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domenica 2 novembre 2014

NASA'S SPACE POWER FACILITY: CADUTA NEL VUOTO

Alcune  piume e una palla da bowling sono fatti cadere nello stesso momento  presso NASA's Space Power Facility in Ohio, in una grande ambiente  in cui è stato fatto il vuoto. Si sa cosa succede ma è sempre affascinante vedere la caduta...


                   

domenica 23 marzo 2014

IL METODO SCIENTIFICO SPERIMENTALE

Parliamo ancora del metodo scientifico, guardando le slides della prof. Vittoria Patti.



                         
Il metodo scientifico sperimentale from Vittoria Patti

Le ricadute delle scoperte scientifiche, dalle più antiche alle più moderne, sono in vario modo presenti nel modo di vivere contemporaneo. Per poter essere definita scientifica una disciplina  deve sottostare ad alcune regole e, soprattutto, deve necessariamente adottare quel metodo universalmente noto come metodo scientifico, secondo il quale solo l’esperienza può confermare o meno una teoria. Questo vuol dire che qualunque ipotesi avanzata per spiegare un fenomeno naturale deve essere in grado di predire con esattezza (entro un margine di errore sempre presente) i risultati di tutti i vari esperimenti creati per studiare quel determinato fenomeno. Questo modo di procedere fu introdotto da Galileo Galilei il quale, a cavallo tra XVI e XVII secolo, grazie ad esso riuscì a sfatare parecchie false credenze. Tra le sue scoperte c’è quella relativa al peso dell’aria che non è nullo, il principio di inerzia e l’isosincronismo delle piccole oscillazioni del pendolo. Un chiaro esempio di procedimento scientifico è quello relativo alla misura della velocità della luce. Il primo a dubitare del suo valore infinito fu proprio Galileo Galilei, che mise alla prova tale ipotesi utilizzando delle lanterne per inviare lampi di luce tra due colline fiorentine. Purtroppo la precisione dei suoi mezzi era troppo bassa per ottenere un valore preciso e quindi l’esperimento fallì o, per dirla in termini scientifici, secondo quell’esperimento la velocità della luce poteva essere infinita.
Questa ipotesi non resse, però, all’esperimento ideato dal danese Romer nel 1676. Egli misurò il ritardo entro il quale l’ombra del satellite Io veniva proiettata su Giove rispetto al momento in cui lo stesso satellite veniva avvistato col telescopio e, tenendo conto della diversa distanza Terra-Giove alle diverse date, fornì il valore di 210800000 m/s. Come ogni buona misura scientifica tale valore ha associato un errore, dovuto a diversi a fattori, tra i quali quelli relativi agli strumenti utilizzati per la misura del tempo. L’errore fu quantificato nel 10-25% della misura, abbastanza per sentenziare che la velocità della luce non è infinita. Da allora fino ad oggi diversi esperimenti sono stati ideati e l’attuale valore della velocità della luce è di 299792458 m/s. Da notare che questa misura ha raggiunto livelli di precisione talmente alti che è addirittura utilizzata come standard per la misurazione del metro. Senza l’ausilio degli esperimenti avremmo, probabilmente, continuato a credere che la velocità della luce fosse infinita e questo avrebbe portato a ripercussioni
pesantissime sul nostro modo di vivere attuale. Per fare un esempio, tutte le telecomunicazioni via satellite (tra le quali la telefonia cellulare, la tv via satellite ed il GPS) non si sarebbero potute sviluppare. Per poter inviare e ricevere dati da e verso un satellite in orbita attorno alla Terra, infatti, bisogna tener conto dello spostamento del ricevitore durante il tempo impiegato dal segnale a percorrere il tragitto trasmittente-ricevitore. E questo è possibile solo conoscendo con estrema precisione la velocità di propagazione della luce. Tenuto conto della grande complessità delle discipline scientifiche contemporanee, ogni scoperta scientifica per poter essere considerata valida deve subire un processo di revisione chiamato “peer review” (letteralmente “revisione alla pari”). Nell’ambito di tale processo l’autore di un lavoro invia un articolo dettagliato ad una rivista specializzata la quale sottopone tale articolo ad una serie (in genere due) di personalità competenti della materia. Questi, definiti reviewers o referees, hanno il compito di analizzare il contenuto del lavoro e trovare eventuali anomalie od imprecisioni nel metodo. A questo punto il lavoro viene rispedito all’autore che, se sarà in grado di rispondere compiutamente a tutte le obiezioni sollevate dai referees, vedrà il suo lavoro pubblicato con la certezza di aver raggiunto un risultato scientificamente attendibile. Non utilizzando il metodo scientifico si corre il rischio di giungere a conclusioni che il senso comune fa ritenere plausibili e che invece sono completamente errate. Basti pensare al modello geocentrico del Sistema Solare, quello in uso fino alle scoperte galileiane e quello che, a prima vista, sembra il più logico. Dalla superficie della Terra vediamo tutti i corpi celesti che ci ruotano intorno e siamo quindi portati a pensare che noi siamo fermi e tutto l’universo ci giri intorno. Per sostenere questa tesi a prima vista logica è, però, necessario escogitare delle soluzioni totalmente illogiche per giustificare, ad esempio, il moto retrogrado (moti di rotazione su se stessi così come quelli orbitali intorno a un altro corpo che sono contrari alla norma vengono detti retrogradi.) di alcuni pianeti nel cielo, come ad esempio Marte. Proprio perché si basa sul modello geocentrico (senza nemmeno tener conto di tutti i pianeti presenti nel Sistema Solare) l’astrologia è ben lungi dal poter essere definita scienza. Chi avrebbe il coraggio di definire tale una materia che si fonda su un modello tanto errato? 


