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domenica 16 novembre 2014

MISSIONE ROSETTA: PHILAE IN STAND BY, ARRIVEDERCI?

Il lander Philae non si è " accometato" nel luogo previsto; a causa del mancato arpionamento al terreno, al momento dell'impatto con la cometa, il lander è rimbalzato due volte, andando a finire a più di un kilometro di distanza dal sito previsto. L’Esa ha cercato  di individuare il luogo esatto in cui si trova il lander. E' risultato essere   un punto in ombra, una situazione che impedisce ai pannelli solari di fornirgli l’energia necessaria a funzionare. Il robot per questo è entrato in letargo, ma prima Philae è riuscita a compiere una serie di esperimenti e ha avviato il suo trapano, cercando di raccogliere campioni di suolo da analizzare, rocce antiche miliardi di anni che potrebbero rivelare molte informazioni sulla formazione del Sistema Solare. Il centro di controllo è riuscito anche  a farlo ruotare di 35 gradi e ad alzarlo leggermente, in modo da esporre maggiormente al Sole i pannelli solari. Infatti la speranza è che prima o poi, magari anche grazie a una rotazione del nucleo cometario, Philae  possa ricevere abbastanza luce da riattivarsi. In quel caso, potrebbe riprendere il suo lavoro. Rosetta intanto continua la sua missione e continua a raccogliere informazioni. Si è riportata a 30 chilometri dal nucleo e da quell’altezza continua ad orbitare intorno alla cometa.



mercoledì 12 novembre 2014

PHILAE E' ATTERRATO SULLA COMETA!!!



Ce l'ha fatta!
ore 17:04!

Segui anche su  http://asitv.it/

Anche la tecnologia italiana, insieme all'Europa,  ha contribuito a tutto questo.
              
                           
                         prima immagine duranta discesa,  3 Km dalla cometa

 ......... e pochi secondi  prima dell'arrivo!


ROSETTA, CI SIAMO, COLLEGAMENTO CON ESA

Seguiamo in diretta gli ultimissimi aggiornamenti.

 http://rosetta.esa.int/

La sonda Rosetta ha rilasciato il lander Philae, che adesso è pronto per cominciare la prima discesa mai tentata sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La conferma è arrivata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
L'impresa, destinata ad entrare nella storia del voli spaziali, richiederà circa sette ore ed è prevista intorno alle 17 italiane.
Rosetta è la protaginista della prima immagine scattata dal lander Philase subito dopo la separazione (fonte: ESA/Rosetta/Philae/CIVA)

Il primo 'bip', ossia il primo segnale inviato da Philae a Rosetta e da questa spedito a Terra, è stato registrato dopo circa due ore. Nel frattempo la lunga discesa prosegue e  l'arrivo sulla cometa è previsto  intorno alle 17.00 italiane. La speranza è che questo avvenga su un terreno non accidentato.
Nella notte era stato infatti rilevato un problema nella possibilità di attivare il sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa al momento dell'atterraggio. In particolare sembra non funzionare il piccolo motore a razzo che si trova sul 'tetto' del lander e che deve entrare in azione a circa 40 minuti prima che Philae si posi sulla cometa, per rendere la manovra più morbida.
Nell'ultima fase della discesa il 'carrello' di Philae libera infatti degli arpioni collegati a cavi di 45 metri, mentre il piccolo motore contrasta la spinta portando il veicolo verso l'alto e mantenendo i cavi in tensione, mentre un altro dispositivo li riavvolge lentamente fino al momento in cui le zampe toccano il suolo
. ''Abbiamo bisogno di un po' di fortuna nel non atterrare su una roccia o su un pendio ripido'', ha detto il responsabile delle operazioni di Philae, Stephan Ulamec.

