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sabato 7 marzo 2015

LE SCIE CHIMICHE NON ESISTONO, PAROLA DI LUCA PARMITANO

                         
                       

La storia delle cosiddette scie chimiche, rilanciata su internet con la caparbia irragionevolezza dei complottisti, oggi continua a spaventare, probabilmente ad arricchire qualcuno, e sicuramente a far sghignazzare molti altri. Ma, come tutte le bufale che si rispettino, ha una storia lunga e istruttiva. 

Il padre delle scie chimiche si chiamava Richard Finke: non era uno scienziato, né un esperto di aeronautica, non aveva nessuna competenza in ambito di spionaggio. Però si mise in società con un certo Larry Wayne Harris che aveva aperto un’ambiziosa ditta di consulenza contro gli attacchi terroristici (la LWH Consulting). Era il 1997: i due, per farsi pubblicità, cominciarono a spammare email in cui annunciavano l’imminenza di un attacco. Ma le cose andarono male, il batterio della peste bubbonica non si fece vedere, e i due non si procurarono clienti. Fu così che Finke passò al contrattacco e scrisse a una mailing list sul bioterrorismo la seguente mail (questa è la versione riportata dal giornalista cacciabufale, o debunker, Jay Reynolds): “Il direttore di Aqua-tech Environmental… rivela oggi di aver trovato 1,2-dibromoetano (una sostanza molto tossica e cancerogena, ndr) in campioni di acqua… raccolti da contadini di Maryland e Pennsylvania. … La sostanza sembra essere mescolata al carburante degli aerei e dispersa costantemente nei nostri cieli. Le linee che riempiono i nostri cieli non sono scie di condensazione: vengono disperse e possono durare ore, rilasciando lentamente il flagello”. Il titolo, in perfetto stile complottardo, era scritto in maiuscolo e conteneva la bellezza di cinque punti esclamativi su quindici parole. 
Il fumetto con Paperino che prende in giro le tesi complottiste


La bufala cominciò così a volare. Finché nel 1999 non trovò una legittimazione mediatica in un programma radiofonico dedicato a complotti e ufologia, Coast to Coast AM di Art Bell, grazie a William Thomas, un giornalista americano che tuttora ha un sito internet sulle chemtrails (cioè le scie avvelenate) e tuttora scrive libri sul tema. La sua homepage ha lanciato skyder alert: il primo social network per appassionati di scie chimiche che può essere scaricato sugli smartphone e permette di inviare foto del cielo solcato da strisce bianche direttamente ai propri politici di riferimento. 

Sì, perché le principali prove dell’esistenza del fenomeno sono, al momento, fotografie del cielo. Cieli azzurri o grigi, di campagna o di città, su cui si vedono coppie di strisce bianche che si allargano poi si dissolvono in fiocchi o in strie, che si intrecciano e si confondono fra loro. Solo con una rapida ricerca su internet se ne trovano a centinaia, forse migliaia, sono state scattate in tutto il mondo dai fautori della cospirazione aerea internazionale. Ci sono poi le fotografie dei velivoli che le rilascerebbero e, in Italia, dei cosiddetti elicotteri neri: secondo gli esperti di fotografia, sono solo foto controluce di normali elicotteri. Ma per i seguaci del complotto sarebbero strumenti del grande progetto di diffusione delle scie chimiche, che di volta in volta controllerebbero il territorio o disperderebbero le sostanze tossiche; tra le varianti più bizzarre della teoria si deve anche segnalare la presenza di aerei invisibili, dei quali ovviamente non esistono foto, e talvolta addirittura di scie chimiche invisibili. 


Nella loro versione tradizionale, però, le scie chimiche vere e proprie sarebbero bianche e si riconoscerebbero dalle normali scie di condensazione degli aerei perché più spesse, più durature e genericamente insolite e sospette. 

In sostanza la spiegazione data dagli esperti  è questa: “l’atmosfera è un fluido non omogeneo, in continuo mescolamento, e le condizioni di temperatura, umidità e pressione variano anche nel giro di poche decine di metri, come variano i forti venti di quelle altitudini”. Per questo motivo  il gas di scarico degli aerei forma scie di condensazione che non hanno sempre lo stesso aspetto e la stessa durata. “In generale, perché si formino ci vogliono temperature basse, quindi l’aereo deve trovarsi ad alta quota”. Ma quanto alta? “Dipende”. E, comunque, è impossibile misurare l’altezza di un aereo a occhio, o con strumenti grossolani, qui da terra.  