da: http://interno18.it/rubriche/15168/con-scientia-limportanza-del-metodo-scientifico

domenica 2 marzo 2014

IO DICO L"UNIVERSO", 450 ANNI CON G.GALILEI


Quest’anno si celebrano  i 450 anni dalla nascita di Galileo, scienziato moderno e grande scrittore italiano (come lo definì Calvino).  “Io dico l’universo. 450 anni con Galileo” è il titolo della nuova trasmissione di Radio3, tratto da un inciso galileiano, estratto dal celeberrimo passo de “Il Saggiatore”, quando Galileo ricorda che il grandissimo libro che ci sta aperto innanzi agli occhi (l’universo appunto) è scritto in lingua matematica. Il programma andrà in onda sabato 15 febbraio, giorno del compleanno di Galilei, nato appunto 450 anni fa, nel 1564 a Pisa, e proseguirà ogni sabato alle 18.00 fino al 12 luglio. Sarà l’occasione per raccontare e per ragionare intorno alla vita, all’opera e alla scienza di Galileo, fino a toccare i temi contemporanei che raccolgono la sua eredità.


Padova, casa di G.Galilei
Ogni puntata partirà dalla descrizione di un luogo frequentato da Galileo, come per esempio la Torre di Pisa dove, si narra, lui produsse alcuni dei suoi esperimenti sulla caduta dei gravi. Oppure sono luoghi dove le sue idee sono state dibattute, accolte e combattute come, tra gli altri, il Liceo romano Visconti - ex Collegio Romano - dove i gesuiti discussero le sue scoperte celesti. E  ancora Santa Maria Novella a Firenze, dal cui pulpito partì la prima predica contro i copernicani. In altri casi sono luoghi dell’oggi che raccolgono e perpetuano l’eredità del grande scienziato pisano. Il Teatro Piccolo di Milano, dove Strelher mise in scena il testo brechtiano “Vita di Galileo”, il CERN di Ginevra, teatro delle scoperte contemporanee sull’origine dell’universo. Infine, ci sono i luoghi dell’arte, come la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, al cui interno si può vedere la prima Luna con i crateri ad opera di Lodovico Cardi detto il Cigoli. Con il luogo, si apre il tema di ogni puntata. Qualche esempio: il nuovo sguardo sull’universo (ad occhio nudo non basta più); i concetti di esperienza, metodo e logica della scienza moderna; la scienza e il potere; il processo e i processi alla scienza; il caso Galileo nella chiesa di oggi, ma anche l’arte, il teatro e il cinema, fino alla scrittura e alla lingua  galileiana. Le voci che discuteranno intorno a questi temi sono scelte tra i maggiori studiosi italiani del Seicento, ma anche tra fisici, storici dell’arte, scrittori, filosofi, matematici, storici, politici, giornalisti e artisti.

