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venerdì 12 febbraio 2016

ONDE GRAVITAZIONALI !!!! QUI SPIEGATE IN MODO SEMPLICE

                         


C’era una volta, circa 1 miliardo e 300 milioni di anni fa, la Terra.  Si trovava in quello che gli scienziati oggi chiamano periodo mesoproterozoico. Silenziosamente la vita si evolveva e questo è il momento dei cianobatteri e delle prime riproduzioni sessuali fra organismi unicellulari prima, pluricellulari poi. Nessuno, su questa Terra così giovane, può accorgersi di ciò che sta accadendo nel cosmo profondo.

                               
                       


Due buchi neri, dopo una lunga danza uno attorno all’altro, stanno esaurendo la loro energia, non possono più stare lontani  e si avvicinano uno all’altro sempre di più, sempre di più fino, sempre più vicini fino  a quando, separati da poche centinaia di chilometri, iniziano a girare ad una velocità prossima a quella della luce (300.000 km/s circa). E’ questo il momento: le loro masse veloci disturbano lo spaziotempo proprio come l’acqua che bolle mette in agitazione la superficie di una pentola d’acqua. In una frazione di secondo, i buchi neri fondenti emettono tantissima energia, un’energia centinaia di volte più intensa di quella emessa da tutte le stelle dell’universo. Eccolo, nessuno lo vede ma si è formato un nuovo buco nero, 62 volte più pesante del nostro Sole. E lo spazio-tempo che lo accoglie, è tornato tranquillo. Ma c’è ancora traccia di quel fenomenale evento: ieri 11  febbraio 2016 ricercatori negli Stati uniti e in Europa  hanno confermato che quella catturata il 12 settembre 2015 è proprio un’onda gravitazionale, dovuta alla nascita di buchi neri avvenuta 1,3 miliardi di anni fa.


   


Chi  ha ipotizzato l'esistenza di onde gravitazionali? Albert Einstein nel 1916 aveva previsto l’esistenza delle onde gravitazionali nell’ambito della sua Teoria Generale della Relatività. Gli oggetti che hanno una massa deformano lo spaziotempo, proprio come un ippopotamo seduto su un tappetino elastico.

Ma che cos’è lo spaziotempo? Lo spaziotempo è un’entità fisico-matematica, invisibile ai nostri occhi ma è l’”ambiente” in cui siamo immersi. Guardate l’angolo della stanza in cui siete: le tre linee perpendicolari fra loro esprimono le 3 dimensioni spaziali. Poi esiste la quarta dimensione. Vederla non è possibile, neanche toccarla: però si può misurare , essa è il tempo. Prima del Big Bang non esisteva nulla, non solo le stelle e tutto il resto ma neanche lo spaziotempo. E oggi che l’Universo si sta espandendo, lo spazio-tempo si estende con lui.

3. Ora torniamo all’ippopotamo sul tappetino.  Prendiamo una pallina e facciamola rotolare come si fa a bowling, partendo da un angolo. Cosa succede alla pallina? Rotola verso l’ippopotamo perché intorno a lui il tappetino si piega. Allora immaginiamo che al posto dell’ippopotamo ci sia il Sole. E che il materasso diventi invisibile ai nostri occhi. E lanciamo ancora la pallina. Che cosa vedremmo? La  pallina che “cade” verso il Sole. Ecco, la gravità è questo: è una curvatura dello spaziotempo e non una forza! Per capire meglio, se lo spaziotempo fosse bidimensionale, potremmo immaginarlo come un tessuto elastico su cui appoggiano le cose: il Sole, la Luna, le stelle, tutto!

Spazio tempo non perturbato
Lo spazio tempo attraversato da un'onda gravitazionale
http://www.universetoday.com/127255/gravitational-waves-101/

Ritorniamo alla nostra pallina: essa si muove lungo la sua orbita circolare e la sua velocità cambia direzione e intensità: accelera e produce un’increspatura variabile nel tappetino a mano a mano che lo percorre. Qualcosa di analogo avviene quando è un corpo celeste ad accelerare: crea delle deformazioni dello spazio, cioè delle onde gravitazionali. Tutti i corpi con massa (o energia) contribuiscono a creare le increspature nello spazio-tempo, ma sono infinitesimali perché la gravità non è una forza molto intensa se paragonata alle altre forze dell’Universo. Il problema è che anche un’onda molto grande causa effetti molto difficili da rilevare. Solo i corpi celesti molto massicci (ma proprio tantissimo) producono onde gravitazionali tali da potere essere rilevate e studiate dai ricercatori. Ma riuscire comunque a identificarle, e quindi a confermare nella pratica la teoria, era stato finora impossibile a causa di diverse altre complicazioni.



VIRGO,  è un altro rilevatore che si trova a Cascina (Pisa), è praticamente uguale a LIGO, ma con dimensioni più ridotte e serve sempre per identificare le onde gravitazionali.



A proposito di buchi neri......un buco nero, che è pesantissimo,  si ipotizza che possa lacerare il tessuto dello spaziotempo, formando dei "tunnel" spaziotemporali attraverso i quali "viaggiare" da un punto all'altro dell'Universo

A cosa serve la scoperta


L’identificazione nella pratica delle onde gravitazionali non è solo un’importante conferma delle teorie di Einstein: è la via per poterle attuare e sfruttare ai fini di ricerca in una situazione nuova e finalmente completa. Gli astrofisici avranno a disposizione nuovi sistemi per studiare l’Universo, analizzando le onde gravitazionali oltre a quelle elettromagnetiche già studiate da tempo. Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti per la pratica: ogni volta che abbiamo trovato nuovi strumenti e modi per osservare l’Universo, abbiamo scoperto cose che nemmeno immaginavamo.  In un certo senso, è come passare dalla semplice osservazione degli animali allo zoo a quella nel loro habitat in libertà. Le evidenze portate da LIGO e VIRGO confermano inoltre che la fisica di Newton, quella che si studia a scuola, è solo un’approssimazione di quella di Einstein, e che è valida solo per corpi con velocità piccole e campi gravitazionali da loro creati deboli.