Rosetta ha fotografo Philae diretto verso la cometa .
   Buona fortuna !                                                         

domenica 19 ottobre 2014

SE LA LUNA FOSSE SOLO UN PIXEL

Ho trovato una mappa che ci faccia vedere i pianeti e che rispetti nella scala le distanze reali.
La grandezza dei pianeti è espressa in pixel (la Luna equivale a un pixel) e le distanze si percorrono muovendo il mouse, a destra e a sinistra, incontrando  di volta in volta i pianeti, fino ad arrivare ai confini del sistema solare. Sole, pianeti e distanze sono cosi rapportate in scala, non solo per la loro dimensione, ma soprattutto per le loro reciproche distanze, rispetto ad altri pianeti o rispetto al Sole, che appare un bel cerchio colorato di giallo, piuttosto grande.
Possiamo cosi renderci conto, navigando nel sistema solare, che scorrendo per circa 3 minuti luce, incontriamo Mercurio, il primo pianeta del sistema Solare.  A circa 6 minuti luce dal Sole, troviamo Venere, che occupa poco più di 2 pixel. Possiamo anche renderci conto che c'è praticamente quasi un  infinito vuoto in mezzo alle stelle, i pianeti e gli altri corpi celesti. A circa 8 minuti luce dal Sole, ecco finalmente la Terra e il pixel lunare.  Scorrendo la quasi totalità della mappa, a circa 5 ore luce dal Sole, ecco i 2 pixel che rappresentano Plutone, l'ultimo corpo celeste del Sistema Solare.
Come riportato nella mappa, subito dopo Plutone, dovrmmo scorrere 6771 mappe simili per trovare una nuova stella,  Alpha Centauri.
                                                   
                                                         Cliccare sull'  immagine 

domenica 17 agosto 2014

LE "ORBITE" DI ROSETTA INTORNO ALLA COMETA

A partire dal 6  agosto, giornata ufficiale di “arrivo” a destinazione, Rosetta è quindi “entrata in orbita” a una distanza di circa 100 chilometri dalla cometa , anche se il termine “entrare in orbita” è improprio, almeno per questa fase iniziale della manovra. La sua traiettoria infatti non sarà per il momento controllata dal piccolo campo gravitazionale di 67P/C-G, ma dai motori delle sonda che le permetteranno di eseguire delle triangolazioni attorno al corpo celeste, a distanze via via più ridotte. Solo quando sarà almeno ad appena 30 chilometri potrà sfruttare la gravità della cometa, e forse arrivare a soli 10 chilometri di distanza.
Potete vedere questo molto chiaramente sia nell'immagine che nel filmato.







                              

Questa è un'immagine che Rosetta ha scattato dalla distanza di 100 km circa, cliccare sull'immagine per vedere le altre



Ma..qual è la massa di  Rosetta? Essa è circa  1x10^13 kg +/-10%,  cioè circa  10 trilioni di chili o 10 miliardi di tonnellate!

Considerato che la portaerei italiana Cavour ha una massa di 30.000 tonnellate il conto è presto fatto: la  cometa eguale 100.000 portaerei. 
E la densità?  Calcolando il volume della cometa, si arriva alla  densità di soli 300 chili per metro cubo.  Se si  potesse mettere la cometa  in un oceano terrestre( in fondo non è così grande) galleggerebbe come un pezzo di pietra pomice, quella che una volta si usava durante le abluzioni nei bagni e che ogni tanto si vede galleggiare a piccoli pezzi in mare.


domenica 6 luglio 2014

DOV' E' ROSETTA?

Questo è il messaggio, o meglio,  il tweet,   inviato oggi da  " Rosetta"



In one month - on 6 August - I'll finally be arriving at #comet #67P after a ten year journey! <35,000 km to go!



Dopo 10 anni di attesa potremo intraprendere una delle missioni spaziali più ambiziose che l'uomo abbia concepito: per la prima volta nella storia una navicella spaziale volerà in flyby a un chilometro da una cometa, pilotata dalla Terra, e sgancerà un robot che arpionerà il corpo di roccia e ghiaccio e lo trapanerà per inviarci informazioni inedite sulla composizione delle comete e quindi sulla creazione del Sistema Solare.


click per vedere video 

domenica 9 febbraio 2014

DA DOVE PROVIENE L'ACQUA SULLA TERRA?