Poi c’è la questione del contenuto delle scie chimiche: di che cosa sarebbero fatte? Di un sacco di cose. “Dal bario ai virus, da nanoparticelle a strani vaccini, da pesticidi tossici a misteriosi protozoi, fino a Ogm alieni”.  Per qualcuno, di recente, c’è anche il sospetto di un complotto internazionale per indurre modifiche climatiche con microparticelle metalliche o cose simili, che nasce dalla confusione con esperimenti veri, e pubblici, di modifica di microcondizioni climatiche. Ma in sostanza, niente di dimostrato e niente, alla fine, di veramente spaventoso. Solo una bufala che vola. 
Eppure, si contano innumerevoli interrogazioni parlamentari riguardo all'argomento  e poi trasmissioni televisive come Voyager.

Pensandoci bene.. chi sarebbe tanto fesso da distribuire agenti tossici in aria, attraverso scie bianche in campo azzurro (quando di notte le stesse sarebbero invisibili) pur sapendo che, oltre alle sue vittime, anche lui stesso li respirerebbe? 

Nonostante tutto, la bufala delle scie chimiche continua a viaggiare indisturbata. Perché? Per una ragione molto umana: “la convinzione di essere i salvatori del mondo è appagante, soprattutto se si può diventare eroi restando comodamente seduti alla propria scrivania. Mentre rivedere le proprie convinzioni significa tornare alla dura realtà. Così molti preferiscono rimanere nel mondo delle cospirazioni globali”. Quello in cui le bufale volano, per esempio. 

http://www.lastampa.it/2013/09/16/scienza/ambiente/inchiesta/le-scie-chimiche-la-leggenda-di-una-bufala-gO2V1NvGC3pVLliU3b4NBM/pagina.html


domenica 1 febbraio 2015

sabato 31 gennaio 2015

I GIORNI DELLA MERLA ...SONO I PIU' FREDDI?

Prima di tutto, perchè si chiamano cosi? Per conoscere le due versioni della leggenda andate qui 

Ma è vero che sono i giorni più freddi dell’anno? O è un mito da sfatare? La dottoressa Franca Mangianti, (meteorologa, a lungo alla guida del Collegio Romano, prestigioso Istituto che dal 1782 raccoglie tutti i dati meteo ) smentisce e ci spiega che climatologicamente non sono i giorni più freddi dell’inverno. Infatti, stando ai dati dell’Osservatorio del Collegio Romano, sono solo alcuni gli anni in cui la temperatura è scesa al di sotto dei zero gradi durante i  famosi giorni della Merla. I più freddi in realtà sono quasi sempre nella prima decade di Gennaio. Quindi, la domanda sorge spontanea: perchè sono considerati nella tradizione i più gelidi? 
Le tradizioni ed i proverbi sono talmente radicati nella cultura di un luogo che spesso vanno a modificare anche quella che poi è la realtà meteorologica ( vedi anche il proverbio che dice “Febbraio corto amaro”, poiché  è considerato come uno dei mesi più freddi dell’inverno;  in realtà febbraio, secondo i dati rilevati dai meteorologi, è proprio il mese invernale più caldo ). 
E' sempre bene scindere quelle che sono  la tradizione  e la cultura di un territorio, legate alle sue leggende ed ai suoi proverbi, da quello che è la vera metereologia, una scienza in continua evoluzione ed in cui i fenomeni non possono prevedersi nè verificarsi in modo puntuale in determinati giorni dell’anno.


domenica 14 dicembre 2014

SCIENZA CONTRO PSEUDOSCIENZA



In internet si legge di tutto e di più, tutto il contrario di tutto. Questo genera un caos di informazioni fra cui è spesso difficile distinguere quali siano veramente attendibili e quali no. Il problema è che questa confusione può risultare molto dannosa, soprattutto quando si parla di Scienza Medica, e quindi della salute delle persone. Se poi a questa disinformazione si aggiungono anche alcune discutibili sentenze di tribunali, ci si trova veramente nel caos più totale.
Ma come si fa a distinguere una notizia seria da una baggianata? A chi si deve  credere quando trovo due tesi completamente opposte? C’è un modo per capire quale sia la fonte più attendibile?


Ecco quindi in tabella una mini-guida per distinguere la Scienza (vera) dalle pseudoscienze.


