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domenica 2 marzo 2014

REGNO DEI FUNGHI

Il regno dei funghi 

Il regno dei funghi è costituito da un gruppo abbastanza polimorfo di organismi eucarioti ed eterotrofi, quindi, privi di cloroplasti e pertanto non riconducibili al regno delle piante come, invece, si pensava in passato. 

- Biologia generale dei funghi 

Il fungo è un organismo relativamente semplice, composto di solito da elementi pluricellulari filiformi detti ife che, aggregandosi fra loro, formano il micelio. 
Questo si diffonde nel substrato da cui il fungo in toto trae alimento, sia esso il suolo o le radici di una pianta o ancora un organismo animale, uomo compreso. 
Le pareti delle cellule fungine sono costituite da cellulosa, e in questo sono simili ai vegetali, oppure da chitina (N-acetilglucosamina) una sostanza che, invece, è tipica degli animali, nei quali la si trova, per esempio, nell’esoscheletro degli insetti e dei crostacei. 
La riproduzione dei funghi è piuttosto complessa da esaminare ma si può sintetizzare affermando che essa avviene per mezzo di spore con origine sessuale o anche asessuale (in quest'ultimo caso sono dette conidi). Questi elementi riproduttivi (portati di solito da corpi fruttiferi anche ben evidenti, quelli che si riconoscono come funghi macroscopici) si disperdono nel terreno o nel mezzo aereo e germinando danno origine ad altri miceli e quindi ad altri funghi. 
E’ chiara, quindi, l’importanza che assume il trasporto passivo operato da agenti atmosferici quali il vento e l'acqua, oppure quello effettuato dagli animali, come gli uccelli che si imbrattano le zampe e, volando, portano le spore anche a distanze considerevoli dal luogo di origine. 
Contrariamente a quanto spesso si pensa, facendo riferimento alla grande capacità di contaminare gli ambienti e gli organismi da parte dei funghi, nella maggioranza dei casi essi hanno uno sviluppo strettamente correlato a un determinato e particolare tipo di vegetazione (bosco di conifere, prato, pascolo alpino) oppure ad un certo tipo di terreno (calcareo, siliceo, in relazione anche al suo pH) o a uno specifico albero (larice, pino, betulla, castagno).
Inoltre, da un punto di vista trofico, i funghi, non essendo in grado di condurre vita autonoma da autotrofi, si sono adattati a vivere come: 

  • saprofiti, se si nutrono di organismi vegetali o animali ormai morti, svolgendo anche il ruolo di decompositori; per fare ciò essi secernono nell'ambiente circostante i loro enzimi digestivi che demoliscono le sostanze organiche in piccole molecole, che assorbono attraverso la parete cellulare. Molte specie vivono su materiale vegetale morto come foglie cadute, ramoscelli, o veri e propri tronchi. Altri attaccano piante, animali o altri funghi come parassiti 
  • parassiti, se si nutrono di sostanze prelevate da organismi vivi;  ricavano la loro energia metabolica, cioè  i nutrienti di cui hanno bisogno, dai tessuti cellulari dei loro ospiti. In alcuni casi si rileva una specializzazione estrema, per esempio certe specie attaccano solo una particolare zampa di una particolare specie di insetto. 
  • simbionti propriamente detti, nel caso in cui vivano in associazione stretta con altri organismi, in particolare vegetali, scambiandosi nutrimento. 

La classificazione generale dei funghi

La classificazione dei funghi è molto complessa ma, volendo effettuare un esame dei gruppi principali, possiamo distinguerli in:

zigomiceti, comprendenti oltre 700 specie e rappresentati principalmente organismi saprofiti o parassiti; in questo gruppo è compresa anche la cosiddetta muffa grigia del pane, appartenente al genere Rhizopus;  dei " rami " dei rami si staccano dal micelio e  portano alla loro sommità gli sporangi, strutture globose di colore giallo-bruno, contenenti le spore; 

zigomiceti

- ascomiceti, costituiti da oltre 12.000 specie, per lo più di terraferma; la denominazione deriva dalla presenza dell’asco, un organo sacciforme produttore di ascospore; alcuni sono parassiti o simbionti mentre molti sono saprofiti; fra i più semplici ascomiceti sono da ricordare il lievito della birra (saccharomyces cerevisiae) e quello del vino (S. ellipsoideus), due saccaromiceti che inducono gli zuccheri alla fermentazione in ambiente anaerobio; i saccaromiceti non sono dotati di ife come gli altri funghi, ma si compongono di cellule isolate o disposte in catenelle derivate per gemmazione da una cellula «madre»; fanno parte degli ascomiceti anche i ben noti tartufi, funghi appartenenti al genere Tuber che hanno vita completamente ipogea, in particolare come simbionti radicali (micorrize) di numerose piante, soprattutto arboree ma anche erbacee.