La prima puntata si intitola “Vi presento Galileo”: Rossella Panarese, dal Museo Galileo di Firenze,  sarà a colloquio col direttore Paolo Galluzzi. La seconda puntata, “Un cambio di prospettiva. La casa in via Galilei 17: Padova (il telescopio puntato verso il cielo), Rossella Panarese a colloquio con il fisico Carlo Rovelli. La terza puntata, “Il processo. Sala Capitolare del Convento di Santa Maria Sopra Minerva”, verrà trasmessa da Roma (dove Galileo abiurò):  Alessandra Tarquini a colloquio con lo storico Michele Ciliberto. Nella quarta puntata, “Il mondo in movimento. II laboratori del Gran Sasso”, dove è andato in scena ITIS Galileo, Pietro del Soldà sarà a colloquio con Marco Paolini. La quinta puntata,  “L’universo macchina.  Palazzo della Sapienza”, vedrà Pietro del Soldà a Pisa a colloquio col filosofo Remo Bodei.

 “Io dico l’universo. 450 anni con Galileo” è un programma di Paolo Conte e Rossella Panarese. Al microfono si alterneranno molte delle voci di Radio3, tra cui Gabriella Caramore, Paolo Conte, Pietro del Soldà, Pietro Greco, Marco Motta, Rossella Panarese, Alessandra Tarquini, Marino Sinibaldi, Giorgio Zanchini. La regia è di Diego Marras, in redazione Costanza Confessore.

sabato 15 febbraio 2014

450 ANNI CON GALILEO GALILEI

Oggi, 15 febbraio 2014, si celebra l’anniversario della nascita del padre della scienza moderna, Galileo Galilei, il quale elaborò il metodo scientifico della verifica e della formulazione delle leggi. Galileo nacque a Pisa 450 anni fa, e, nonostante i secoli trascorsi, viene ricordato come il più grande pensatore di tutti i tempi. Egli lavorò come insegnante universitario, ma non riuscì a diffondere le sue idee in ambito universitario, dominato dall’aristotelismo. Il momento più importante della sua vita sono riconducibili al 1610, anno nel quale pubblicò l’opera “Sidereus Nuncius”, con la quale cominciò a diffondere le scoperte che aveva fatto con il cannocchiale, da lui modificato; e il 1616 quando subì la prima ammonizione dal Cardinale Bellarmino, che gli proibì di diffondere e insegnare le teorie del Copernicanesimo. Galileo in realtà non voleva andare contro la Chiesa , ma credeva che la Bibbia e la natura fossero entrambe state create da Dio e perciò non si potevano contraddire; la prima non doveva essere interpretata letteralmente, in quanto era  valida in senso spirituale ed essendo antico come libro, era ovvio che le nuove scoperte non risultassero concordi con il pensiero passato e quindi era la Bibbia che doveva adattarsi alla scienza. Egli con il cannocchiale modificato eseguì scoperte astronomiche, che verificarono empiricamente il Copernicanesimo, basato sulla visione di un universo eliocentrico, ma non infinito, che aveva il Sole al centro, i pianeti ruotanti attorno, e la Terra, che oltre a girare su se stessa, era circondata dal moto della Luna. Galileo dimostrò la diversità di struttura presente tra cielo e Terra, la centralità del Sole e il moto dei pianeti attorno ad esso, le macchie lunari, dovute alla formazione di avvallamenti e crateri, la presenza dei satelliti di Giove, chiamati pianeti Medicei in onore della famiglia Medici che lo aveva ospitato, le macchie solari e le fasi di Venere. Per quanto riguarda il suo metodo, troviamo accenni ad esso all’interno della lettera che scrisse a Cristina di Lorena, consorte del granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici, dove sono presenti espressioni fondamentali per capire come l’induzione e la deduzione fossero per lui complementari, poiché egli sosteneva che bisognava servirsi di sensate esperienze, cioè fatte con i sensi, in particolare egli privilegiava la vista (induzione) e di necessarie dimostrazioni, cioè il momento razionale (deduzione). Il suo metodo è composto da due momenti: uno analitico, che consiste nell’osservazione del fenomeno, nella misurazione matematica dei dati e nella formulazione dell’ipotesi e uno sintetico, dove si effettua la verifica o l’esperimento e la formulazione della legge. 
Per le sue teorie considerate completamente contraddittorie rispetto alle Sacre Scritture, il testo "De Revolutionibus Orbium Coelestium" di Copernico viene messo all'indice. 
Il "Saggiatore" è un capolavoro polemico in cui pur partendo da posizioni erronee, Galileo critica  il principio di autorità ed  enuncia i principi del metodo matematico-sperimentale, grazie al quale la scienza è in grado di conoscere la natura reale del mondo: “la filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non si impara a intender la lingua, e conoscere i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica ..
Nell'aprile del 1630, Galileo termina di scrivere il "Dialogo sui due massimi sistemi del mondo", nel quale le teorie copernicana e tolemaica vengono messe a confronto; in seguito concorda con il Vaticano alcune modifiche per poter far stampare l'opera, ma decide poi di farla stampare a Firenze, nel 1632. 
Papa Urbano VIII, esaminato il "Dialogo", ne proibisce la distribuzione e fa istituire dall'Inquisizione un processo contro Galileo. Lo scienziato, già anziano e malato, viene chiamato a Roma nel 1633, dove viene processato e gli viene richiesto di abbandonare la teoria copernicana. Imprigionato e minacciato di tortura, Galileo viene costretto ad abiurare pubblicamente e viene condannato alla prigione a vita, ma poi gli viene concesso di scontare la pena nella sua villa di Arcetri, vicino a Firenze. 
Nel luglio dello stesso anno, comincia a scrivere il "Discorso intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali". 
Muore, malato e ormai cieco, l'8 gennaio 1642, nella casa di Arcetri. 