L'aspetto più critico  è quello della citazione delle fonti. Spesso infatti vengono citate fonti scientifiche anche per sostenere tesi che con la scienza hanno ben poco a che fare. In questi casi un lettore poco attento potrebbe effettivamente essere portato a credere alla tesi pseudoscientifica, ma in realtà spesso gli studi citati a scopo pseudoscientifico hanno una di queste caratteristiche:


  • Lo studio citato è vecchio di qualche decina di anni, che considerando la velocità con cui progredisce la scienza equivale a un’età di diversi anni luce

  • Vengono citati case reports, cioè delle pubblicazioni di casi estremamente rari che hanno lo scopo di avvisare il mondo scientifico della possibilità che possa verificarsi un certo evento, ma che non hanno nessuna valenza dal punto di vista statistico



  • E’ uno studio che è stato ampiamente smentito da ricerche successive. Questo è possibile perchè purtroppo in ogni studio sono presenti dei fattori confondenti che possono alterare il risultato, anche se magari è condotto in maniera metodologicamente ineccepibile. E’ per questo che prima di poter affermare che qualcosa sia vero sono sempre necessari degli studi di conferma, ed è sempre per questo motivo che esistono le Reviews  (revisioni di tutti gli studi scientifici su un determinato argomento, tenendo conto della qualità degli studi) e le Metanalisi (analisi statistiche che mettono insieme diversi studi scientifici).


Quanti bei pasticci, da "Stamina", alle diete antitumore !


  • E’ uno studio metodologicamente debole: non sono precisati i metodi, il campione ha una numerosità bassa, manca l’inferenza statistica (tradotto significa che non è possibile escludere che i risultati dello studio siano dovuti al caso) ecc…

  • Sono citati studi non attinenti all’argomento, oppure addirittura sono riportate delle conclusioni opposte a quelle dell’articolo originale!

E adesso un esempio per  rendervi conto di fino a che punto arrivino i sostenitori delle pseudoscienze:

In questo link trovate un lunghissimo articolo che spiega alla fine come i vaccini causino l’autismo, basandosi su una ricerca che viene citata più volte. Se però si va a leggere l’articolo originale (il full-text è a pagamento e non posso linkarlo per motivi di copyright) la parola “vaccini” o simili non compare nemmeno una volta.

Questo invece è un esempio in cui viene citato uno studio metodologicamente poco valido (manca completamente la fase di inferenza statistica, i metodi sono riportati in modo approssimativo, e pertanto risulta non ripetibile e non riproducibile). Inoltre la conclusione dell’articolo originale è sostanzialmente opposta a quella riportata dallo “pseudoscienziato”

Esempio in cui le conclusioni riportate sono esattamente opposte a quelle dell’articolo originale

Altro esempio (ebbene sì, il campo dei vaccini è uno di quelli in cui la disinformazione è più diffusa) di studio in cui manca completamente l’inferenza statistica (come sopra accennato significa che non è possibile escludere che i risultati dello studio siano dovuti al caso. Probabilmente non è stata fatta perchè non risultava niente di statisticamente significativo), i dati sono stati raccolti con metodo soggettivo (intervista ai genitori, non diagnosi medica o strumentale), non sono specificati i tipi di vaccini, e la numerosità del campione è bassa.
Esempi come questi ce ne sono purtroppo a centinaia.

Un’ ultima precisazione: tutti gli articoli seri in ambito medico/biologico si trovano indicizzati su PubMed, la principale banca dati in ambito medico. Diffidate quindi di qualsiasi fonte/articolo che non si trovi in PubMed, perchè si tratta di solito di studi poco attendibili che vengono pubblicati da ciarlatani con l’unico scopo di vendere il proprio libro o il proprio prodotto alternativo.

 da : http://meditamed.altervista.org/scienza-vs-pseudoscienza/


domenica 9 novembre 2014

"AMBITION", SHORT MOVIE, LA FANTASCIENZA INCONTRA LA SCIENZA

AMBITION è il titolo di un piccolo film, realizzato in collaborazione tra Platige Image e l'ESA.
Il regista è Tomek Bagiński ed il film è stato proiettato Venerdì 24 Ottobre alle celebrazioni "Sci-Fi: Days of Fear and Wonder" del British Film Institute (Southbank, Londra).
Girato in Islanda ed interpretato da Aiden Gillen ed Aisling Franciosi, AMBITION ci racconta che così come è vero che l'essenza della vita sulla Terra è l'acqua, così l'essenza di ciò che significa essere umani è tentare cose difficili, superare ogni difficoltà e raggiungere obiettivi apparentemente impossibili. Per imparare, adattarsi ed evolvere.