Significatività.

Gli scienziati hanno detto di avere evidenze pari a 5.1 sigma! Già, ma che vuol dire? Per dirla in un attimo, ciò significa che gli scienziati di LIGO sono sicuri al 99.9999% di aver osservato direttamente un'onda gravitazionale. Non credo ci sia da aggiungere altro.

Velocità delle onde gravitazionali.


A quanto pare le onde gravitazionali appena trovate da LIGO si muovono alla velocità della luce. In poche parole: non ci sono masse associate a queste onde, perché un oggetto dotato di massa non può muoversi alla velocità della luce. Tra le tante cose, questo vuol dire che se ipoteticamente il Sole sparisse ora, ci accorgeremmo della mancanza sia della sua luce che dei suoi effetti gravitazionali, contemporaneamente, dopo 8 minuti. Luce (nel vuoto) e gravità viaggiano alla stessa velocità.

sabato 28 novembre 2015

giovedì 19 novembre 2015

L'ANTIMATERIA, CHE COS'E'?

Un argomento certo affascinante, anche se assai difficile da capire...


                

L'antimateria e la materia ordinaria sono praticamente due cose identiche. Con una piccola differenza. Una "anti-tavoletta" di cioccolato avrà lo stesso gusto, sapore e caratteristiche della tavoletta di cioccolata che ci mangiamo noi, solo che, se rimaniamo senza la nostra tavoletta, non possiamo mangiare quella costituita da anti-cioccolato! Solo un anti-uomo di una anti-terra può gustarsi una anti-tavoletta di cioccolato. Infatti quando materia e antimateria si incontrano danno vita ad un processo che va sotto il nome di annichilazione il cui risultato è la totale trasformazione della massa in energia. Quindi è meglio star lontani dalle tavolette di anticioccolata!! A parte gli scherzi, la questione dell’antimateria e la sua esistenza nell’universo è sempre molto di moda soprattutto da quando è stato spedito in orbita a metà dell’anno scorso un potente strumento (noto con la sigla Ams) il cui scopo è quello di individuare anti-atomi.

Per quanto ne sappiamo ora, a qualsiasi particella corrisponde la sua antiparticella; questo significa che ad un elettrone corrisponde un anti-elettrone, chiamato positrone avente la stessa massa ma carica opposta: è a tutti gli effetti un elettrone con carica positiva. Alla stessa maniera ad un protone corrisponde l’esatta sua antiparticella di carica negativa, detta semplicemente antiprotone.
La scoperta del positrone avvenne alla fine degli anni venti (1928) per merito di un grandissimo fisico teorico: Dirac. Poi Carl Anderson nel ‘32 (che non conosceva i lavori di Dirac) analizzò una traccia lasciata da un raggio cosmico, e si accorse che era una carica positiva della stessa massa dell’elettrone, proprio come ci si attendeva dal lavoro sulle lacune di Dirac!! Da questa scoperta il prestigio di Dirac si è protratto fino ai giorni nostri.

L’Universo, secondo la teoria del Big Bang, ha avuto origine circa 15 miliardi di anni fa da una grande esplosione che produsse uguali quantità di materia ed antimateria. Perché ora è così difficile osservare l’antimateria e dov’è? Oppure che fine ha fatto tutta quella che corrisponde alla materia che ci circonda? Nessuno è un grado di dirlo. E se l’antimateria si è progressivamente ridotta per qualche motivo, fino quasi a scomparire, perché la materia è rimasta? Perché oggi c’è (o noi riusciamo solo a osservare) questa “asimmetria” materia-antimateria? O da qualche parte nell’universo o in un universo “parallelo”, inosservabile per i nostri strumenti, ci sono antigalassie con antistelle?

                             




                              


domenica 8 novembre 2015

TREDICI MILIARDI DI ANNI, SECONDA PUNTATA

In questa seconda puntata il programma racconterà i grandi cambiamenti avvenuti in passato sulla Terra e la grande capacità della vita di sopravvivere, malgrado tanti traumi catastrofici, come quello avvenuto nel Permiano, quando delle gigantesche eruzioni vulcaniche, durate 500 mila anni, provocarono l’estinzione del 95% delle forme viventi.


Assisteremo anche alla graduale conquista del pianeta da parte delle primitive forme viventi: prima le piante, poi millepiedi e scorpioni, poi pesci polmonati. 
E vedremo l’ascesa irresistibile dei grandi rettili che dominarono il pianeta per 160 milioni di anni.
In proposito Piero Angela visiterà “virtualmente” il Museo di Scienze Naturali di Milano, dove sono esposti giganteschi scheletri di dinosauri.

In studio molti reperti accompagneranno questo racconto: piante fossili, reperti paleontologici, ma soprattutto il cranio di un Gigantosauro, il più grande rettile terrestre mai esistito. Scopriremo inoltre un’impressionante mandibola di squalo preistorico, dentro la quale una persona può stare in piedi!

Con l’arrivo dell’uomo, tutto si accelera. Ma anche i nostri antenati hanno dovuto fare i conti con grandi cambiamenti climatici che si sono succeduti sulla Terra, in particolare con le glaciazioni. Assisteremo in proposito a spettacolari scene di caccia al Mammuth. 
Con l’arrivo dei Sapiens in Europa, in Asia e persino in Australia (vedremo come si pensa abbiano potuto navigare 50 mila anni fa…), la storia conosce una nuova svolta: ormai le società moderne sono alle porte.
L’ultima immagine (l’ultima “telecamera”) è quella che riprende la partenza notturna di un razzo: è l’uomo che torna nello spazio, da dove erano arrivati tutti i materiali che hanno costruito la Terra.





TREDICI MILIARDI DI ANNI; PIERO ANGELA, PRIMA PUNTATA

In questa prima puntata dell'ultima serie di SUPERQUARK  il programma spiegherà cosa si è capito oggi dell’immensa deflagrazione iniziale: il Big Bang. Un grandissimo Piero Angela, come sempre!!!


