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lunedì 29 dicembre 2014

LE PIU' FAMOSE BUFALE DEL 2014

L'INFEZIONE DA SHAMPOO - Nel corso dell'estate su  molte bacheche su Facebook abbiamo visto un'immagine disgustosa che mostrava, secondo quanto raccontato, un orribile sfogo cutaneo causato da una certa marca di shampoo. si trattava  di un fotomontaggio nel quale un fiore di loto era stato "incollato" sull'immagine di un uomo ripreso di spalle. Speriamo che questa bufala non torni a circolare anche nel 2015.



L'ASSASSINO DI TRICERATOPI - A luglio di quest'anno l'umorista ed attore statunitense Jay Branscomb ha pubblicato una foto del regista Steven Spielberg seduto di fronte ad un triceratopo animatronic utilizzato per la realizzazione di Jurassic Park. Supponendo che il fatto che i dinosauri siano estinti non sia un mistero per nessuno, Branscomb ha voluto scherzosamente aggiungere questa didascalia all'immagine: "Foto vergognosa che ritrae un cacciatore felicemente in posa con un triceratopo che ha appena ucciso. Per favore, condividete affinché il mondo possa dare un nome a quest'uomo spregevole e coprirlo di vergogna".
Incredibilmente sono stati moltissimi quelli hanno preso sul serio l'appello, ricoprendo ovviamente di insulti il pluri-premiato regista statunitense.


LA LETTERA DI EINSTEIN ALLA FIGLIA - Sono stati in tanti a commuoversi quando ad ottobre la condivisione selvaggia ha portato su milioni di bacheche Facebook una toccante lettera scritta da Einstein per la figlia Lieserl, con un messaggio che la invita a considerare l'amore come la forza più importante dell'universo. Si tratta di un falso perchè Lieserl Einstein, nata dall'unione tra il fisico tedesco e la sua prima moglie, Mileva Maric, è probabilmente morta nel 1903. Nella lettera si fa riferimento alla teoria della relatività che  Einstein espose nel 1905 e nel  1916.

"SU MARTE C'È VITA E NON CE LO DICONO!" - Sin dal suo arrivo su Marte circa due anni e mezzo fa, il rover Curiosity ha affascinato milioni di persone sulla Terra con le straordinarie immagini del Pianeta Rosso.
Non tutti sanno però che su Marte si trova anche un altro rover, Opportunity, che all'inizio di quest'anno ha inviato due foto che hanno lasciato a bocca aperta gli stessi scienziati della NASA: la seconda immagine mostra infatti una roccia, con una forma simile a quella di una ciambella, che nel primo scatto non era lì.
Il "mistero" fu risolto nel giro di pochi giorni: si trattava di un pezzo di una roccia più grande, spezzata e spostata da una delle ruote di Opportunity. Una spiegazione ritenuta evidentemente poco plausibile da Rwan Joseph, statunitense, dottore in neurologia ed autoproclamatosi astrobiologo: secondo lui l'oggetto nella foto non sarebbe affatto una roccia, bensì un fungo, e di conseguenza dimostrerebbe l'esistenza della vita su Marte.


LA COMETA DI ROSETTA È UN UFO - Nel 2014 lo spazio è stato al centro di varie bufale e teorie che potremmo con un eufemismo definire "astruse". Una di queste riguarda proprio quella che è stata senza dubbio una delle iniziative scientifiche più importanti dell'anno, se non la più importante in assoluto: lo sbarco sulla cometa 67P del lander Philae, sganciato dalla sonda Rosetta dell'Agenzia spaziale europea (ESA).
Secondo una teoria rilanciata da alcuni siti pseudo-scientifici la cometa sarebbe in realtà un'enorme navicella aliena. Questa bizzarra tesi si basa su alcune foto inviate da Rosetta, e su una mail che sarebbe stata scritta da una presunta "gola profonda" dell'ESA: una persona che afferma di avere un ruolo di rilievo all'interno dell'agenzia spaziale sostiene che circa 20 anni fa la NASA avrebbe rilevato dei segnali radio provenienti dalla cometa. Ciò che non viene spiegato nella mail è lo strano motivo per il quale la NASA avrebbe dovuto rinunciare ad organizzare una missione per conto proprio, delegando questo importante compito ai colleghi europei. Non che ce ne fosse bisogno, ma questo ed altri aspetti della mail portano inevitabilmente a concludere che si tratti di un falso, e neanche tanto ben congegnato.