Ed al centro di questo film vi è la splendida missione ESA Rosetta, vera scienza. Prima sognare, poi costruire, lanciare, inseguire e raggiungere una cometa; infine il compito più arduo: tentare di atterrare sulla sua superficie e cercare di catturare i segreti sull'origine e sulla la formazione dell'universo e della vita.
                                                                             
                                                                                Buona visione!


                        

domenica 21 settembre 2014

LA SCIENZA IN TV CON CANALE 27, PROMETEO

Portare lo spettacolo della scienza in tv, coniugando rigore scientifico e divertimento: questo l’obiettivo di Prometeo, programma di divulgazione e intrattenimento di ClassTV (canale 27 dtt), giunto alla terza edizione che andrà in onda sul piccolo schermo a partire dal 15 settembre.
La redazione, composta prevalentemente da scienziati, conterà sulla collaborazione di una vasta rete di esperti (ricercatori, professori, dirigenti aziendali, blogger, viaggiatori, start upper e associazioni) per andare al cuore delle notizie, smascherando le bufale mediatiche.

                    

Il telespettatore sarà protagonista grazie al coinvolgimento in diretta sui principali social network (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube). Ognuno potrà partecipare e dire la sua tramite likes, commenti, domande e suggerimenti, oppure inviando foto e video.

Un programma di Serena Giacomin, con la regia di Sabino Esposito.

Programmazione: dal lunedì al venerdì, alle 17.00 su ClassTV - canale27 DTT 
Le puntate saranno in streaming web sul videocenter di Milano Finanza
e sulla App
le TV di ClassEditori

I contenuti saranno disponibili sul sito
e sul canale youtube

lunedì 31 marzo 2014

OGM, MOSTRI, BUFALE E ALTRO

Mostri falsi

Nell'ultimo decennio i media hanno sfornato alcune storie su ibridi grotteschi nati incrociando i geni di piante e animali. Uno dei casi più eclatanti è quello della fragola-pesce modificata al fine di produrre molecole antigelo al suo interno. La notizia è rimbalzata ovunque, dai giornali fino alla pubblicità dei supermercati e alla trasmissione Report nel 1998. Il fatto è che la fragola-pesce, questa chimera genetica che spesso viene descritta sui media, non esiste. Non è mai esistita. Nessuno ha mai pensato di produrre una cosa del genere, e probabilmente mai nessuno ci proverà. Eppure in molti la descrivono. E’ una leggenda urbana, un po’ come i coccodrilli nelle fogne di New York. E  anche se la fragola-pesce fosse esistita, non avrebbe certo prodotto il glicole etilenico (il liquido blu che mettiamo nei radiatori) perché una pianta viene modificata geneticamente per produrre una proteina, non certo il «liquido antigelo dei radiatori».

Ogm e tumori
ridicolo  terrorismo anti ogm

Gli esseri umani consumano prodotti a base di piante geneticamente modificate da quasi 20 anni. Negli Stati Uniti sono sono ancora emerse controindicazioni sul cibo con ingredienti a base ogm - considerato equivalente a quello tradizionale – ma la ricerca scientifica ha comunque indagato sul suo presunto potere cancerogeno. Nel 2012,  un articolo di Nature ha fatto il punto sui risultati di uno studio francese, condotto dal biologo Seralini,  su una varietà di mais Monsanto considerata pericolosa per i topi. Al di là degli annunci eclatanti l'Europa ha aperto un dibattito sulla credibilità dello studio, definito dall' Efsa ( «European Food Safety Agency) “ di qualità scientifica insufficiente per essere considerato valido ai fini della valutazione del rischio”.Verrebbe subito da chiedersi come mai i suini e bovini dei Paesi occidentali, tutti nutriti con mais e soia geneticamente modificate (sì, anche in Italia), non muoiano di tumore e perchè la stessa sorte non capiti anche agli umani in quei Paesi in cui gli alimenti derivati da Ogm sono in vendita da quasi 20 anni. nostro eroe usa 10 animali per ogni gruppo, un numero ridicolo per un’analisi statistica rigorosa. Come ciliegina finale, questo scienziato si spinge a cercare le cause di questo devastante effetto cancerogeno e lo individua nel fatto che il mais Ogm conterrebbe (contrariamente a quanto trovato da altri autori) minori quantità di acido ferulico, un composto fenolico presente in tutti i cereali. Secondo l’autore, l’acido ferulico, agendo sui recettori degli estrogeni, contrasterebbe l’insorgere di tumori della mammella: quindi, un suo abbassamento nel mais Ogm favorirebbe l’insorgere di tumori. Cita a questo proposito un recente lavoro di un gruppo indiano. Purtroppo, se si va a leggere questo articolo, si vede che, secondo gli autori, l’acido ferulico favorisce la proliferazione di tumori mammari nei ratti, invece di contrastarlo. Dunque, il mais Ogm dovrebbe semmai proteggere contro i tumori, anziché indurli.