I ricercatori ritengono che nei primi miliardesimi di secondo siano successe cose fondamentali: dapprima la nascita dello spazio-tempo e della gravità, poi l’apparizione dei primi mattoncini della materia, ma anche di quelli dell’antimateria. Dove sia finita oggi l’antimateria (molto abbondante, sembra, inizialmente) non lo si sa: probabilmente in questa fase turbolenta, materia e antimateria, incontrandosi, si annichilirono, trasformandosi in energia pura. Però, ritengono gli studiosi, non si può escludere vi sia ancora dell’antimateria in giro nell’Universo; e che magari esistano antistelle e antigalassie.

In studio il Professor Bignami, Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ci aiuterà a capire meglio queste fasi iniziali dell’evoluzione cosmica, ma anche le altre che hanno portato pian piano alla formazione di stelle, galassie e anche buchi neri. Secondo gli astrofisici, l’Universo attualmente è disseminato di buchi neri, alcuni di proporzioni gigantesche.

Ma il programma mostrerà anche come l’enorme quantità di materiale vagante, asteroidi, comete, polveri, rocce, abbia portato alla costruzione della Terra e degli altri pianeti in orbita intorno al Sole.

In quel periodo la superficie terrestre era un ribollire di magma e gas, completamente inadatta alla vita. Vedremo quali traumi la Terra ha attraversato prima di rendere l’ambiente adatto alla nascita delle prime forme viventi.

lunedì 31 agosto 2015

Rosetta ha aiutato gli scienziati e contribuito a decifrare alcuni dei misteri sull'origine della vita nell'universo. Ma altre pagine potrebbero ancora essere scritte nell'ultima parte di questo incredibile viaggio nello spazio
Per restare al riparo dai potenti getti, in questo periodo, Rosetta è stata costretta ad allontanarsi di diverse centinaia di chilometri dalla cometa.


Vediamo ora questo video ESA Euronews: Rosetta's quest for the origin of life




sabato 7 febbraio 2015

VIAGGIO NELLO SPAZIO CAVALCANDO UN FOTONE

Immaginiamo di essere un fotone e di poter quindi viaggiare alla velocità di 300000 km/sec; quanto tempo impiegheremmo prima di avvivare al pianeta Mercurio? ( 3min )  E sulla Terra? ( 8 min ) E su Saturno? (45 min ). Un film noiso, volendo, ma che tuttavia ci fa capire quali siano le dimensioni dell'Universo.
Se volessimo seguire il fotone fino al suo arrivo su Proxima Centauri, la stella più vicina a noi dopo il sole, il video dovrebbe durare quattro anni circa!!
       
                
Riding Light from Alphonse Swinehart on Vimeo.


sabato 31 gennaio 2015

IL PARADOSSO DEL NONNO E IL VIAGGIO NEL TEMPO ( PASSATO E FUTURO )

Il paradosso del nonno è un paradosso sul viaggio nel tempo.
Il primo a descriverlo fu René Barjavel, uno scrittore francese di fantascienza, nel suo libro " Il  viaggiatore imprudente" (Le voyageur imprudent, 1943). Il paradosso del nonno è stato molto utilizzato, in letteratura e nel cinema, per dimostrare che i viaggi nel tempo sono impossibili.
Il paradosso suppone che un nipote torni indietro nel tempo e uccida suo nonno prima che incontri sua nonna, dunque prima che potessero sposarsi ed avere discendenza. Se ciò fosse possibile, il nipote non sarebbe mai potuto nascere, dunque non sarebbe mai potuto tornare a ritroso nel tempo ed uccidere suo nonno.

                    

Sono state proposte alcune ipotesi ( assai complicate....ma affascinanti )  per risolvere la contraddizione non solo di questo paradosso, ma di tutti quelli derivanti da viaggi nel tempo; ecco le più importanti:

- secondo la teoria del multiverso questo paradosso non è una contraddizione, perché ogni "interferenza" col passato produrrebbe le sue conseguenze solo in un universo parallelo nel quale la storia si evolve in maniera diversa; un universo parallelo viene generato istantaneamente ad ogni singola "interferenza", un viaggio nel passato comporterebbe la creazione di infiniti universi con infinite linee temporali;

- se invece si assume che l'universo esistente sia unico (o che i vari universi siano totalmente isolati, il che è equivalente), allora  deve in qualche modo essere impossibile che il fatto paradossale avvenga; secondo la Congettura di Protezione Cronologica (formulata da Stephen Hawking) deve in qualche modo essere impossibile ogni forma di viaggio indietro nel tempo, per motivi da noi ancora sconosciuti;

- secondo invece il Principio di auto consistenza di Novikov, il viaggio nel tempo non è impossibile, ma le conseguenze che esso produce dal passato verso il futuro sono proprio quelle che hanno reso possibile quel viaggio dal futuro verso il passato: in altri termini è possibile andare indietro nel tempo, ma è impossibile modificare la storia tramite un viaggio indietro nel tempo, poiché esso è già avvenuto nel passato e doveva avvenire nel presente.

-altri scienziati, come Fernando De Felice, docente di fisica all’Università di Padova, ritengono che alcuni buchi neri nascondano macchine del tempo. Infatti i buchi neri sono stelle la cui materia è concentrata in un punto infinitesimo chiamato “singolarità”, dove tempo e spazio si deformano al punto che la traiettoria di una particella si curva su se stessa creando una situazione detta “time loop”. In pratica, la particella in movimento, pur viaggiando nel futuro, ritrova se stessa nel passato. Si ipotizza che, entrando in un buco nero, ci si ritrovi in un anello nel quale il futuro si congiunge al passato e quindi, pur camminando in avanti, prima o poi si torna al punto di partenza. Il rischio sarebbe “solo” quello di rimanere stritolati dalle immense forze gravitazionali.

