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domenica 14 dicembre 2014

BELLISSIMO, LA VITA SEGRETA DEL PLANCTON

                         

Il plancton (da un termine greco che significa vagabondo) è costituito dagli esseri che vivono sospesi nell'acqua, senza sapersi spostare, ma compiendo al massimo piccoli muovimenti. Vi si possono trovare batteri, alghe unicellulari, isolate o riunite in colonie, protozoi, rotiferi e piccoli crostacei.
Il plancton marino è composto anche da piccole meduse, anellidi, molluschi e forme larvali di animali che allo stadio adulto non fanno parte del plancton.
I pesci ad esempio, che sanno muoversi autonomamente rispetto alle correnti, non fanno parte del plancton, ma del necton. E gli organismi che vivono sui fondali costituiscono il benthos.
Il plancton si divide in zooplancton (componente animale) e fitoplancton (componente vegetale); quest'ultimo è alla base della catena alimentare marina e da esso parte il ciclo annuale del plancton.
Le fioriture di plancton che si osservano ogni anno nel nord dell’Atlantico sono dovute al mescolarsi delle acque profonde in inverno. Il riscaldamento dei mari però potrebbe diminuire questo movimento di acque, e con questo mettere a repentaglio la formazione di grandi stock di fitoplancton (e di qui la disponibilità di cibo per i suoi predatori). Inoltre le  attività umane, come le fuoriuscite di petrolio e l'inquinamento, possono avere effetti dannosi sull’ acqua in cui vive il plancton, rallentandone la crescita e la  riproduzione e provocando, di conseguenza,  un assottigliamento dello strato di ozono con cambiamenti nella quantità di luce solare disponibile per la corretta fotosintesi.

domenica 23 marzo 2014

IL PROBLEMA DEI RIFIUTI

evoluzione o involuzione?

Gli animali quando hanno bisogno di nutrirsi si muovono per andare alla ricerca di nuove risorse; l’uomo ha assunto nel corso dei secoli l’abitudine di muovere le risorse di cui necessita da qualsiasi punto della biosfera verso di sè; la conseguenza di ciò è che gli animali acquisiscono risorse, producono rifiuti e li smaltiscono, il tutto a “scala locale”, mentre l’uomo le acquisisce a “scala globale”, produce rifiuti a scala locale e li smaltisce a scala ancora più ristretta (es. le discariche); ciò determina un sovrasfruttamento nelle aree di prelievo e inquinamento nelle aree di accumulo.
Se per quanto riguarda il mondo animale e vegetale abbiamo visto che il rifiuto non rappresenta qualcosa di negativo ma bensì una nuova risorsa che attraverso i percorsi di riciclizzazione restituisce all’ambiente quei mattoncini, “i nutrienti”, che sono essenziali per la produzione di nuova “vita”, nel caso dell’uomo invece il discorso è molto molto… più complesso perché nonostante per vivere egli necessiti di circa 40 elementi essenziali presenti in natura, in realtà riesce ad utilizzare anche tutti gli altri e, in più, “abusa” di nuovi elementi di origine sintetica.
La continua ricerca di migliorare le condizioni economiche, il desiderio di progredire nello sviluppo industriale, l’aumento della popolazione e la conseguente necessità di ottimizzare i processi produttivi sono le cause che hanno portato l’uomo ad un uso indiscriminato sia degli elementi naturali sia di quelli sintetici, ad un aumento della produzione di rifiuti con effetti sempre più pesanti per l’equilibrio del nostro pianeta e per la nostra stessa salute.
 Gli elementi di nuova sintesi e i prodotti da essi derivanti sono tantissimi e sono talmente entrati nel nostro quotidiano che difficilmente riusciremmo a farne a meno. Questi elementi sintetici, sono quelli che ci permettono di portare la spesa in quei comodi e resistenti sacchetti di plastica, che servono a costruire le preziosissime schede dei nostri cellulari, a produrre stoviglie usa e getta o imballaggi che proteggano computer, TV color e quanto altro. Il problema fondamentale consiste nel fatto che tali prodotti, in quanto artificiali, non rientrano nei percorsi di riciclizzazione, hanno tempi di decomposizione estremamente lunghi, nell’ordine di centinaia o migliaia di anni, e spesso finiscono in discarica. Per questo motivo sarebbe importante non farne un uso indiscriminato, cercando di evitare i prodotti usa e getta e di prediligere almeno quelli che i moderni sistemi di riciclaggio cercano di “recuperare” come ad esempio si fa per il vetro o per la carta.
A questo punto sarà interessante fare qualche esempio dei due aspetti legati al problema dei rifiuti nella società umana, il primo inerente l’alterazione dei cicli della materia e il secondo riguardo labuso dei materiali di nuova sintesi. Infine faremo “un salto” in discarica per scoprire quali sono i principali prodotti che in essa vengono accumulati e quale sia il loro destino.

Abbiamo già parlato anche qui del problema dei rifiuti e qui 

da: http://www.ecologicacup.unisalento.it/rif_08degrado.aspx

lunedì 22 aprile 2013

EARTH DAY 2013

In occasione dell’Earth day, il breve cartone animato Man, frutto dell’ingegno dell’artista free lance Steve Cutts. Nel video Steve con sarcasmo ci racconta l’uomo, la sua strafottenza, la sua  brama di potere, quello che potrebbe essere il destino della terra  se egli non cambiasse il suo atteggiamento di conquista nei confronti della Natura.