Questo genio d’oltralpe ha scelto per i suoi esperimenti un ceppo di ratti che sono predisposti a sviluppare spontaneamente tumori nel corso della loro vita. Per essere sicuro di trovare tumori in questi ratti ha aspettato due anni, un’età in cui il 72% di questi ha già sviluppato tumori spontanei, indipendentemente da quello che mangiano. A questo stadio la distinzione tra tumori naturali e tumori indotti da Ogm diventa ovviamente confusa e richiederebbe uno studio su grandi numeri di campioni. Invece il
Un po’ come voler studiare gli effetti del fumo su una popolazione di bronchitici cronici. 
 L’articolo di Seralini è corredato da figure raccapriccianti di ratti con enormi tumori, presi però solo tra quelli nutriti con mais Ogm, mai tra quelli nutriti con mais normale, che pure hanno sviluppato gli stessi tumori. La pubblicazione dell’articolo è stata preceduta da un gran «battage» pubblicitario della lobby antiOgm ed è stato mostrato ai giornalisti con l’obbligo di non parlarne prima della sua uscita, forse per evitare commenti di esperti che avrebbero potuto guastare la festa.
 La «European Food Safety Agency» ha già dichiarato che il lavoro di Seralini non permette di trarre conclusioni sulla presunta nocività del mais geneticamente modificato, ma potete scommettere che il tipo ci riproverà: ci sta provando da 15 anni.
(http://www.lastampa.it/2012/10/10/scienza/ogm-e-tumori-tutti-gli-errori-di-una-beffa-mondiale-l7cSTMb7KwlZVrlIUbUJQL/pagina.html

 L'odissea italiana del mais Monsanto

L'Italia non è un paese per Ogm. Non a caso, lo scorso luglio il governo ha imposto il divieto di coltivazione del mais transgenico MON810 già approvato dalla Ue. Il testo di legge ha imposto una moratoria di 18 mesi sulla base della clausola di salvaguardia previsto dal regolamento comunitario 178/2002. Tuttavia, le motivazioni scientifiche alla base della misera cautelare sono state rigettate dall'Efsa che le ha considerate inconsistenti. Quella dei ministri italiani, insomma, è stata una scelta puramente politica. 


Chi sta decimando le farfalle monarca

Nel 1999, sulla prestigiosa rivista Nature (vol. 399, 20 Maggio 1999), esce una breve comunicazione scientifica dell’entomologo John Losey della Cornell University che puntava il dito sulle coltivazioni di mais transgenico contenente la tossina di Bacillus thuringiensis, accusandole di provocare gravi danni alle popolazioni della farfalla monarca (Danaus plexippus), ed è subito polemica. Buona parte della comunità scientifica tuttavia, critica apertamente i risultati ottenuti da Losey, evidenziandone i punti deboli e a seguito delle critiche ricevute anche lo stesso autore ha fatto marcia indietro affermando che in effetti non esistono prove conclusive sull’effetto tossico del polline Bt. Si scoprirà addirittura che in corrispondenza delle colture di mais Bt la popolazione di farfalla monarca è aumentata sensibilmente. La smentita non troverà alcun risalto mediatico da parte degli organi di informazione.


L'illusione del cibo Ogm-free

L'Italia avrà anche imposto un bando sulla coltivazione delle Pgm, ma questo non vuol dire che possa tenere i prodotti biotech fuori dalla nostra tavola. Come spiega un post di Dario Bressanini, chimico e divulgatore scientifico, il nostro paese importa ogni anno 3,35 milioni di tonnellate di soia geneticamente modificata per farne mangimi per animali. Gli stessi animali che producono il latte, la carne e i formaggi di cui andiamo fieri. I prodotti biologici chiaramente fanno eccezione, ma tutto il resto della zootecnia fa affidamento sugli Ogm. Che ci piaccia o no. 