ascomiceti

- basidiomiceti, comprendenti circa 14.000 specie, costituiscono i funghi più grandi, anche come corpo fruttifero, in grado di condurre una vita da saprofiti, da parassiti o da simbionti; essi producono spore in una struttura detta basidio, rappresentato da una cellula, vagamente cilindrica, che porta lateralmente o superiormente circa 4 spore; i basidiomiceti producono corpi fruttiferi caratteristici, in cui si distingue un gambo, detto stipite, che sostiene una parte superiore allargata, il tipico cappello quando è ancora giovane, il corpo fruttifero può essere avvolto da un rivestimento, detto velo, che si lacera con l'accrescimento del fungo stesso, mentre alcune parti residuali della membrana del velo possono rimanere fissate alla base detto stipite, formando la cosiddetta volva; fra i basidiomiceti sono da annoverare specie molto note, come il porcino o boleto (Boletus edulis) e le varie specie di amanite, fra le quali la mortale Amanita phalloides e l’Amanita muscaria, meno tossica della prima ma dotata di proprietà allucinogene che in passato erano sfruttate ampiamente da stregoni e sciamani. 





In molti casi, ad esempio i boleti e le amanite, i funghi (le loro ife) per potersi sviluppare devono vivere in simbiosi (simbiosi micorrizica) con le radichette di alcune specie di piante. Le radichette vengono completamente avvolte dalle ife che formano una sorta di manicotto bianco. Il fungo sottrae zuccheri dalla pianta ma pare che anche la pianta ne riceva un beneficio, perché riesce ad assorbire con più facilità ed efficacia i sali minerali dal terreno ( vedi oltre )


- deuteromiceti, comprendenti circa 11.000 specie, sono rappresentati da specie che hanno soltanto o prevalentemente la forma asessuale; in questo gruppo di organismi si trovano anche numerosi patogeni per l'uomo e gli animali, soprattutto i mammiferi; meritano di essere citati il Criptococcus neoformans, che non produce micelio ma è formato da cellule che ricordano i lieviti ed è in grado di dare affezioni purulente nell'uomo, e la Candida albicans , nota anche con il termine di «mughetto», saprofita che vive nel suolo oltre a essere un componente della normale «flora microbica» presente sulla pelle, nella bocca, nel tratto gastrointestinale; fanno parte dei deuteromiceti anche alcune muffe verdi tra cui il Penicillium, queste producono sostanze che inibiscono la crescita di batteri, un'azione che fu anche rilevata e impiegata da Alexander Fleming (1881-1955) lo scienziato che scoprì nel 1929 la funzione antibiotica della penicillina; un tempo, molti di questi funghi erano indicati con il termine di «funghi imperfetti» proprio perché non se ne conosce sempre una forma di riproduzione sessuata e pertanto non possono essere ascritti a nessuna delle precedenti categorie; attualmente, grazie alle più approfondite indagini genetiche e filogenetiche, tale distinzione ha praticamente perso ogni significato biologico.

spore di "tigna pedis, fungo Trichophyton,  "al microscopio elettronico

E’ stato già detto che i funghi sono un gruppo di organismi eterotrofi, che vivono spesso in stretta relazione con gli organismi vegetali, tanto che in passato, proprio per questa ragione, erano anch'essi classificati fra le piante. In particolare, i funghi instaurano con i vegetali alcune relazioni di simbiosi, con un alto grado di dipendenza reciproca: non a caso, spesso i due partners della simbiosi non riescono a vivere se vengonoseparati e se lo fanno si sviluppano in modo più stentato.
Fra le simbiosi fungine sono certamente da ricordare:
la micorriza, consistente in una relazione che si instaura fra alcune specie di funghi e le radici di un buon numero di piante superiori; in questo caso le ife fungine mentre si espandono  nel terreno alla ricerca dì sostanze minerali importanti, che rilasciano, insieme a ormoni della crescita, alle radici delle piante;oltre a ciò le proteggono dall'assorbimento di elementi tossici, mentre ricevono da esse sostanze nutrienti come i glicidi della fotosintesi.
Tra i funghi che formano micorrize importanti anche da punto di vista economico vi sono i tartufi (genereTuber) e i boleti o porcini (genere Boletus); i licheni, risultato della simbiosi tra alcuni funghi (per lopiù ascomiceti e raramente basidiomiceti) e alghe verdi; si tratta di una relazione talmente stretta da rendere irriconoscibili i due partners, vincolati troficamente fra loro; raramente, i due organismi sono in grado di vivere separati. I licheni, diffusiin buona parte della Terra, sono importanti indicatori dello stato di salute del nostro Pianeta, in quanto sono molto sensibili alla presenza di inquinamento atmosferico: vengono infatti utilizzati come bioindicatori.