- un altro paradosso prende in considerazione che un oggetto qualsiasi torni indietro nel tempo. Pertanto, nel momento di arrivo nel passato la massa che costituisce l’oggetto comparirebbe dal nulla, essendo quella materia già presente sotto altra forma, e quindi ci sarebbe una “copia ridondante” priva di passato. Questo, oltre che violare le leggi della logica, viola anche la legge fisica della conservazione della massa-energia.

-William A. Hiscock, professore di fisica al Montana State University, separa il viaggio verso il futuro dal viaggio nel passato. Il primo, infatti, può essere realizzato utilizzando la dilatazione del tempi della Relatività Speciale di Einstein, che sostiene che un orologio, anche biologico, si muove più lentamente man mano che raggiunge la velocità della luce. Perciò partendo dalla Terra su una astronave che riesce ad accelerare fino a raggiungere velocità prossime a quella della luce, si potrebbe compiere un viaggio fino al centro della nostra galassia e ritorno in 40 anni (tempo misurato sulla navicella). Sulla Terra, intanto, sarebbero però passati 60.000 anni e, al ritorno, l’eventuale astronauta si troverebbe quindi nel futuro. Purtroppo un viaggio del genere richiederebbe una grandissima quantità di energia, del tutto irraggiungibile con le tecnologie attuali.

domenica 2 novembre 2014

L'ORIGINE DELL'UNIVERSO

                         

L’origine degli elementi chimici è strettamente legata alla storia evolutiva del nostro universo. Le ricerche effettuate negli ultimi 50 anni hanno indicato che ci sono tre principali sorgenti responsabili per la sintesi degli elementi. Queste includono: la nucleosintesi cosmologica  avvenuta nella prima fase del Big Bang, la nucleosintesi prodotta durante l’evoluzione stellare e la nucleosintesi nello spazio interstellare indotta dai raggi cosmici costituiti dalle particelle ad alta energia che attraversano lo spazio.
Il modello del Big Bang è una teoria largamente accettata sull’origine e l’evoluzione dell’universo, in cui si ipotizza da un lato che questo cominciò a espandersi a partire da una condizione iniziale estremamente calda e densa e dall'altro che questo processo di espansione continui tuttora. Circa un secondo dopo l’espansione del Big Bang l’universo è costituito da un mare di particelle (protoni, neutroni, elettroni, positroni, fotoni e neutrini) a una temperatura di 10alla10 kelvin.  La nucleosintesi ha inizio un minuto dopo l’esplosione iniziale quando la temperatura, scendendo a 10alla9K, è tale da permettere la combinazione di protoni e neutroni per formare i nuclei di deuterio (2H) e di elio (He). Intorno ai tre minuti, l’universo si è espanso e raffreddato ad un punto tale che le reazioni nucleari non possono più essere sostenute. L’abbondanza di idrogeno (73% ) e di elio (25%) che si osserva nell’universo proviene quindi dalle reazioni nucleari che avvengono in questo breve intervallo di tempo. Il restante 2% dei nuclei più pesanti presenti attualmente, furono creati successivamente nelle stelle.

http://www.treccani.it/scuola/lezioni/scienze_naturali/origine_elementi.html

domenica 19 ottobre 2014

SE LA LUNA FOSSE SOLO UN PIXEL

Ho trovato una mappa che ci faccia vedere i pianeti e che rispetti nella scala le distanze reali.
La grandezza dei pianeti è espressa in pixel (la Luna equivale a un pixel) e le distanze si percorrono muovendo il mouse, a destra e a sinistra, incontrando  di volta in volta i pianeti, fino ad arrivare ai confini del sistema solare. Sole, pianeti e distanze sono cosi rapportate in scala, non solo per la loro dimensione, ma soprattutto per le loro reciproche distanze, rispetto ad altri pianeti o rispetto al Sole, che appare un bel cerchio colorato di giallo, piuttosto grande.
Possiamo cosi renderci conto, navigando nel sistema solare, che scorrendo per circa 3 minuti luce, incontriamo Mercurio, il primo pianeta del sistema Solare.  A circa 6 minuti luce dal Sole, troviamo Venere, che occupa poco più di 2 pixel. Possiamo anche renderci conto che c'è praticamente quasi un  infinito vuoto in mezzo alle stelle, i pianeti e gli altri corpi celesti. A circa 8 minuti luce dal Sole, ecco finalmente la Terra e il pixel lunare.  Scorrendo la quasi totalità della mappa, a circa 5 ore luce dal Sole, ecco i 2 pixel che rappresentano Plutone, l'ultimo corpo celeste del Sistema Solare.
Come riportato nella mappa, subito dopo Plutone, dovrmmo scorrere 6771 mappe simili per trovare una nuova stella,  Alpha Centauri.
                                                   
                                                         Cliccare sull'  immagine 

lunedì 13 ottobre 2014

ROSETTA, DISTANZA RECORD 18 CHILOMETRI!

Mai così vicina: la sonda Rosetta ha fotografato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko da una distanza record di appena 18 chilometri, riuscendo a inquadrare con precisione il famoso sito J dove il prossimo 12 novembre il lander Philae dovrebbe cimentarsi nel primo atterraggio mai tentato su una cometa. Le immagini mozzafiato, montate in un unico collage in 2D, sono pubblicate sul blog dedicato alla missione dell'Agenzia spaziale europea (Esa).
Il sito J si trova sul lobo più piccolo della cometa dalla forma bizzarra ed è stato selezionato dagli esperti dell’Esa fra i cinque siti individuati a fine agosto. “Il sito J è riscaldato dal Sole ed è una delle aree nelle quali la cometa è più attiva”, ha detto all’Ansa il responsabile delle operazioni di Rosetta per l’Esa, Andrea Accomazzo. “Dobbiamo prevedere dei rischi – ha aggiunto – perché i gas emessi dalla cometa potrebbero spostare il satellite”. La scommessa, ha aggiunto, è quindi riuscire a fare tutti i calcoli per rilasciare il lander Philae nel posto giusto al momento giusto. 