                    

Bressanini, insieme a Beatrice Mautino ( giornalista e biotecnologa ), intervengono ad un dibattito sugli OGM  “Il grande dubbio: pericolosi o sostenibili”, l'incontro che si è tenuto al Festivaletteratura di Mantova l'8 settembre 2013. In sala c'erano più di 200 persone, alle quali è stato chiesto di esprimersi a favore di una delle due asserzioni: “Gli OGM sono adeguati/inadeguati a garantire la sostenibilità in agricoltura.” Prima del dibattito, il 48 percento del pubblico pensava che gli OGM fossero “inadeguati”, contro il 42 percento che propendeva per “adeguati”—più un 10 percento di astenuti. Dopo un'ora di discussione civile con Luca Ruini e Luca Colombo, è stata ripetuta la votazione. Gli “adeguati” erano saliti al 48 percento, mentre gli “inadeguati” sono scesi al 39 percento. Diciamo che non è un esperimento perfetto di democrazia diretta—il pubblico in sala è sceso a 186 persone, la percentuale di indecisi è rimasta più o meno la stessa—ma almeno ha aiutato qualcuno a farsi un'idea sull'argomento.

sabato 1 febbraio 2014

GIORNALISTI..........ASCIENTIFICI

“Le polveri ultrasottili soffocano la pianura padana”, titolava il  il Corriere di qualche giorno fa.....Ma la foto, attribuita dal Corriere genericamente alla NASA, è di nove anni fa. Risale infatti al 2005, come si può scoprire in tre minuti usando semplicemente la ricerca per immagini di Google (strumento evidentemente ignoto a buona parte delle redazioni dei giornali).
La foto originale è infatti qui su Nasa.gov, dove è datata 17 marzo 2005, e non mostra la Pianura Padana “sotto una cappa di nanoparticelle” come scrive il Corriere, ma genericamente la foschia prodotta da tutto l'inquinamento (compreso quello delle macroparticelle) quel giorno di nove anni fa.
foto NASA 2005
Ma nella foto NASA manca l'ovale rosso. Da dove proviene? Ma da Wikipedia, dalla quale è stata prelevata dai redattori del Corriere senza neanche citare la fonte e con buona pace dell'obbligo di citazione. Giornalismo.
È giusto sensibilizzare ai problemi dell'inquinamento, ma bisogna usare dati reali, non fantasie. Perché altrimenti, quando salta fuori che l'immagine che dovrebbe documentare il pericolo è fasulla, viene sminuita la credibilità della causa che si vuole sostenere.
Da:http://attivissimo.blogspot.it/2014/01/il-corriere-illustra-le-polveri.html

domenica 19 gennaio 2014

NATGEOFAN, UN MONDO MERAVIGLIOSO

Scopri il meraviglioso mondo dedicato ai Fan di National Geographic. Su NatGeoFan troverai le migliori foto e i video più emozionanti firmati NatGeo!


sabato 4 gennaio 2014

CHE COS' E' LA FISICA E A COSA SERVE?

Questo bellissimo filmato  parla delle grandi scoperte della scienza e in particolare delle grandi scoperte della Fisica da Galileo ad oggi. Indubbiamente  la Fisica, in soli quattro secoli, grazie al metodo scientifico sperimentale, ha cambiato totalmente la nostra conoscenza dell'Universo ed ha rivoluzionato la nostra vita con la tecnologia.

             

La fisica (dal greco phýsis = natura) è la scienza che studia i fenomeni naturali (a esclusione di quelli che comportano trasformazioni chimiche della materia e i processi biologici), al fine di descriverli misurandone le proprietà (o grandezze) e stabilendo tra queste relazioni matematiche (leggi).
Per raggiungere questo scopo, la fisica si avvale di un metodo di indagine detto metodo sperimentale, cioè basato sull'esperimento riproducibile (comune ad altre scienze come la chimica e la biologia, dette appunto sperimentali).
Il metodo sperimentale, delineato da Galileo Galilei (1564-1642), consente di interpretare le cause dei fenomeni attraverso ipotesi che, se confermate nella loro validità dai risultati degli esperimenti, sono riconosciute come teorie.
Gli sviluppi della fisica da Galileo fino alla fine dell'800 hanno permesso di edificare i fondamenti della cosiddetta fisica classica: le leggi e i principi che descrivono il moto dei corpi e le cause (forze) che lo determinano, definiti dalla meccanica (in particolare, per opera di I. Newton, 1642-1727), l'inquadramento dei fenomeni elettromagnetici attraverso la teoria dell'elettromagnetismo, elaborata da J.C. Maxwell (1831-1879), le leggi relative ai fenomeni legati al calore e le leggi dell'ottica.