Al momento della formazione del nostro pianeta, la temperatura del disco di gas, a una distanza di circa 150 milioni di chilometri dal Sole (cioè la distanza cui si trova la Terra), era troppo elevata per permettere la condensazione dell’acqua.
I planetesimi che hanno dato origine alla Terra dovevano, quindi, essere formati da composti refrattari e non contenere acqua. Oggi, grazie allo studio delle meteoriti (frammenti di asteroidi che cadono sulla Terra), sappiamo che i planetesimi situati nella parte più interna della cintura degli asteroidi – a circa 300 milioni di km dal Sole– sono anch’essi privi di acqua.Invece, quelli che si trovano nella parte più esterna della cintura, tra i 400 e i 500 milioni di km dal Sole, sono ricchi di acqua (questa rappresenta circa il 5% della loro massa complessiva). Allontanandoci ancora dalSole, oltre i 750 milioni di kilometri, si trovano i satelliti dei pianeti giganti (Giove, Saturno, Urano e Nettuno) e le comete, la cui massa è rappresentata per circa il 50% da ghiaccio d’acqua e per la restante metà da rocce.
Vista la distribuzione dell’acqua nel Sistema solare, si pensava che quella presente sulla Terra fosse stata portata da comete entrate in collisione con il nostro pianeta. Studi recenti sullacomposizione isotopica dell’acqua hanno messo in discussione questa ipotesi.
In natura esistono tre isotopi dell’idrogeno (che ha numero atomico Z =1): l’idrogeno propriamente detto (H) con numero di massa A= 1, il deuterio (D) con A= 2 e il trizio (T) con A= 3.
Le molecole di acqua più abbondanti sono quelle di formula chimica H2O e, in misura minore, HDO. Sulla Terra su 1000000 di molecole di acqua 150 sono di HDO. Le osservazioni astronomiche più recenti hanno mostrato che l’acqua sulle comete ha un rapporto isotopico circa doppio di quello della Terra.
L’acqua degli asteroidi  ( condriti carbonacee ) che si trovano nella cintura esterna, invece, ha lo stesso rapporto isotopico dell’acqua sulla Terra. Ciò suggerisce che l’acqua provenga dagli asteroidi della cintura esterna. Le simulazioni al calcolatore della formazione del Sistema solare confermano che la Terra, verso la fine del suo processo di accrescimento, ne avrebbe incorporato un numero sufficiente.
Le comete, invece, che hanno una probabilità di collisione con la Terra molto bassa, possono aver portato al massimo il 5% dell’acqua attualmente presente sul nostro pianeta.

              

LA TERRA FOTOGRAFATA DA MARTE

Il robot automatico (rover) Curiosity della NASA, che si trova su Marte dai primi giorni di agosto 2012, ha scattato alcune fotografie del cielo notturno marziano nelle quali è ben visibile la Terra. Non è molto frequente avere immagini di questo tipo, con un orizzonte diverso da quello terrestre, con i suoi rilievi e le sue valli, e in lontananza il pianeta che conosciamo meglio, il nostro.

Clicca per ingrandire

Le immagini sono state realizzate circa 80 minuti dopo il tramonto del 31 gennaio 2014, il 529esimo giorno di permanenza di Curiosity su Marte. La distanza tra il pianeta e la Terra al momento dello scatto era di 160 milioni di chilometri. Ingrandendo molto la foto ad alta risoluzione è possibile vedere oltre alla Terra anche il suo unico satellite naturale, la Luna. In alcuni periodi dell’anno Marte è visibile a occhio nudo nel cielo terrestre.
Clicca per ingrandire
Curiosity è da diversi mesi sul suolo marziano. Il suo compito è di studiare e analizzare il terreno, scattare fotografie e inviare poi i dati che ha raccolto verso la Terra. Grazie alle sue rilevazioni, i ricercatori della NASA e non solo confidano di scoprire nuove cose su come si presentava Marte in passato, quando si ipotizza avesse condizioni favorevoli alla presenza di forme di vita, per come le conosciamo.

da: http://www.ilpost.it/2014/02/07/foto-terra-da-marte-curiosity/

sabato 25 gennaio 2014

DOV'E' ORA ROSETTA ?

