micorrizica) con le radichette di alcune specie di piante. Le radichette vengono completamente avvolte dalle ife che formano una sorta di manicotto bianco. Il fungo sottrae zuccheri dalla pianta ma pare che anche la pianta ne riceva un beneficio, perché riesce ad assorbire con più facilità ed efficacia i sali minerali dal terreno ( vedi oltre )


- deuteromiceti, comprendenti circa 11.000 specie, sono rappresentati da specie che hanno soltanto o prevalentemente la forma asessuale; in questo gruppo di organismi si trovano anche numerosi patogeni per l'uomo e gli animali, soprattutto i mammiferi; meritano di essere citati il Criptococcus neoformans, che non produce micelio ma è formato da cellule che ricordano i lieviti ed è in grado di dare affezioni purulente nell'uomo, e la Candida albicans , nota anche con il termine di «mughetto», saprofita che vive nel suolo oltre a essere un componente della normale «flora microbica» presente sulla pelle, nella bocca, nel tratto gastrointestinale; fanno parte dei deuteromiceti anche alcune muffe verdi tra cui il Penicillium, queste producono sostanze che inibiscono la crescita di batteri, un'azione che fu anche rilevata e impiegata da Alexander Fleming (1881-1955) lo scienziato che scoprì nel 1929 la funzione antibiotica della penicillina; un tempo, molti di questi funghi erano indicati con il termine di «funghi imperfetti» proprio perché non se ne conosce sempre una forma di riproduzione sessuata e pertanto non possono essere ascritti a nessuna delle precedenti categorie; attualmente, grazie alle più approfondite indagini genetiche e filogenetiche, tale distinzione ha praticamente perso ogni significato biologico.

spore di "tigna pedis, fungo Trichophyton,  "al microscopio elettronico

E’ stato già detto che i funghi sono un gruppo di organismi eterotrofi, che vivono spesso in stretta relazione con gli organismi vegetali, tanto che in passato, proprio per questa ragione, erano anch'essi classificati fra le piante. In particolare, i funghi instaurano con i vegetali alcune relazioni di simbiosi, con un alto grado di dipendenza reciproca: non a caso, spesso i due partners della simbiosi non riescono a vivere se vengonoseparati e se lo fanno si sviluppano in modo più stentato.
Fra le simbiosi fungine sono certamente da ricordare:
la micorriza, consistente in una relazione che si instaura fra alcune specie di funghi e le radici di un buon numero di piante superiori; in questo caso le ife fungine mentre si espandono  nel terreno alla ricerca dì sostanze minerali importanti, che rilasciano, insieme a ormoni della crescita, alle radici delle piante;oltre a ciò le proteggono dall'assorbimento di elementi tossici, mentre ricevono da esse sostanze nutrienti come i glicidi della fotosintesi.
Tra i funghi che formano micorrize importanti anche da punto di vista economico vi sono i tartufi (genereTuber) e i boleti o porcini (genere Boletus); i licheni, risultato della simbiosi tra alcuni funghi (per lopiù ascomiceti e raramente basidiomiceti) e alghe verdi; si tratta di una relazione talmente stretta da rendere irriconoscibili i due partners, vincolati troficamente fra loro; raramente, i due organismi sono in grado di vivere separati. I licheni, diffusiin buona parte della Terra, sono importanti indicatori dello stato di salute del nostro Pianeta, in quanto sono molto sensibili alla presenza di inquinamento atmosferico: vengono infatti utilizzati come bioindicatori.