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domenica 8 novembre 2015

TREDICI MILIARDI DI ANNI, SECONDA PUNTATA

In questa seconda puntata il programma racconterà i grandi cambiamenti avvenuti in passato sulla Terra e la grande capacità della vita di sopravvivere, malgrado tanti traumi catastrofici, come quello avvenuto nel Permiano, quando delle gigantesche eruzioni vulcaniche, durate 500 mila anni, provocarono l’estinzione del 95% delle forme viventi.


Assisteremo anche alla graduale conquista del pianeta da parte delle primitive forme viventi: prima le piante, poi millepiedi e scorpioni, poi pesci polmonati. 
E vedremo l’ascesa irresistibile dei grandi rettili che dominarono il pianeta per 160 milioni di anni.
In proposito Piero Angela visiterà “virtualmente” il Museo di Scienze Naturali di Milano, dove sono esposti giganteschi scheletri di dinosauri.

In studio molti reperti accompagneranno questo racconto: piante fossili, reperti paleontologici, ma soprattutto il cranio di un Gigantosauro, il più grande rettile terrestre mai esistito. Scopriremo inoltre un’impressionante mandibola di squalo preistorico, dentro la quale una persona può stare in piedi!

Con l’arrivo dell’uomo, tutto si accelera. Ma anche i nostri antenati hanno dovuto fare i conti con grandi cambiamenti climatici che si sono succeduti sulla Terra, in particolare con le glaciazioni. Assisteremo in proposito a spettacolari scene di caccia al Mammuth. 
Con l’arrivo dei Sapiens in Europa, in Asia e persino in Australia (vedremo come si pensa abbiano potuto navigare 50 mila anni fa…), la storia conosce una nuova svolta: ormai le società moderne sono alle porte.
L’ultima immagine (l’ultima “telecamera”) è quella che riprende la partenza notturna di un razzo: è l’uomo che torna nello spazio, da dove erano arrivati tutti i materiali che hanno costruito la Terra.





TREDICI MILIARDI DI ANNI; PIERO ANGELA, PRIMA PUNTATA

In questa prima puntata dell'ultima serie di SUPERQUARK  il programma spiegherà cosa si è capito oggi dell’immensa deflagrazione iniziale: il Big Bang. Un grandissimo Piero Angela, come sempre!!!


I ricercatori ritengono che nei primi miliardesimi di secondo siano successe cose fondamentali: dapprima la nascita dello spazio-tempo e della gravità, poi l’apparizione dei primi mattoncini della materia, ma anche di quelli dell’antimateria. Dove sia finita oggi l’antimateria (molto abbondante, sembra, inizialmente) non lo si sa: probabilmente in questa fase turbolenta, materia e antimateria, incontrandosi, si annichilirono, trasformandosi in energia pura. Però, ritengono gli studiosi, non si può escludere vi sia ancora dell’antimateria in giro nell’Universo; e che magari esistano antistelle e antigalassie.

In studio il Professor Bignami, Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, ci aiuterà a capire meglio queste fasi iniziali dell’evoluzione cosmica, ma anche le altre che hanno portato pian piano alla formazione di stelle, galassie e anche buchi neri. Secondo gli astrofisici, l’Universo attualmente è disseminato di buchi neri, alcuni di proporzioni gigantesche.

Ma il programma mostrerà anche come l’enorme quantità di materiale vagante, asteroidi, comete, polveri, rocce, abbia portato alla costruzione della Terra e degli altri pianeti in orbita intorno al Sole.

In quel periodo la superficie terrestre era un ribollire di magma e gas, completamente inadatta alla vita. Vedremo quali traumi la Terra ha attraversato prima di rendere l’ambiente adatto alla nascita delle prime forme viventi.

domenica 2 novembre 2014

L'ORIGINE DELL'UNIVERSO

                         

L’origine degli elementi chimici è strettamente legata alla storia evolutiva del nostro universo. Le ricerche effettuate negli ultimi 50 anni hanno indicato che ci sono tre principali sorgenti responsabili per la sintesi degli elementi. Queste includono: la nucleosintesi cosmologica  avvenuta nella prima fase del Big Bang, la nucleosintesi prodotta durante l’evoluzione stellare e la nucleosintesi nello spazio interstellare indotta dai raggi cosmici costituiti dalle particelle ad alta energia che attraversano lo spazio.
Il modello del Big Bang è una teoria largamente accettata sull’origine e l’evoluzione dell’universo, in cui si ipotizza da un lato che questo cominciò a espandersi a partire da una condizione iniziale estremamente calda e densa e dall'altro che questo processo di espansione continui tuttora. Circa un secondo dopo l’espansione del Big Bang l’universo è costituito da un mare di particelle (protoni, neutroni, elettroni, positroni, fotoni e neutrini) a una temperatura di 10alla10 kelvin.  La nucleosintesi ha inizio un minuto dopo l’esplosione iniziale quando la temperatura, scendendo a 10alla9K, è tale da permettere la combinazione di protoni e neutroni per formare i nuclei di deuterio (2H) e di elio (He). Intorno ai tre minuti, l’universo si è espanso e raffreddato ad un punto tale che le reazioni nucleari non possono più essere sostenute. L’abbondanza di idrogeno (73% ) e di elio (25%) che si osserva nell’universo proviene quindi dalle reazioni nucleari che avvengono in questo breve intervallo di tempo. Il restante 2% dei nuclei più pesanti presenti attualmente, furono creati successivamente nelle stelle.

http://www.treccani.it/scuola/lezioni/scienze_naturali/origine_elementi.html

domenica 29 dicembre 2013

L' ORIGINE DELL' UNIVERSO, OLTRE IL BIG BANG

Beh, potrebbe farvi girare un po' la testa, i fisici stanno elaborando nuove teorie sull'origine dell'universo, alcune non molto rassicuranti, altre molto sorprendenti ...
Tutto parte dalla domanda: " ma cosa c'era prima del Big-Bang?
Il modello di Penrose, detto Cosmologia Conforme Ciclica (CCC) in effetti smonta quella che è attualmente la teoria cosmologica più accreditata, ovvero la  teoria dell’inflazione secondo cui, dopo il Big Bang, l’Universo avrebbe subito una fortissima  espansione nei primissimi istanti di vita, con un’accelerata molto maggiore rispetto all’attuale ritmo, determinato dalla legge di Hubble. L’ipotesi di Penrose degli infiniti universi è così impressionante che la mente vacilla al solo pensiero. “Il concetto d’infinito nel passato e nel futuro confonde la mente”, dice Gianfranco De Zotti, cosmologo dell’INAF – OA di Padova. “Attualmente la teoria dell’inflazione rimane la più accreditata. Ma se le le ultime osservazioni sulla radiazione cosmica di fondo  fossero confermate bisognerebbe mettere in discussione l’attuale modello e  si dovrebbe ammettere l'esistenza di universo ciclico ed eterno. Dopo la sua  espansione finita nello spazio, avremmo la nascita di un nuovo universo, diverso nei suoi particolari, ma a grande scala sostanzialmente simile all’universo precedente"
Una terza ipotesi, derivante dalla teoria delle superstringhe, è che ci si trovi in un multiuniverso, cioè che esista un numero pressoché infinito di universi, ognuno con sue costanti fisiche e sue specifiche caratteristiche. Non ci rimane che aspettare  che il satellite Planck ci invii ulteriori dati sul fondo cosmico. .Chissà se un giorno sapremo da dove veniamo!