sabato 4 gennaio 2014

CHE COS' E' LA FISICA E A COSA SERVE?

Questo bellissimo filmato  parla delle grandi scoperte della scienza e in particolare delle grandi scoperte della Fisica da Galileo ad oggi. Indubbiamente  la Fisica, in soli quattro secoli, grazie al metodo scientifico sperimentale, ha cambiato totalmente la nostra conoscenza dell'Universo ed ha rivoluzionato la nostra vita con la tecnologia.

             

La fisica (dal greco phýsis = natura) è la scienza che studia i fenomeni naturali (a esclusione di quelli che comportano trasformazioni chimiche della materia e i processi biologici), al fine di descriverli misurandone le proprietà (o grandezze) e stabilendo tra queste relazioni matematiche (leggi).
Per raggiungere questo scopo, la fisica si avvale di un metodo di indagine detto metodo sperimentale, cioè basato sull'esperimento riproducibile (comune ad altre scienze come la chimica e la biologia, dette appunto sperimentali).
Il metodo sperimentale, delineato da Galileo Galilei (1564-1642), consente di interpretare le cause dei fenomeni attraverso ipotesi che, se confermate nella loro validità dai risultati degli esperimenti, sono riconosciute come teorie.
Gli sviluppi della fisica da Galileo fino alla fine dell'800 hanno permesso di edificare i fondamenti della cosiddetta fisica classica: le leggi e i principi che descrivono il moto dei corpi e le cause (forze) che lo determinano, definiti dalla meccanica (in particolare, per opera di I. Newton, 1642-1727), l'inquadramento dei fenomeni elettromagnetici attraverso la teoria dell'elettromagnetismo, elaborata da J.C. Maxwell (1831-1879), le leggi relative ai fenomeni legati al calore e le leggi dell'ottica.


Con l'avvento del XX secolo inizia il periodo detto della fisica moderna. L'impostazione concettuale della fisica classica subisce profonde modificazioni per opera di A. Einstein (1879-1955), con la teoria della relatività (che apporta correzioni alla meccanica classica quando intervengono velocità prossime a quella della luce) e per la formulazione della meccanica quantistica, che interpreta i fenomeni a livello atomico in base alla nozione di quanti di energia, introdotta da M. Planck (1858-1947): nella visione quantistica la causalità deterministica, pilastro delle teorie fisiche classiche, secondo cui il comportamento di un sistema fisico può essere perfettamente determinato a partire dalle sue condizioni iniziali, lascia il posto alla probabilità.