Segui il cammino di Rosetta giorno dopo giorno, guarda anche dove potrà trovarsi nei prossimi mesi,  in questa app in 3D,  segui le istruzioni i




Ecco anche una foto del lander Philae che atterrerà sulla cometa il prossimo Novembre, sembra proprio un gigantesco batteriofago!


lunedì 6 gennaio 2014

ATTIVITA' SOLARE: GIGANTESCA REGIONE AR1944

La macchia solare denominata AR1944, apparsa lo scorso primo gennaio, è una delle macchie solari più grandi registrate nell’attuale ciclo in corso. E’ talmente grande da poter essere osservata ad occhio nudo all’interno del disco solare. Per quanto la zona interessata appaia al momento relativamente tranquilla e stabile fin dalla sua comparsa il primo giorno di quest’anno, una regione di queste dimensioni ha comunque tutte le potenzialità per produrre attività significativa.


Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 4000 kelvin, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose grazie ad una temperatura di 6000 kelvin, le rende chiaramente visibili come macchie scure. Numerose macchie simili sono state osservate anche in stelle diverse dal Sole, e prendono il nome più generale di macchie stellari.
Girando su se stesso, il Sole produce una quantità enorme di campi magnetici molto potenti. Le macchie solari, che spesso raggiungono un diametro superiore a quello della Terra, si verificano nei punti in cui è più intensa l’attività magnetica e dai quali si scatenano violentissime tempeste solari. Questi eventi proiettano particelle cariche per milioni di chilometri nello spazio circostante e non è raro che queste raggiungano la Terra, causando diversi problemi soprattutto ai satelliti e ai sistemi per le telecomunicazioni. 
Il Sole è la stella madre del nostro sistema solare intorno al quale orbitano la Terra, gli altri sette pianeti principali, i pianeti nani, i loro satelliti naturali e altri corpi celesti. La massa del Sole costituisce il 99,9 per cento della massa complessiva del sistema solare. Si stima che il Sole abbia 4,57 miliardi di anni di età. La Terra ha circa 4,54 miliardi di anni e farà una brutta fine quando il Sole inizierà a espandersi fino a raggiungere le dimensioni di una gigante rossa fra circa 5 miliardi di anni. Ma non sarà sicuramente un problema per le specie viventi terrestri: si stima che il pianeta tra 500 milioni di anni non sarà più adatto ad ospitare forme di vita per come le conosciamo.
N.B. Osservare ad occhio nudo, non significa che non si devono proteggere gli occhi!!
Tra i mezzi da non impiegare assolutamente: 
  • il vetro affumicato con una fiamma (per la presenza di disomogeneità e per il ridotto potere filtrante del nerofumo)
  • gli strati sovrapposti di pellicola in bianco e nero esposta alla luce e poi sviluppata,  o qualsiasi altro tipo di negativo fotografico 
  • gli occhiali da sole (anche quelli più scuri per alta montagna non garantiscono una protezione adeguata) 
  • la visione per riflessione su superfici d’acqua (l’intensità della radiazione riflessa è ancora eccessiva).

Il mezzo più economico e sicuro per l’osservazione diretta è costituito dal vetro per saldatura di gradazione 14, venduto in diversi formati nei negozi di articoli per saldatura e ferramenta. 
Nei negozi di foto-cine-ottica, che trattano articoli per l’astronomia, si trovano invece degli occhiali speciali, con montatura di cartone oppure plastica, dotati di filtri appositamente progettati per l’osservazione del Sole, certificati dalla stampigliatura "CE".


domenica 14 luglio 2013

QUEL DEBOLE PUNTINO BLU E " WAVE AT SATURN! "

                                           Sorridete, Cassini vuole farci una foto!




