Visualizzazione post con etichetta rettili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rettili. Mostra tutti i post

domenica 8 novembre 2015

TREDICI MILIARDI DI ANNI, SECONDA PUNTATA

In questa seconda puntata il programma racconterà i grandi cambiamenti avvenuti in passato sulla Terra e la grande capacità della vita di sopravvivere, malgrado tanti traumi catastrofici, come quello avvenuto nel Permiano, quando delle gigantesche eruzioni vulcaniche, durate 500 mila anni, provocarono l’estinzione del 95% delle forme viventi.


Assisteremo anche alla graduale conquista del pianeta da parte delle primitive forme viventi: prima le piante, poi millepiedi e scorpioni, poi pesci polmonati. 
E vedremo l’ascesa irresistibile dei grandi rettili che dominarono il pianeta per 160 milioni di anni.
In proposito Piero Angela visiterà “virtualmente” il Museo di Scienze Naturali di Milano, dove sono esposti giganteschi scheletri di dinosauri.

In studio molti reperti accompagneranno questo racconto: piante fossili, reperti paleontologici, ma soprattutto il cranio di un Gigantosauro, il più grande rettile terrestre mai esistito. Scopriremo inoltre un’impressionante mandibola di squalo preistorico, dentro la quale una persona può stare in piedi!

Con l’arrivo dell’uomo, tutto si accelera. Ma anche i nostri antenati hanno dovuto fare i conti con grandi cambiamenti climatici che si sono succeduti sulla Terra, in particolare con le glaciazioni. Assisteremo in proposito a spettacolari scene di caccia al Mammuth. 
Con l’arrivo dei Sapiens in Europa, in Asia e persino in Australia (vedremo come si pensa abbiano potuto navigare 50 mila anni fa…), la storia conosce una nuova svolta: ormai le società moderne sono alle porte.
L’ultima immagine (l’ultima “telecamera”) è quella che riprende la partenza notturna di un razzo: è l’uomo che torna nello spazio, da dove erano arrivati tutti i materiali che hanno costruito la Terra.





domenica 21 settembre 2014

LO SPINOSAURO NUOTATORE

In questo video è documenta la ricostruzione fisica e animata di Spinosaurus aegyptiacus, un gigantesco predatore adattato alla vita nell'acqua, più grande del Tirannosauro Rex. Grazie alla cocciutaggine di un ricercatore è stato possibile ricostruire lo scheletro del più grande dinosauro predatore conosciuto (e c'entra anche Milano)

                                                     click su immagine per vedere video 

Mettendo insieme fossili scoperti in Marocco e conservati in diverse parti del mondo, Nizar Ibrahim dell’Università di Chicago (Stati Uniti) insieme con altri colleghi ha scoperto che lo Spinosauro, il più grande dinosauro predatore conosciuto, era sostanzialmente un animale acquatico, paragonabile ai coccodrilli dei nostri tempi, solo molto più grande e spaventoso. La scoperta è stata resa possibile grazie all’analisi di diversi fossili, alcuni dei quali acquisiti e conservati presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano, ed è stata pubblicata di recente sulla rivista scientifica Science.
Un esemplare adulto di Spinosauro (il nome Spinosaurus in realtà indica il genere, che a sua volta comprende due specie conosciute) arrivava a superare i 15 metri di lunghezza e pesava 20 tonnellate. A differenza della maggior parte degli altri dinosauri, aveva le narici in posizione arretrata sul muso per evitare l’entrata dell’acqua e zampe posteriori corte attaccate a un bacino più piccolo, proprio perché vivendo quasi sempre in acqua non aveva bisogno di molta forza per sollevarsi come gli altri dinosauri. La forma delle zampe, studiata grazie a una serie di fossili, era diversa da quella di altri dinosauri e adatta a nuotare più facilmente. Il tratto distintivo dello Spinosauro era la spina dorsale estremamente pronunciata, con ossa molto lunghe che formavano una sorta di grande cresta sulla schiena dell’animale. Altra caratteristica molto evidente, nella ricostruzione di Ibrahim e colleghi sulla base dei fossili studiati, era la dentatura acuminata, con denti conici affilati che ricordano – fatte le dovute proporzioni – quelli dei coccodrilli dei giorni nostri.
Secondo i ricercatori lo Spinosauro era un formidabile predatore e si nutriva soprattutto di animali marini, forse anche di squali. Una vita semiacquatica per questo dinosauro aveva senso, considerato che viveva nel Nordafrica in un’era in cui la zona era una grande palude tropicale.