Sulla cometa obiettivo della sonda europea Rosetta c'è un masso la cui forma ricorda la piramide di Cheope. Fa parte di un gruppo di grandi massi chiamati dai ricercatori come le piramidi di Giza e sono fra le strutture più sorprendenti e misteriose situate sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko
Inoltre pochi giorni fa si è visto che sulla cometa obiettivo  c'è un masso la cui forma ricorda la piramide di Cheope. Fa parte di un gruppo di grandi massi chiamati dai ricercatori come le piramidi di Giza e sono fra le strutture più sorprendenti e misteriose situate sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2014/10/10/la-piramide-di-cheope-sulla-cometa-di-rosetta-_d5d01c3b-074f-498a-bdc0-20949fa404b1.html


A prescindere dalla loro distribuzione e dimensione, quasi tutte le proprietà dei massi visti sulla cometa sono ancora un mistero per i ricercatori. Non si sa ancora di che materiale siano fatti, quali siano le loro proprietà fisiche, come densità e stabilità, e come si siano formati.

domenica 11 maggio 2014

COSMOS DI CARL SAGAN

Ecco  la serie completa di "Cosmos"  di Carl Sagan, scienziato, astronomo divulgatore scientifico di cui abbiamo già parlato.
Sottotitoli in italiano!

                         





sabato 26 aprile 2014

ESISTONO GLI ALIENI???

QUESTIONE DI NUMERI – La vita aliena secondo il fisico Stephen Hawking  è probabile in molte altre parti dell’universo: non solo sui pianeti, ma forse anche nello spazio interplanetario. E’ una mera questione statistica: l’universo, egli rileva, dispone di 100 miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle. In un luogo così grande, è improbabile che la sia Terra sia l’unico pianeta dove si è evoluta la vita. “Per il mio cervello matematico, bastano i numeri a rendere l’idea degli alieni perfettamente razionale“, ha detto. “La vera sfida è quella di capire cosa gli alieni potrebbero effettivamente essere.“ In gran parte la vita extraterrestre sarebbe costituita da microbi o di animali semplici , le stesse forme che hanno dominato sulla terra per miliardi di anni. Ma delle creature intelligenti cosa rappresenterebbero per noi umani? Non c’è dubbio per Hawking: rappresentano una minaccia e il contatto con tali specie potrebbe essere devastante per l’umanità.
Vediamo questo interessante video, che ci parla in termini seri, della questione alieni...
E non abboccare  a tutto quello che si legge sui giornali o sul web!....

                       

da: http://www.giornalettismo.com/archives/60707/hawking-gli-alieni-sono-vogliono/

MISTERI E SFIDE PER IL FUTUTO

Oggi possiamo dire di conoscere alcuni angoli di spazio meglio delle nostre tasche. E questo è vero quasi in senso letterale: ad esempio, possediamo una mappa della superficie di Marte molto più dettagliata di quella degli oceani terrestri. Mentre l’Universo viene svelato anno dopo anno, sono ancora tanti i misteri che avvolgono quella che è la nostra casa da millenni, il Pianeta Terra.
In occasione della Giornata mondiale della Terra, la giornalista scientifica Becky Oskin ha pubblicato su Livescience un articolo che parla proprio degli enigmi terrestri ancora rimasti irrisolti., identificando 8 domande fondamentali, corrispondenti ad altrettanti rompicapo che la scienza dovrà risolvere nei prossimi anni.

1. Perchè sulla Terra c'è l'acqua?
Secondo gli scienziati, quando 4,5 miliardi di anni fa la Terra si è amalgamata nella forma attuale, era costituita per lo più da un grande masso arido e secco. Da dove è spuntata tutta quest’acqua? In che modo l’H2O, elemento chimico per eccellenza simbolo di vita, si è formato fino a raggiungere le percentuali attuali? Una delle ipotesi più accreditate è che l’origine sia stato il violento impatto con asteroidi ghiacciati, da cui il nostro pianeta si sarebbe rifornito di acqua per la prima volta. Eppure sono state trovate pochissime prove di questi scontri, e così il mistero dell’acqua rimane irrisolto.

2. Che cosa c'è al centro della terra?
 Per molto tempo, sia scienza che letteratura hanno parlato del centro irraggiungibile della Terra: fino agli anni ’40, quando lo studio di alcuni meteoriti portò a una vera e propria rassegna di tutti i minerali che dovevano essere presenti sopra e dentro il nostro pianeta. I “grandi assenti” erano il ferro e il nichel, che poiché non si trovavano sulla crosta terrestre, dovevano necessariamente stare nel nucleo: ecco elaborata la prima teoria sul centro della Terra. Ma appena un decennio dopo, una serie di misure che sfruttavano la forza di gravità dimostrarono che quella stima era erronea: il nucleo era troppo leggero. Oggi i ricercatori continuano a fare ipotesi sugli elementi che compongono la zona più interna e calda del pianeta, ma ancora non è stata raggiunta una teoria condivisa.

3. Da dove viene la Luna?
Da uno scontro titanico tra la Terra e un protopianeta della dimensione di Marte? È la teoria più accreditata, ma non convince tutti. Anche perché alcuni dettagli non quadrano: per esempio, la composizione chimica di Terra e Luna è troppo simile perché il nostro satellite sia arrivato da lontano. Per questo, secondo alcuni, si trattava invece di un gigante frammento staccato proprio dal nostro pianeta; ma ancora, in questo caso non è chiaro in che modo la Luna si sarebbe staccata da noi. Insomma, il mistero dell’origine della Luna resta tale.