domenica 21 aprile 2013

LABORATORIO: LA FERMENTAZIONE

A cura di Papalia Rebecca, a.s. 2011/2012


Materiali :

  • Due beute 
  • un Tubicino di gomma
  • Tappo forato
  • lievito liofilizzato circa 2 grammi
  • 10 grammi circa di zucchero


Procedimento:

In una beuta abbiamo messo un quarto di bustina di lievito di birra liofilizzato ( circa 2 g),    quindi abbiamo aggiunto circa 100 ml di acqua tiepida e lo zucchero. Abbiamo chiuso la beuta con un tappo forato, abbiamo inserito il tubicino nel foro e lo abbiamo fatto pescare nell’acqua (contenente blu di bromo timolo e quindi  di colore blu ) contenuta in un’altra beuta.



Osservazioni: 

effervescenza
gorgogliamento bolle 
Dopo qualche minuto nella beuta contenente  il lievito si  forma della schiuma  e  si nota  dell’ effervescenza; contemporaneamente si vedono delle bolle di aria gorgogliare nella seconda beuta.



Dopo circa 15 minuti il colore del bromotimolo è virato al giallo. Togliendo il tappo dalla prima beuta  si sente odore tipico dell’alcool.


Conclusioni

Si è formato un gas capace di acidificare l’acqua, quindi deduciamo che sia anidride carbonica.
Le cellule di lievito hanno trasformato lo zucchero in biossido di carbonio ed etanolo (alcool etilico) e questo processo è detto fermentazione 



LA FERMENTAZIONE


lievitazione farina
La fermentazione è un insieme di processi chimici operata da microrganismi, quali  muffe, lieviti e batteri al fine di ottenere energia dagli zuccheri in assenza di ossigeno.
Probabilmente la fermentazione è stata il primo processo del metabolismo energetico utilizzato dai viventi primordiali, quando ancora l'ossigeno era scarsamente presente sulla Terra.
Le tecniche per ottenere, tramite la fermentazione, vantaggiose trasformazioni degli alimenti (bevande alcoliche dalle sostanze zuccherine della frutta e dei cereali, aceto dall'alcol, yogurt e formaggio dal latte, ecc.) sono antichissime. Questi processi, oltre a modificare parzialmente la composizione chimica ed il gusto degli alimenti, ne aumentano la conservabilità, la digeribilità, il contenuto di vitamine e di amminoacidi.
fermentazione del mosto
Esistono al mondo più di 3500 diversi tipi di alimenti fermentati, ed è stato fondamentale il ruolo svolto dalla biotecnologia tradizionale nello sviluppo della fermentazione microbica, con la quale si ottengono i cambiamenti desiderati tramite l'azione di enzimi o di microrganismi.
Basti pensare al fatto che un tempo la lievitazione del pane richiedeva ore, mentre oggi a livello industriale richiede soltanto mezz'ora di tempo, grazie all'inoculazione di lieviti selezionati prodotti e coltivati su vasta scala.
La fermentazione si svolge con o senza l'intervento dell'ossigeno ed ha varie denominazioni a seconda dei prodotti finali a cui dà luogo. Qui sotto  elenco  le fermentazioni più conosciute:


  • fermentazione alcolica è utilizzata  la  per la produzione di prodotti da forno, birra e vino; la fermentazione alcolica è la trasformazione degli zuccheri (glucosio e fruttosio) in alcol etilico. Questa trasformazione, che avviene ad opera dei lieviti, comporta anche lo sviluppo di calore, la produzione di anidiride carbonica e di molti altri prodotti secondari.

  • Saccaromices cerevisiae

  • fermentazione acetica  è il processo principale utilizzato per la produzione di aceto. È svolta per merito di batteri  che trasformano  l'etanolo in  acido acetico, appartenenti al genere  Acetobacter aceti 

Acetobatteri

  • fermentazione lattica
    , per la produzione di yogurt, formaggi, ecc..Un gruppo di organismi anaerobi, appartenti al genere " Lactobacillus "  producono alla fine della fermentazione  acido lattico. Questa reazione avviene anche a carico degli organismi aerobi durante periodi di scarsa ossigenazione cellulare, ad esempio durante uno sforzo muscolare prolungato. Le cellule muscolari dopo aver consumato tutto l'ossigeno, ricorrono alla glicolisi e  nelle cellule si forma  un accumulo di acido lattico che  provoca dolori muscolari e riduce le prestazioni durante lo sforzo fisico. Un adeguato periodo di riposo permetterà di allontanare l'acido lattico e di demolirlo nel fegato, restituendo la piena efficacia muscolare all'individuo.
lattobacillus acidophilus