Con l'avvento del XX secolo inizia il periodo detto della fisica moderna. L'impostazione concettuale della fisica classica subisce profonde modificazioni per opera di A. Einstein (1879-1955), con la teoria della relatività (che apporta correzioni alla meccanica classica quando intervengono velocità prossime a quella della luce) e per la formulazione della meccanica quantistica, che interpreta i fenomeni a livello atomico in base alla nozione di quanti di energia, introdotta da M. Planck (1858-1947): nella visione quantistica la causalità deterministica, pilastro delle teorie fisiche classiche, secondo cui il comportamento di un sistema fisico può essere perfettamente determinato a partire dalle sue condizioni iniziali, lascia il posto alla probabilità.

Recentemente la fisica ha allargato ulteriormente il suo metodo di indagine a sistemi prima trascurati o al di fuori dei suoi confini ufficiali, come, per esempio, i sistemi caotici (che qui non verranno trattati), sistemi dal comportamento non prevedibile che si incontrano in fisica (i fluidi), ma anche in biologia ed economia.
Numerose sono le scienze che presentano più o meno ampi punti di contatto con la fisica, pur conservando propri confini autonomi; tra queste si segnalano l'astronomia, la geologia, la chimica-fisica, la biofisica e la geofisica.
Conoscere la fisica dunque  permette non solo di capire il perché del funzionamento delle cose, ma anche di  prevedere cosa succederà in un determinato sistema, partendo da certe condizioni. 

giovedì 2 gennaio 2014

LE SCOPERTE SCIENTIFICHE PIU' INTERESSANTI DEL 2013

1. Lo spazio è piu affollato di quanto si credesse

Kepler-62f è un pianeta di dimensioni simili a quelle della Terra che orbita nella zona abitabile di una stella lontana circa 1.200 anni luce dalla Terra. 
"Comprate terra, oggi non ne producono più", scrisse una volta Mark Twain come scherzoso consiglio agli investitori. Ma Twain, naturalmente, non aveva mai sentito parlare dei pianeti extrasolari. Quest'anno i ricercatori del Caltech  hanno ipotizzato che nella sola Via Lattea - la nostra galassia - ne esisterebbero almeno 100 miliardi. Certo, non tutti sono abitabili: secondo un'analisi condotta a novembre dal Keck Observatory della NASA, però, ben una stella su cinque potrebbe avere pianeti nella sua "zona abitabile", vale a dire a una distanza tale da permettere la formazione di oceani di acqua liquida. Uno studio più recente, basato sui dati climatici, giudica esagerata quella stima, ma in ogni caso gli esopianeti abitabili dovrebbero essere parecchi. 

2. Clonate le cellule staminali embrionali umane
Uno scienziato rimuove il nucleo da un ovulo umano usando una pipetta: il primo passo per "fabbricare" cellule staminali embrionali personalizzate. 
Dopo oltre un decennio di false partenze, i ricercatori dell'Oregon Health and Science University hanno annunciato di aver clonato embrioni umani e averne raccolto cellule staminali. Coltivate in laboratorio, le cellule si sono specializzate fino a diventare cellule cardiache ed epidermiche, un primo passo verso il loro utilizzo nei trapianti. Fondamentale per il successo dell'esperimento si è rivelata l'aggiunta di caffeina al procedimento. Ora si tratta di capire se queste cellule, o altre simili prodotte senza usare embrioni, potranno trovare un impiego massiccio in medicina. 

 3. Il Voyager raggiunge i limiti della zona raggiunta dal vento solare
Una delle notizie più rilevanti del 2013 è in realtà l'annuncio di un avvenimento accaduto nel 2012. A settembre è stato definitivamente confermato che la venerabile sonda Voyager 1, partita dalla Terra nel 1977, è entrata nello spazio interstellare, vale a dire la zona non raggiunta dal vento solare. Voyager 2, la sonda gemella, dovrebbe presto oltrepassare lo stesso confine. 