4. Come si è formata la vita?
Questa è forse la domanda delle domande. I primi organismi viventi hanno avuto origine sulla Terra, o sono stati portati dallo spazio? Le componenti più basilari della vita, come gli amminoacidi e le vitamine, sono state trovate “impigliate” sia nelle rocce degli asteroidi sia nelle zone più inospitali della Terra. Per questo l’ago della bilancia ancora non può pendere per l’una o per l’altra teoria, anche perché non è mai stata trovata traccia di quelli che si pensa fossero gli abitanti più primitivi del nostro pianeta, i primi batteri



5. L’ossigeno, come e quando?
Dobbiamo la nostra esistenza ai cianobatteri, creature microscopiche che hanno avuto un ruolo determinante nella trasformazione dell’atmosfera terrestre. Questi microrganismi buttavano fuori ossigeno come scarto, riempiendone così il cielo per la prima volta circa 2,4 miliardi di anni fa. Eppure l’analisi delle rocce rivela tracce di ossigeno risalenti a 3 miliardi di anni fa: ci manca quindi un tassello per capire davvero la storia della vita sul nostro pianeta.

6. Cosa causò l’esplosione Cambriana?
Il periodo Cambriano, 4 miliardi di anni dopo la formazione della Terra, vide una vera e propria esplosione di vita: improvvisamente comparvero animali con cervelli e vasi sanguigni, occhi e cuori, tutti in grado di evolversi più rapidamente rispetto a qualunque altra era geologica conosciuta. Ci fu un responsabile di questa esplosione? Secondo alcuni, una spiegazione potrebbe essere un aumento del livello di ossigeno appena prima l’inizio del Cambriano, ma altri fattori potrebbero aver concorso a questa rivoluzione di vita.


7. E i terremoti?
Più che un mistero, questa è una sfida. I modelli statistici sono oggi in grado di prevedere la probabilità statistica dei terremoti, più o meno come gli esperti sanno fare con le previsioni del tempo. Ma prevedere un evento specifico è ancora impossibile: persino il più grande esperimento mai fatto in proposito è fallito, quando i geologi hanno annunciato un terremoto a Parkfield, in California, nel 1994, e l’evento si è verificato solo nel 2004. Per questo, oltre agli enigmi sul passato del nostro pianeta, ci sono enigmi e sfide sul suo futuro: tra tutti, riuscire a proteggerlo dai disastri atmosferici.

 da: http://www.media.inaf.it/2014/04/23/gli-8-grandi-misteri-della-terra/

sabato 12 aprile 2014

SIAMO POLVERE DI STELLE

Eh sì, la Terra e quindi anche noi dobbiamo la nostra origine dall'esplosione di una stella e quando il nostro Sole avrà esaurito tutto il  il suo carburante, ritorneremo ad essere povere di stelle .... Ma come può succedere tutto questo?
Le stelle nascono dalla contrazione gravitazionale di una nube di materia interstellare che, riscaldandosi, porta il nucleo centrale a temperature sufficienti ad innescare le reazioni termonucleari, in particolare di fusione dell’idrogeno in elio. L’evoluzione successiva di una stella, una volta accesa, dipende solo da due fattori: massa iniziale e composizione chimica; in particolare dalla prima dipende la sua luminosità e quindi la velocità con cui brucia il combustibile nucleare. Stelle di massa maggiore sono più calde e luminose e bruciano perciò più rapidamente. La vita di una stella di questo tipo è quindi più breve rispetto a quella di una stella di piccola massa.
Una stella che brucia idrogeno si dice che è in sequenza principale. La stella trascorre la maggior parte della propria vita in questa fase. Il Sole, per esempio, è in questa fase da 5 miliardi di anni e vi rimarrà per un periodo altrettanto lungo, finito il quale la stella passerà una breve fase di instabilità seguita da un nuovo equilibrio raggiunto nella fase di gigante rossa, con la contrazione del nucleo stellare che accende la reazione di fusione dell’elio e la conseguente espansione degli strati esterni. Una gigante rossa è enormemente più grande e luminosa di una stella di sequenza principale, ma anche molto più fredda. Antares, nello Scorpione, e Betelgeuse, in Orione, sono splendidi esempi di giganti rosse: anche a occhio nudo è immediato riconoscerne il colore.
Quando il Sole si trasformerà in una gigante rossa, i suoi strati più esterni “inghiottiranno” i pianeti Mercurio e Venere, arrivando a sfiorare l’orbita della Terra. Nella fase di gigante rossa, le stelle perdono gran parte degli strati atmosferici esterni, che vanno a formare una nebulosa planetaria, come, per esempio, M57, la “Nebulosa Anulare” nella costellazione della Lira, o M27, la “Nebulosa Manubrio” nella Volpetta, meravigliosi oggetti da osservare anche con un telescopio amatoriale. Al centro di entrambe si trova adesso una nana bianca.
Questo accade se la stella ha una massa inferiore a 1,4 masse solari e ci vogliono altri miliardi di anni perché la nana bianca si raffreddi e diventi  invisibile.
Al contrario, una stella di grande massa (almeno otto volte più massiccia del Sole), una volta terminato l’idrogeno, tenta di sopravvivere bruciando elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio, attraversando diverse fasi di contrazione ed espansione. Ma in pochi milioni di anni arriva ad esplodere in maniera catastrofica come supernova, eiettando nello spazio gran parte della materia che la costituiva (resto di supernova).

                    

La supernova supera in luminosità tutte le altre stelle della sua galassia, poi si oscura rapidamente. Ciò che resta al centro è una stella di neutroni, oggetto di dimensioni ridotte, ma di densità estrema, che può manifestarsi sotto forma di pulsar (stella pulsante). Stelle di massa ancora più elevata, come esito finale dell’esplosione di supernova hanno invece la probabile formazione di un buco nero.
Per circa una settimana,

I resti di supernovae

Carl Sagan
Una supernova diffonde nello spazio gran parte del materiale che la costituiva. Il risultato dell’esplosione è una piccola stella di neutroni (o un buco nero, a seconda della massa della stella che esplode come supernova), circondata da una nube di materia che si espande allontanandosi dal nucleo dell’esplosione a velocità elevatissima: diverse migliaia di chilometri al secondo. Questa nebulosa, di forma irregolare, in continua e rapida evoluzione, prende il nome di resto di supernova (in sigla SNR, dall’inglese “Supernova Remnant”). La sua luminosità è in parte dovuta al fatto di essere “illuminata” dalla luce della stella che ancora si trova al centro, ma una parte della radiazione emessa dalla nube è dovuta anche a processi fisici che avvengono direttamente all’interno della nube stessa.