SCIE CHIMICHE SU BRUXELLES - Altro intramontabile classico dei complottisti di tutto il mondo è la bufala delle scie chimiche. Per chi non lo sapesse, si tratta di una teoria secondo la quale le scie di condensazione lasciate dagli aerei sarebbero in realtà composte da pericolose sostanze chimiche, rilasciate nell'aria con scopi che, a seconda della campana alla quale si vuole prestare ascolto, vanno dal controllo climatico alla diffusione di virus, dallo spargimento di vaccini al miglioramento delle comunicazioni.
A settembre di quest'anno l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Marco Zullo avrebbe accettato di portare questo annoso "problema" fino a Bruxelles. "È un dato di fatto che i livelli di inquinamento sono aumentati e, per tutelare i cittadini, va capita la correlazione che esiste tra questi dati ed eventuali sperimentazioni", avrebbe dicharato l'europarlamentare, secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto.
Poco più di un mese dopo la Commissione rispose, spiegando di non essere a conoscenza di "una qualsiasi prova che confermi queste affermazioni (...), di una qualsiasi prova che metodi di questo tipo siano utilizzati in Europa (...), di una qualsiasi prova che suggerisca che ci sia una qualsiasi ragione per prendere provvedimenti". Di certo, non si è trattato della risposta più sorprendente mai data da Bruxelles.


I VACCINI CAUSANO L'AUTISMO, COSÌ È DECISO, L'UDIENZA È TOLTA - Il primo posto di questa "Top 10" delle bufale del 2014 spetta di diritto ad un altro tormentone complottista, che in questo caso ha l'aggravante di essere stato supportato dalla sentenza di un tribunale italiano: la correlazione tra vaccini ed autismo.
Lo stupore nasce dal fatto che, nonostante moltissime ricerche in merito, non esista un solo studio che abbia suggerito la possibile esistenza anche soltanto di una correlazione tra vaccini ed autismo, figuriamoci di un "nesso causale". Anzi, a dire la verità uno studio in questo senso è esistito: si tratta dell'ormai famigerata ricerca del 1998 di Andrew Wakefield.
Peccato che negli anni successivi siano stati scoperti pesantissimi conflitti d'interesse per il medico britannico, così come fu svelato che la ricerca conteneva numerosi dati falsificati. Non solo: l'intero studio era stato condotto con metodi poco etici. Tutto questo portò al ritiro della ricerca da parte della rivista che l'aveva pubblicata, ed alla radiazione di Wakefield dall'albo dei medici britannici.


lunedì 31 marzo 2014

OGM, MOSTRI, BUFALE E ALTRO

Mostri falsi

Nell'ultimo decennio i media hanno sfornato alcune storie su ibridi grotteschi nati incrociando i geni di piante e animali. Uno dei casi più eclatanti è quello della fragola-pesce modificata al fine di produrre molecole antigelo al suo interno. La notizia è rimbalzata ovunque, dai giornali fino alla pubblicità dei supermercati e alla trasmissione Report nel 1998. Il fatto è che la fragola-pesce, questa chimera genetica che spesso viene descritta sui media, non esiste. Non è mai esistita. Nessuno ha mai pensato di produrre una cosa del genere, e probabilmente mai nessuno ci proverà. Eppure in molti la descrivono. E’ una leggenda urbana, un po’ come i coccodrilli nelle fogne di New York. E  anche se la fragola-pesce fosse esistita, non avrebbe certo prodotto il glicole etilenico (il liquido blu che mettiamo nei radiatori) perché una pianta viene modificata geneticamente per produrre una proteina, non certo il «liquido antigelo dei radiatori».

Ogm e tumori
ridicolo  terrorismo anti ogm

Gli esseri umani consumano prodotti a base di piante geneticamente modificate da quasi 20 anni. Negli Stati Uniti sono sono ancora emerse controindicazioni sul cibo con ingredienti a base ogm - considerato equivalente a quello tradizionale – ma la ricerca scientifica ha comunque indagato sul suo presunto potere cancerogeno. Nel 2012,  un articolo di Nature ha fatto il punto sui risultati di uno studio francese, condotto dal biologo Seralini,  su una varietà di mais Monsanto considerata pericolosa per i topi. Al di là degli annunci eclatanti l'Europa ha aperto un dibattito sulla credibilità dello studio, definito dall' Efsa ( «European Food Safety Agency) “ di qualità scientifica insufficiente per essere considerato valido ai fini della valutazione del rischio”.Verrebbe subito da chiedersi come mai i suini e bovini dei Paesi occidentali, tutti nutriti con mais e soia geneticamente modificate (sì, anche in Italia), non muoiano di tumore e perchè la stessa sorte non capiti anche agli umani in quei Paesi in cui gli alimenti derivati da Ogm sono in vendita da quasi 20 anni. nostro eroe usa 10 animali per ogni gruppo, un numero ridicolo per un’analisi statistica rigorosa. Come ciliegina finale, questo scienziato si spinge a cercare le cause di questo devastante effetto cancerogeno e lo individua nel fatto che il mais Ogm conterrebbe (contrariamente a quanto trovato da altri autori) minori quantità di acido ferulico, un composto fenolico presente in tutti i cereali. Secondo l’autore, l’acido ferulico, agendo sui recettori degli estrogeni, contrasterebbe l’insorgere di tumori della mammella: quindi, un suo abbassamento nel mais Ogm favorirebbe l’insorgere di tumori. Cita a questo proposito un recente lavoro di un gruppo indiano. Purtroppo, se si va a leggere questo articolo, si vede che, secondo gli autori, l’acido ferulico favorisce la proliferazione di tumori mammari nei ratti, invece di contrastarlo. Dunque, il mais Ogm dovrebbe semmai proteggere contro i tumori, anziché indurli.