4. Su Marte un antico lago che potrebbe aver ospitato la vita. 
Il cratere Gale, luogo dell'atterraggio del Rover Curiosity su Marte, ha un diametro di poco più di 150 chilometri. 
Nel 2013 il rover della NASA Curiosity ha continuato a lasciare le sue tracce nel suolo marziano e nella storia delle esplorazioni spaziali. Ha fatto notizia soprattutto la scoperta di un antico  lago - oggi naturalmente asciutto - che potrebbe aver ospitato la vita oltre tre miliardi di anni fa.  Il robottino ora continua la sua ricerca di tracce di passate forme di vita sul pianeta rosso dirigendosi verso il monte Sharp, al centro del cratere. 

5. Ultime notizie dalla preistoria
Il cranio ritrovato a Dmanisi presenta caratteristiche che ricordano ominidi di epoche diverse. Fotografia per gentile concessione Museo Nazionale Georgiano.
Sul fronte della paleoantropologia, il 2013 è stato un anno ricco di scoperte. A Dmanisi, il sito georgiano che si è rivelato una miniera di dati sui nostri progenitori, è stato ritrovato un cranio vecchio di 1,8 milioni di anni che potrebbe rivoluzionare la storia dell'uomo. Il cranio presenta un mix di caratteristiche finora riscontrate in fossili di epoche diverse: segno, secondo gli scienziati, che tutti questi fossili appartenevano a un'unica specie, Homo erectus, e non a una pluralità di ominidi come vorrebbe la teoria finora più accreditata. 
La ricerca genetica ha invece dato risultati di segno opposto: in epoche più recenti, diverse specie di ominidi convissero e con molta probabilità si accoppiarono tra loro. Da un osso ritrovato in una grotta in Spagna, un gruppo di scienziati è riuscito a estrarre il DNA più antico del mondo (400 mila anni). Invece che a un Neandertal, come si credeva, l'osso apparteneva a un denisoviano, un altro gruppo di ominidi così chiamato dalla grotta di Denisova, dove nel 2008 fu scoperto un giacimento fossile di enorme importanza. E proprio da un altro osso, vecchio di 400 mila anni e ritrovato a Denisova (ma appartenente a una donna di Neandertal) i ricercatori hanno scoperto che l'incesto era una pratica diffusa e trovato conferme alle risultanze genetiche secondo cui in ognuno di noi c'è una parte di DNA appartenente a specie umane diverse da Homo sapiens.

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2014/01/11/foto/le_cinque_pi_importanti_scoperte_scientifiche_del_2013-1944943/5/#media

venerdì 1 novembre 2013

RICHARD FEYNMAN, UNO SCIENZIATO DA CONOSCERE

Richard Feynman  è stato un fisico statunitense; nacque a NY 11 maggio 1918,  morì il 19 febbraio 1988 all’età di 69 anni, dopo aver dato molto della sua vita alla scienza e aver influenzato con il suo pensare intere generazioni di scienziati. Vinse il Nobel nel 1965, è ritenuto il padre delle nanotecnologie, è inoltre considerato uno degli ispiratori del calcolatore quantistico, diede un grande contributo all'elettrodinamica quantistica; oltre a  questo suo infinito sapere, era dotato di un forte umorismo ed era  appassionato di musica (era anche suonatore di bongo) ed arti figurative, amava definirsi Nobelist Physicist, teacher, storyteller, bongo player, ovvero Fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie, suonatore di bongo. Fu quello che si può definire una persona geniale e poliedrica dotato di capacità, abilità e aspetti diversi o molteplici. Ma ciò che differenzia un genio assoluto come quest’uomo da molte altre persone comuni e scienziati, non è tanto il sapere nozionistico che si può apprendere stando chiusi in una scuola, in una università ma bensì la voglia di sapere sempre e comunque , il fatto di non limitare la propria mente chiudendola nei limiti imposti dal sapere comune ma di sforzarsi a trovare anche vie alternative. Pensateci bene, questo è uno dei cardini che ha reso possibile il progresso dell’uomo. 
Ecco qui tre  video che ci fanno capire meglio la visione  della realtà di questo straordinario scienziato, nella consapevolezza che la scienza  non potrà mai dare certezze assolute, racchiudendo in questo fatto, tuttavia, tutto il suo fascino.