 Figli delle stelle
Studiando la composizione delle rocce del nostro pianeta troviamo elementi leggeri come l’elio, il carbonio e l’ossigeno, ma anche elementi pesanti come il cobalto, l’oro, il piombo e l’uranio. I primi sono certamente sintetizzati all’interno delle stelle durante le varie fasi evolutive. Ma l’unico meccanismo conosciuto per produrre gli elementi più pesanti del ferro, come sono appunto quelli sopra citati, è la supernova. E’ infatti grazie all’enorme energia rilasciata nell’esplosione che, nella nube di gas eiettata nello spazio, si possono formare tutti gli elementi chimici. Ed è ancora grazie alle esplosioni di supernovae che questi elementi vengono continuamente rimessi in circolo nello spazio. Da questa materia avranno poi origine altri soli, altri pianeti, come è accaduto per il nostro sistema solare e per la nostra Terra.  Ecco perché siamo tutti figli delle stelle.


                        

da: http://siderumpulvis.blogspot.it/2007/06/come-nasce-vive-e-muore-una-stella.html

domenica 2 marzo 2014

IO DICO L"UNIVERSO", 450 ANNI CON G.GALILEI


Quest’anno si celebrano  i 450 anni dalla nascita di Galileo, scienziato moderno e grande scrittore italiano (come lo definì Calvino).  “Io dico l’universo. 450 anni con Galileo” è il titolo della nuova trasmissione di Radio3, tratto da un inciso galileiano, estratto dal celeberrimo passo de “Il Saggiatore”, quando Galileo ricorda che il grandissimo libro che ci sta aperto innanzi agli occhi (l’universo appunto) è scritto in lingua matematica. Il programma andrà in onda sabato 15 febbraio, giorno del compleanno di Galilei, nato appunto 450 anni fa, nel 1564 a Pisa, e proseguirà ogni sabato alle 18.00 fino al 12 luglio. Sarà l’occasione per raccontare e per ragionare intorno alla vita, all’opera e alla scienza di Galileo, fino a toccare i temi contemporanei che raccolgono la sua eredità.


Padova, casa di G.Galilei
Ogni puntata partirà dalla descrizione di un luogo frequentato da Galileo, come per esempio la Torre di Pisa dove, si narra, lui produsse alcuni dei suoi esperimenti sulla caduta dei gravi. Oppure sono luoghi dove le sue idee sono state dibattute, accolte e combattute come, tra gli altri, il Liceo romano Visconti - ex Collegio Romano - dove i gesuiti discussero le sue scoperte celesti. E  ancora Santa Maria Novella a Firenze, dal cui pulpito partì la prima predica contro i copernicani. In altri casi sono luoghi dell’oggi che raccolgono e perpetuano l’eredità del grande scienziato pisano. Il Teatro Piccolo di Milano, dove Strelher mise in scena il testo brechtiano “Vita di Galileo”, il CERN di Ginevra, teatro delle scoperte contemporanee sull’origine dell’universo. Infine, ci sono i luoghi dell’arte, come la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, al cui interno si può vedere la prima Luna con i crateri ad opera di Lodovico Cardi detto il Cigoli. Con il luogo, si apre il tema di ogni puntata. Qualche esempio: il nuovo sguardo sull’universo (ad occhio nudo non basta più); i concetti di esperienza, metodo e logica della scienza moderna; la scienza e il potere; il processo e i processi alla scienza; il caso Galileo nella chiesa di oggi, ma anche l’arte, il teatro e il cinema, fino alla scrittura e alla lingua  galileiana. Le voci che discuteranno intorno a questi temi sono scelte tra i maggiori studiosi italiani del Seicento, ma anche tra fisici, storici dell’arte, scrittori, filosofi, matematici, storici, politici, giornalisti e artisti.

La prima puntata si intitola “Vi presento Galileo”: Rossella Panarese, dal Museo Galileo di Firenze,  sarà a colloquio col direttore Paolo Galluzzi. La seconda puntata, “Un cambio di prospettiva. La casa in via Galilei 17: Padova (il telescopio puntato verso il cielo), Rossella Panarese a colloquio con il fisico Carlo Rovelli. La terza puntata, “Il processo. Sala Capitolare del Convento di Santa Maria Sopra Minerva”, verrà trasmessa da Roma (dove Galileo abiurò):  Alessandra Tarquini a colloquio con lo storico Michele Ciliberto. Nella quarta puntata, “Il mondo in movimento. II laboratori del Gran Sasso”, dove è andato in scena ITIS Galileo, Pietro del Soldà sarà a colloquio con Marco Paolini. La quinta puntata,  “L’universo macchina.  Palazzo della Sapienza”, vedrà Pietro del Soldà a Pisa a colloquio col filosofo Remo Bodei.

 “Io dico l’universo. 450 anni con Galileo” è un programma di Paolo Conte e Rossella Panarese. Al microfono si alterneranno molte delle voci di Radio3, tra cui Gabriella Caramore, Paolo Conte, Pietro del Soldà, Pietro Greco, Marco Motta, Rossella Panarese, Alessandra Tarquini, Marino Sinibaldi, Giorgio Zanchini. La regia è di Diego Marras, in redazione Costanza Confessore.

sabato 25 gennaio 2014

DOV'E' ORA ROSETTA ?

Segui il cammino di Rosetta giorno dopo giorno, guarda anche dove potrà trovarsi nei prossimi mesi,  in questa app in 3D,  segui le istruzioni i




Ecco anche una foto del lander Philae che atterrerà sulla cometa il prossimo Novembre, sembra proprio un gigantesco batteriofago!


lunedì 20 gennaio 2014

ROSETTA SI E' SVEGLIATA!