Questo genio d’oltralpe ha scelto per i suoi esperimenti un ceppo di ratti che sono predisposti a sviluppare spontaneamente tumori nel corso della loro vita. Per essere sicuro di trovare tumori in questi ratti ha aspettato due anni, un’età in cui il 72% di questi ha già sviluppato tumori spontanei, indipendentemente da quello che mangiano. A questo stadio la distinzione tra tumori naturali e tumori indotti da Ogm diventa ovviamente confusa e richiederebbe uno studio su grandi numeri di campioni. Invece il
Un po’ come voler studiare gli effetti del fumo su una popolazione di bronchitici cronici. 
 L’articolo di Seralini è corredato da figure raccapriccianti di ratti con enormi tumori, presi però solo tra quelli nutriti con mais Ogm, mai tra quelli nutriti con mais normale, che pure hanno sviluppato gli stessi tumori. La pubblicazione dell’articolo è stata preceduta da un gran «battage» pubblicitario della lobby antiOgm ed è stato mostrato ai giornalisti con l’obbligo di non parlarne prima della sua uscita, forse per evitare commenti di esperti che avrebbero potuto guastare la festa.
 La «European Food Safety Agency» ha già dichiarato che il lavoro di Seralini non permette di trarre conclusioni sulla presunta nocività del mais geneticamente modificato, ma potete scommettere che il tipo ci riproverà: ci sta provando da 15 anni.
(http://www.lastampa.it/2012/10/10/scienza/ogm-e-tumori-tutti-gli-errori-di-una-beffa-mondiale-l7cSTMb7KwlZVrlIUbUJQL/pagina.html

 L'odissea italiana del mais Monsanto

L'Italia non è un paese per Ogm. Non a caso, lo scorso luglio il governo ha imposto il divieto di coltivazione del mais transgenico MON810 già approvato dalla Ue. Il testo di legge ha imposto una moratoria di 18 mesi sulla base della clausola di salvaguardia previsto dal regolamento comunitario 178/2002. Tuttavia, le motivazioni scientifiche alla base della misera cautelare sono state rigettate dall'Efsa che le ha considerate inconsistenti. Quella dei ministri italiani, insomma, è stata una scelta puramente politica. 


Chi sta decimando le farfalle monarca

Nel 1999, sulla prestigiosa rivista Nature (vol. 399, 20 Maggio 1999), esce una breve comunicazione scientifica dell’entomologo John Losey della Cornell University che puntava il dito sulle coltivazioni di mais transgenico contenente la tossina di Bacillus thuringiensis, accusandole di provocare gravi danni alle popolazioni della farfalla monarca (Danaus plexippus), ed è subito polemica. Buona parte della comunità scientifica tuttavia, critica apertamente i risultati ottenuti da Losey, evidenziandone i punti deboli e a seguito delle critiche ricevute anche lo stesso autore ha fatto marcia indietro affermando che in effetti non esistono prove conclusive sull’effetto tossico del polline Bt. Si scoprirà addirittura che in corrispondenza delle colture di mais Bt la popolazione di farfalla monarca è aumentata sensibilmente. La smentita non troverà alcun risalto mediatico da parte degli organi di informazione.


L'illusione del cibo Ogm-free

L'Italia avrà anche imposto un bando sulla coltivazione delle Pgm, ma questo non vuol dire che possa tenere i prodotti biotech fuori dalla nostra tavola. Come spiega un post di Dario Bressanini, chimico e divulgatore scientifico, il nostro paese importa ogni anno 3,35 milioni di tonnellate di soia geneticamente modificata per farne mangimi per animali. Gli stessi animali che producono il latte, la carne e i formaggi di cui andiamo fieri. I prodotti biologici chiaramente fanno eccezione, ma tutto il resto della zootecnia fa affidamento sugli Ogm. Che ci piaccia o no. 

                    

Bressanini, insieme a Beatrice Mautino ( giornalista e biotecnologa ), intervengono ad un dibattito sugli OGM  “Il grande dubbio: pericolosi o sostenibili”, l'incontro che si è tenuto al Festivaletteratura di Mantova l'8 settembre 2013. In sala c'erano più di 200 persone, alle quali è stato chiesto di esprimersi a favore di una delle due asserzioni: “Gli OGM sono adeguati/inadeguati a garantire la sostenibilità in agricoltura.” Prima del dibattito, il 48 percento del pubblico pensava che gli OGM fossero “inadeguati”, contro il 42 percento che propendeva per “adeguati”—più un 10 percento di astenuti. Dopo un'ora di discussione civile con Luca Ruini e Luca Colombo, è stata ripetuta la votazione. Gli “adeguati” erano saliti al 48 percento, mentre gli “inadeguati” sono scesi al 39 percento. Diciamo che non è un esperimento perfetto di democrazia diretta—il pubblico in sala è sceso a 186 persone, la percentuale di indecisi è rimasta più o meno la stessa—ma almeno ha aiutato qualcuno a farsi un'idea sull'argomento.