La sonda spaziale Cassini  della NASA scatterà, il 19 luglio, delle immagini inedite del nostro pianeta. Saturno si troverà proprio tra il Sole e la sonda e questo permetterà di studiare meglio anche i suoi anelli.La sonda si troverà ad una distanza di 1 miliardo e mezzo di chilometri, quasi 10 volte la distanza dal Sole- Terra, la quale ci apparirà come un piccolo pallino azzurro fra gli anelli di Saturno.
La sonda sarà in grado di fotografare la Terra nei suoi colori naturali, come li vedrebbe   un essere umano che  si trovasse a bordo di una navicella spaziale. La camera ad alta risoluzione montata sulla sonda realizzerà delle immagini inedite e rare. In quel momento saranno illuminati dalla luce del Sole il Nord America e parte dell’Oceano Atlantico, anche se non avremo certo modo di riconoscerli.
La foto che scatterà Cassini fra un mese si unirà all’album di immagini del nostro piccolo pianeta: la prima, denominata “Earthrise”, è stata scattata nel 1968 durante la missione lunare Apollo 8 da circa 380 mila chilometri; la seconda, “Pale Blue Dot”, risale invece al 1990 ed è stata scattata da Voyager 1 da una distanza di 6 miliardi di chilometri dalla Terra.

Sì, siamo quel minuscolo puntino bianco !
Ecco le parole dette  da Carl Sagan ( astronomo e divulgatore scientifico) in questa occasione:

« Da questo distante e vantaggioso punto di vista, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un minuscolo granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole.

La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odi. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida.

Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte.

È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. »


Ecco qui il tasto originale e  anche un video in cui potete ascoltarle direttamente dalla sua voce. Il video si  intitola " Riflessioni su di un granello di polvere"

We succeeded in taking that picture, and, if you look at it, you see a dot. That's here. That's home. That's us. On it, everyone you ever heard of, every human being who ever lived, lived out their lives. The aggregate of all our joys and sufferings, thousands of confident religions, ideologies and economic doctrines, every hunter and forager, every hero and coward, every creator and destroyer of civilizations, every king and peasant, every young couple in love, every hopeful child, every mother and father, every inventor and explorer, every teacher of morals, every corrupt politician, every superstar, every supreme leader, every saint and sinner in the history of our species, lived there on a mote of dust, suspended in a sunbeam. 

The earth is a very small stage in a vast cosmic arena. Think of the rivers of blood spilled by all those generals and emperors so that in glory and in triumph they could become the momentary masters of a fraction of a dot. Think of the endless cruelties visited by the inhabitants of one corner of the dot on scarcely distinguishable inhabitants of some other corner of the dot. How frequent their misunderstandings, how eager they are to kill one another, how fervent their hatreds. Our posturings, our imagined self-importance, the delusion that we have some privileged position in the universe, are challenged by this point of pale light. 

Our planet is a lonely speck in the great enveloping cosmic dark. In our obscurity, in all this vastness, there is no hint that help will come from elsewhere to save us from ourselves. It is up to us. It's been said that astronomy is a humbling, and I might add, a character-building experience. To my mind, there is perhaps no better demonstration of the folly of human conceits than this distant image of our tiny world. To me, it underscores our responsibility to deal more kindly and compassionately with one another and to preserve and cherish that pale blue dot, the only home we've ever known.

Emozionante, vero?

                          

martedì 9 luglio 2013

I NUMERI DELL' UNIVERSO

Da Asi TV, (Agenzia Spaziale Italiana) tanti filmati interessanti sull'Universo. E' spiegato praticamente tutto, con un linguaggio chiaro e semplice.
Eccone  qui un esempio della serie " I numeri dell'Universo- prima parte":  " Da zero a meno 1"


domenica 26 maggio 2013

IL SISTEMA SOLARE

Quest'anno non abbiamo fatto in tempo a parlare del sistema solare e dell'Universo, dedicando molto tempo alla preparazione dei quesiti INVALSI ( sigh!). Anche gli alunni di seconda si mostrano già interessati a questi affascinanti argomenti, per cui, chi avesse tempo ( terza ) e voglia si può guardare questo film di Piero Angela, famosissimo e bravo giornalista e divulgatore scientifico.