Recentemente la fisica ha allargato ulteriormente il suo metodo di indagine a sistemi prima trascurati o al di fuori dei suoi confini ufficiali, come, per esempio, i sistemi caotici (che qui non verranno trattati), sistemi dal comportamento non prevedibile che si incontrano in fisica (i fluidi), ma anche in biologia ed economia.
Numerose sono le scienze che presentano più o meno ampi punti di contatto con la fisica, pur conservando propri confini autonomi; tra queste si segnalano l'astronomia, la geologia, la chimica-fisica, la biofisica e la geofisica.
Conoscere la fisica dunque  permette non solo di capire il perché del funzionamento delle cose, ma anche di  prevedere cosa succederà in un determinato sistema, partendo da certe condizioni. 

domenica 29 settembre 2013

GALILEO GALILEI/ TUTTO IL FILM

   Per avere notizie della biografia di Galileo Galilei vai anche qui 

IL METODO SCIENTIFICO

IL MARTELLO E LA PIUMA 

Le immagini, non nitidissime, del filmato documentano un evento storico. È la dimostrazione del cosiddetto principio di equivalenza, eseguita dall’astronauta David Scott nel 1971, durante la missione dell’Apollo 15.
                          



Scott lasciò cadere dalla stessa altezza un martello e una piuma. Mentre sulla Terra, a causa della resistenza dell’aria, il martello avrebbe colpito il suolo prima della piuma, nell’ambiente privo di atmosfera della Luna i due oggetti colpirono il suolo nello stesso momento. Il risultato, contrario all’intuizione comune, dimostrò che l’accelerazione subita da un oggetto in un campo gravitazionale non dipende dalle sue caratteristiche fisiche (massa, composizione, densità, forma ecc.), ma solo dall’intensità del campo gravitazionale che agisce su di esso.

Galileo aveva dimostrato il principio già quattro secoli fa, facendo rotolare sfere ben levigate di peso differente su un piano inclinato e constatando che arrivavano alla base del piano insieme. Ma non avrebbe potuto compiere sulla Terra un "gioco di prestigio" così strabiliante come quello di far atterrare nello stesso istante un martello e una piuma. Occorreva il vuoto lunare per riuscirci.

Ecco la trascrizione (tradotta) del dialogo tra David Scott (comandante della missione) e James Irvin:

Scott: Beh, alla mia sinistra ho una piuma e un martello a destra.
E credo che un motivo per cui siamo qui oggi è che un signore di nome Galileo, molto tempo fa ha fatto una importante scoperta sui corpi che cadono in un campo gravitazionale. E la Luna è il posto migliore per confermare le sue idee.

[Fendell fa uno Zoom sul martello e la piuma e poi di nuovo indietro per apprezzare la scena.]

Scotf: Ora cercheremo di dimostrarlo. In particolare, la piuma è di falco, una piuma di falco per i nostri Falcon. Ora lascerò i due oggetti.

[Dave tiene la piuma e il martello con il pollice e l'indice delle sue mani sinistro e destro. Getta il martello e la piuma contemporaneamente. Il martello e la piuma toccano il terreno praticamente nello stesso istante]

Scott: cosa ne pensate!
Allen: cosa ne pensate! (Applausi da Houston)

Scott: Ciò dimostra che le idee di Galileo sono stati corretti.


Ecco come Galileo dimostrava, con uno strumento realizzato appositamente, la teoria dei gravi oltre 4 secoli or sono.



IL METODO SCIENTIFICO

Galileo Galilei
Anticamente l’uomo ha cercato di spiegare i fenomeni naturali di cui era testimone imputandoli all’azione delle divinità, oppure attribuendoli alla stregoneria o alla magia. 
Con Galileo Galilei (1564-1642) è stato introdotto il metodo sperimentale.

Esso  si articola in due fasi:
  • fase induttiva (cioè dallo studio di dati sperimentali si giunge alla formulazione di una regola universale)
  • fase deduttiva


La fase induttiva si divide inoltre in:
  • osservazioni e misure (in questa fase si utilizza la strumentazione opportuna e si raccolgono i dati)
  • formulazione di un’ipotesi, si tenta cioè di spiegare il fenomeno, mediante la “lettura” dei dati sperimentali.


La fase deduttiva si distingue in:
  • verifica dell’ipotesi (si sottopongono i dati ad una verifica rigorosa, si fanno delle controprove, ecc.)
  • formulazione di una teoria, nel caso in cui l’ipotesi venga confermata.



In pratica il metodo scientifico è un modo di conseguire informazioni sul meccanismo di eventi naturali proponendo delle risposte alle domande poste: per determinare se le soluzioni proposte sono valide si utilizzano dei test (esperimenti) condotti in maniera rigorosa.
La rigorosità del metodo scientifico risiede nel fatto che una teoria non è mai definitiva ma è suscettibile di modifiche o di sostituzioni, qualora vengano alla luce nuovi aspetti non ancora considerati. Il metodo scientifico richiede una ricerca sistematica di informazioni e un continuo controllo per verificare se le idee preesistenti sono ancora supportate dalle nuove informazioni. Se i nuovi elementi di prova non sono favorevoli, gli scienziati scartano o modificano le loro idee originarie. Il pensiero scientifico viene quindi sottoposto ad una costante critica, una modifica ma anche ad una rivalutazione: è questo che lo rende così grande ed universale.