''Hallo World!'': così Rosetta ha salutato la Terra al suo risveglio. La sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) lo ha fatto dal suo account Twitter, @esa_Rosetta dopo 31 mesi di ibernazione e adesso è finalmente pronta alla corsa finale verso la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.
A. Accomazzo
''Abbiamo davanti a noi mesi impegnativi per preparare la sonda e i suoi strumenti alla prima osservazione ravvicinata di una cometa, un corpo celeste del quale sappiamo ancora molto poco, ha detto il responsabile delle operazioni di Rosetta per l'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Andrea Accomazzo.
Il computer di bordo ha 'suonato la sveglia' puntualmente alle 11,00 (ora italiana) del 20 gennaio e da quel momento gli strumenti della sonda hanno cominciato a riscaldarsi. Rosetta ha acceso i sensori stellari che le permettono di orientarsi e ha rivolto l'antenna verso Terra per trasmettere il segnale. Ora è tutto pronto per affrontare la corsa finale verso la cometa.
''E' una missione difficilissima'', osserva il coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini. ''Finora Rosetta ha affrontato una missione complessa, ma tutto sommato normale. Da questo momento in poi - rileva - entriamo in territori sconosciuti. E' un traguardo importante anche per l'Italia''. Uno degli strumenti principali di Rosetta, lo spettrometro Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), si deve alla planetologa Angioletta Coradini, morta nel 2011.

            

Alla missione partecipa anche l'industria italiana, con la Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) come primo contraente per assemblaggio, integrazione e prove del satellite e per la campagna di lancio. L'azienda ha inoltre costruito l'antenna che permette il collegamento con la Terra.
Ora saranno necessari due mesi per completare il controllo degli strumenti. In maggio la sonda comincerà ad avvicinarsi alla cometa, che dovrebbe raggiungere in agosto: sarà il primo veicolo ad osservare il nucleo di una cometa dalla distanza di appena 200 chilometri. In novembre il lander Philae, chiamato così da una ragazza italiana, si separerà dalla sonda per scendere sulla superficie della cometa e perforane il suolo con un 'trapano' italiano. Poi Rosetta accompagnerà la cometa verso il Sole, al quale si avvicineranno nell'agosto 2015. Quindi proseguiranno insieme la corsa, che Rosetta potrà 'raccontare' alla Terra fino al dicembre 2015.

domenica 12 gennaio 2014

I NUMERI DELL'UNIVERSO (3)

Ultimo appuntamento con la storia dell'evoluzione del cosmo narrata attraverso numeri e costanti. In questo numero si parte da 300.000 per arrivare all'infinito (e ritorno).
La seconda parte la trovi qui , la prima invece qui

              

lunedì 6 gennaio 2014

ATTIVITA' SOLARE: GIGANTESCA REGIONE AR1944

La macchia solare denominata AR1944, apparsa lo scorso primo gennaio, è una delle macchie solari più grandi registrate nell’attuale ciclo in corso. E’ talmente grande da poter essere osservata ad occhio nudo all’interno del disco solare. Per quanto la zona interessata appaia al momento relativamente tranquilla e stabile fin dalla sua comparsa il primo giorno di quest’anno, una regione di queste dimensioni ha comunque tutte le potenzialità per produrre attività significativa.


Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 4000 kelvin, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose grazie ad una temperatura di 6000 kelvin, le rende chiaramente visibili come macchie scure. Numerose macchie simili sono state osservate anche in stelle diverse dal Sole, e prendono il nome più generale di macchie stellari.
Girando su se stesso, il Sole produce una quantità enorme di campi magnetici molto potenti. Le macchie solari, che spesso raggiungono un diametro superiore a quello della Terra, si verificano nei punti in cui è più intensa l’attività magnetica e dai quali si scatenano violentissime tempeste solari. Questi eventi proiettano particelle cariche per milioni di chilometri nello spazio circostante e non è raro che queste raggiungano la Terra, causando diversi problemi soprattutto ai satelliti e ai sistemi per le telecomunicazioni. 
Il Sole è la stella madre del nostro sistema solare intorno al quale orbitano la Terra, gli altri sette pianeti principali, i pianeti nani, i loro satelliti naturali e altri corpi celesti. La massa del Sole costituisce il 99,9 per cento della massa complessiva del sistema solare. Si stima che il Sole abbia 4,57 miliardi di anni di età. La Terra ha circa 4,54 miliardi di anni e farà una brutta fine quando il Sole inizierà a espandersi fino a raggiungere le dimensioni di una gigante rossa fra circa 5 miliardi di anni. Ma non sarà sicuramente un problema per le specie viventi terrestri: si stima che il pianeta tra 500 milioni di anni non sarà più adatto ad ospitare forme di vita per come le conosciamo.
N.B. Osservare ad occhio nudo, non significa che non si devono proteggere gli occhi!!
Tra i mezzi da non impiegare assolutamente: 
  • il vetro affumicato con una fiamma (per la presenza di disomogeneità e per il ridotto potere filtrante del nerofumo)
  • gli strati sovrapposti di pellicola in bianco e nero esposta alla luce e poi sviluppata,  o qualsiasi altro tipo di negativo fotografico 
  • gli occhiali da sole (anche quelli più scuri per alta montagna non garantiscono una protezione adeguata) 
  • la visione per riflessione su superfici d’acqua (l’intensità della radiazione riflessa è ancora eccessiva).

Il mezzo più economico e sicuro per l’osservazione diretta è costituito dal vetro per saldatura di gradazione 14, venduto in diversi formati nei negozi di articoli per saldatura e ferramenta. 
Nei negozi di foto-cine-ottica, che trattano articoli per l’astronomia, si trovano invece degli occhiali speciali, con montatura di cartone oppure plastica, dotati di filtri appositamente progettati per l’osservazione del Sole, certificati dalla stampigliatura "CE".