La storia recente dello Spinosauro e della scoperta delle sue caratteristiche è affascinante almeno quanto la sua storia passata, quando nuotava e cacciava tra le acque dell’Africa del nord. Il primo scheletro parziale ben conservato del dinosauro era stato scoperto ai primi del Novecento ed era conservato a Monaco, in Germania, I fossili andarono perduti nel 1944 a causa di un bombardamento degli Alleati contro i nazisti. Fu una grave perdita per i paleontologi, che per anni cercarono nuovi reperti per scoprire qualcosa di più su uno dei più grandi predatori mai vissuti sulla Terra, più grande del Tirannosauro.
Nel 2008 Nizar Ibrahim si trovava sull’ampio altopiano di Kem Kem alla ricerca di fossili, in una zona conosciuta per esserne particolarmente ricca. Fu avvicinato da un cercatore di fossili che lo invitò a vedere alcuni reperti che aveva trovato, senza avere capito di preciso che cosa avesse per le mani. Osservando i fossili, l’osso di un dito e un pezzo di spina dorsale, Ibrahim capì l’importanza della scoperta e dopo qualche verifica ebbe la conferma: ossa di Spinosauro (Spinosaurus aegyptiacus).
Ibrahim acquisì i reperti e li portò in una università di Casablanca, ma dopo essersi sentito dire che non era possibile confermare l’origine dei fossili, decise di portarli con sé in Irlanda, dove stava scrivendo una ricerca sul Cretaceo in Marocco. Non riuscendo a scoprire qualcosa di nuovo sui reperti, decise di affidarli all’università di Casablanca, in attesa della scoperta di altri fossili del dinosauro. L’attesa si rivelò proficua e un paio di anni dopo Ibrahim riuscì a rintracciare diversi altri fossili, alcuni dei quali acquisiti e conservati presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano. I reperti avevano le stesse caratteristiche di quelli che aveva trovato nel 2008 grazie al cercatore di fossili.
Dopo qualche anno e la mediazione di un collega, nel 2011 Ibrahim ottenne il permesso dal museo di Milano e da altre istituzioni di fare arrivare all’Università di Chicago, dove stava conducendo le sue ricerche, i pezzi di Spinosauro che aveva rintracciato negli ultimi anni per studiarli tutti insieme. In meno di un anno fu possibile ricostruire la struttura generale del dinosauro e procedere con la creazione di un modello in scala 1:1.









domenica 17 febbraio 2013

RETTILI E DINOSAURI


Ecco finalmente  il primo lavoro di paleontologia per immagini realizzato dal Prof. Ravanello!

                                                                             Buona visione!
                                

domenica 20 gennaio 2013

ERA MESOZOICA



da 245 a 65 Milioni di anni fa

L’era dei rettili, o meglio l’Era mesozoica, copre il lungo intervallo di tempo compreso tra 245 e 65 milioni di anni fa. L’Era mesozoica è divisa in tre periodi, che, a partire dal più antico, sono il Triassico, il Giurassico e il Cretacico. L’evento geologico più importante dell’Era mesozoica fu la frammentazione della Pangèa. Sulle terre emerse si diffusero le conifere e, verso la metà dell’era,comparvero le prime angiosperme, piante dotate di fiori. Nei mari comparvero nuovi coralli e le ammoniti, molluschi che sopravvissero per tutta l’era con un gran numero di forme. Le ammoniti sono pertanto utilizzate come fossili guida dell’Era mesozoica. Ma il Mesozoico fu soprattutto l’«era dei rettili» (tra cui anche i dinosauri), che dominarono il pianeta per oltre 160 milioni di anni. Comparvero anche degli organismi capaci di mantenere costante la temperatura del corpo.
Nelle nuove forme l'embrione si sviluppava completamente all’interno del corpo della madre, fino al momento del parto, e nasceva un individuo già relativamente maturo. Queste novità segnano la comparsa dei mammiferi.


Nel Giurassico, circa 140 milioni di anni fa, dall’evoluzione di un altro gruppo di rettili, si differenziarono i primi uccelli. Alla fine del Mesozoico si verificò una nuova crisi biologica: in alcuni milioni di anni i dinosauri si estinsero; inoltre, scomparvero le ammoniti insieme a molti altri gruppi di organismi. La scomparsa dei rettili lasciò libero il campo allo sviluppo dei piccoli e ancora rari mammiferi.

Per una storia della terra  completissima e accurata, andare qui, BBC Nature- History of life

sabato 20 ottobre 2012

VIVA LA MAMMA

I coccodrilli, discendenti dei terribili dinosauri, in genere suscitano paura, sia per il loro aspetto, sia per la forza che dimostrano al momento dell'aggressione della preda. Ma come non sentirsi inteneriti da queste immagini?

                             
Se volete invece sapere come si fa a riconoscere un caimano da un coccodrillo, andate QUI!