Abbiamo già visto in un precedente post come Redi era riuscito a "dimostrare" che le mosche nascono da altre mosche e non per generazione spontanea dalla carne putrefatta.
Ecco qui un altro esempio di metodo scientifico: l’esperimento di Pasteur sul carbonchio (1881):

Bacillus antracis
Il chimico francese Louis Pasteur (1822-1892) condusse nel 1881 un drammatico esperimento. In pratica utilizzò il Bacillus anthracis, agente infettivo responsabile del carbonchio (conosciuto anche come antrace) attenuato mediante un agente fisico (coltura a 42-43°C: la crescita a tale temperatura ne attenua la virulenza), e lo inoculò successivamente in un certo numero di pecore. La sua idea era verificare l’origine batterica della malattia, contrariamente a quanto affermato da una gran parte della comunità scientifica del tempo, la quale attribuiva il carbonchio all’inalazione dei miasmi ambientali, quindi ad una causa di tipo chimico.

Osservazioni:

  • le pecore si ammalavano dopo aver trascorso del tempo sui campi infetti
  • le pecore si ammalavano se venivano messe a contatto con il materiale in decomposizione presente sui campi o derivante da altri animali malati
  • nel sangue delle pecore malate era presente un organismo unicellulare a forma di bastoncello (osservabile al microscopio) 

Scopo dell’esperimento
Dimostrare se il responsabile del carbonchio era il Bacillus anthracis (isolato dal medico tedesco Robert Koch) oppure i miasmi ambientali.

Ipotesi
Forse le pecore potevano acquisire l’immunità qualora fossero venute a contatto con il bacillo attenuato, cioè la cui infettività era stata ridotta mediante un reattivo chimico.

Esperimento

  • Pasteur selezionò dapprima 60 pecore
  • 10 di esse furono tenute da parte ed isolate; ciò serviva da controllo
  • 25 furono sottoposte all’inoculazione (vaccinazione) del bacillo attenuato per ben 2 volte (il 5 maggio 1881 e il 17 maggio 1881)
  • 25 non furono vaccinate

Successivamente (31 maggio 1881), ai due gruppi di pecore da 25 individui fu iniettata una coltura virulenta di carbonchio, cioè ricca di bacilli non attenuati ma perfettamente vitali.
Pasteur verificò pubblicamente, il 2 giugno 1881, che:
del primo gruppo, quello delle pecore vaccinate, sopravvissero 24 individui su 25. Si registrò quindi un tasso di mortalità del 4% 
del secondo gruppo, quello delle pecore non vaccinate, ne sopravvissero 2 (moribonde); le altre risultarono decedute. Si registrò quindi un tasso di mortalità del 92%

Teoria
Il carbonchio era dovuto all’azione del Bacillus anthracis. La vaccinazione attiva le difese immunitarie e previene le malattie infettive.

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http://www.scienzeascuola.it/joomla/le-lezioni/24-lezioni/331-il-metodo-scientifico-o-sperimentale


martedì 27 agosto 2013

STORIA DELLA FISICA IN UN VIDEO DI ANIMAZIONE

Questo video è molto divertente, ma anche istruttivo. E' stato realizzato per la BBC (per  Dara Ó Briain’s Science Club ) da Åsa Lucander, finlansese, illustratore e creatore di film animazione.  Ci mostra le scoperte di quattro più grandi scienziati: Galileo Galilei, Isaac Newton, James Maxwell e Albert Einstein.
Da vedere, soprattutto per gli alunni di terza. Ah, dimenticavo .......è in inglese, ma ormai avrete capito che questa lingua va assolutamente imparata se non vogliamo e non volete isolarvi dal resto del mondo.



                          
BBC Science Club - Physics from Asa Lucander on Vimeo.

giovedì 4 ottobre 2012

GALILEO GALILEI

Galileo Galilei: per gli alunni di prima, a proposito di quanto vi abbiamo detto sia io, sia il prof. di religione.