Per restare al riparo dai potenti getti, in questo periodo, Rosetta è stata costretta ad allontanarsi di diverse centinaia di chilometri dalla cometa.
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lunedì 31 agosto 2015
giovedì 13 agosto 2015
LA COMETA 67-P E ROSETTA HANNO INCONTRATO IL SOLE
La cometa 67-P Churyumov-Gerasimenko, accompagnata dalla sonda europea Rosetta, ha raggiunto oggi il suo “perielio”, il punto della sua orbita più vicino al Sole.
L’ESA (European Space Agency) ha fatto sapere che “Choury” si è mostrata “molto attiva”, liberando getti di gas e polveri. La sonda Rosetta è stata in prima linea per documentare lo storico passaggio, pur rimanendo a una distanza di sicurezza di 330 chilometri, mentre il lander Philae, installato sulla cometa da 9 mesi, è rimasto protetto a sufficienza per non surriscaldarsi troppo.
Alle 4.03 ora italiana, la cometa è passata a 186 milioni di chilometri di distanza dal Sole (e a 265 milioni dalla Terra), prima di allontanarsi seguendo la curva ellittica della sua orbita, che si completa ogni sei anni e mezzo.
Il passaggio della cometa rappresenta un’occasione di studio importante per gli scienziati che analizzeranno le particelle organiche rimaste intrappolate nella cometa per 4.6 miliardi di anni. Il calore del Sole provoca, infatti, un’enorme fuoriuscita di gas e polveri, fornendo materiali preziosi da analizzare.
Man mano che la cometa si avvicinava al perielio, con l’aumento della temperatura il ghiaccio sulla superficie è passato allo stato di vapore, liberando gas e polveri e formando, così, la caratteristica chioma.
Grazie alle immagini scattate da Rosetta, gli scienziati saranno inoltre in grado di confrontare l’aspetto di Chury prima e dopo il perielio, acquisendo nuove informazioni sulla composizione della cometa.
La fase di avvicinamento al Sole aveva già reso attiva la cometa e per questo Rosetta era stata spostata a una distanza di sicurezza di 300 chilometri, per evitare il possibile danneggiamento di strumenti o la perdita di orientamento per la fitta nuvola di gas e polveri.
E’ da oltre un anno che Rosetta studia Chury, da marzo 2014, quando è entrata nella sua orbita, analizzandone l’interno, la superficie, e la polvere, il gas e il plasma circostanti. Un aspetto peculiare della sua analisi a lungo termine è costituito dall’osservazione di come le attività aumentano o calano lungo l’orbita della cometa.
“Il perielio è una tappa fondamentale nella vita di ogni cometa e acquisisce ancora maggior significato per la missione Rosetta: è infatti la prima volta che un veicolo spaziale segue una cometa a distanza ravvicinata nel suo viaggio nel sistema solare”, osserva lo scienziato del progetto Rosetta, Matt Taylor. Passato il perielio, gli scienziati continueranno a monitorare per un anno le attività del nucleo, i gas e le polveri emesse dalla cometa.
domenica 14 giugno 2015
PHILAE SI E' SVEGLIATO!
Dopo sette mesi di " ibernazione", era il 15 novembre 2014, il lander Philae ha iniziato di nuovo a inviare segnali dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Pare che stia molto bene, temperatura di -35°C e 24 Watts di potenza disponibili.
sabato 21 febbraio 2015
ITALIA VISTA DI NOTTE DALLO SPAZIO, CON LUNA CHE SORGE
Una delle telecamere ad alta definizione montate sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha ripreso la penisola italiana illuminata di notte, con all’orizzonte la Luna che sorge e si riflette nel Mediterraneo.
Bellissimo! Buona visione
sabato 7 febbraio 2015
VIAGGIO NELLO SPAZIO CAVALCANDO UN FOTONE
Immaginiamo di essere un fotone e di poter quindi viaggiare alla velocità di 300000 km/sec; quanto tempo impiegheremmo prima di avvivare al pianeta Mercurio? ( 3min ) E sulla Terra? ( 8 min ) E su Saturno? (45 min ). Un film noiso, volendo, ma che tuttavia ci fa capire quali siano le dimensioni dell'Universo.
Se volessimo seguire il fotone fino al suo arrivo su Proxima Centauri, la stella più vicina a noi dopo il sole, il video dovrebbe durare quattro anni circa!!
Riding Light from Alphonse Swinehart on Vimeo.
domenica 23 novembre 2014
UN' ITALIANA NELLO SPAZIO: SAMANTHA CRISTOFOLETTI
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| Rai Replay 3, docufilm: "la donna delle stelle" |
Trentasette anni, pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta dal 2009, trentina di origine, Samantha si appresta a prendere posto sul sedile di sinistra: «È quello dell’ingegnere dei sistemi e di co-pilota - ci ha raccontato -. Il mio ruolo è supportare il comandante durante il lancio e l’avvicinamento alla Stazione, che durerà sei ore, dopo quattro orbite. Al centro ci sarà il comandante, il russo Anton Shkaplerov, e a destra l’ingegnere di bordo della Nasa, Terry Virts».
«Abbiamo già simulato tutte le operazioni del lancio - aggiunge - quando abbiamo fatto parte dell’equipaggio di riserva della missione partita a maggio e quando abbiamo accompagnato l’equipaggio fino alla rampa. Insomma, siamo davvero pronti, e non vediamo l’ora di partire».
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| La Soyuz per arrivare alla ISS |
E così coronerà il suo sogno di bambina: «Il fatto è che per diventare astronauta non c’è un percorso diretto: ero appassionata di tecnologia e di scienza, per cui dopo il diploma ho studiato ingegneria aerospaziale, mi sono appassionata al volo e sono diventata pilota militare. Queste esperienze mi hanno poi indirizzata verso la possibilità di realizzare il sogno di sempre».
Ora la felicità lascia un po’ di spazio anche all’orgoglio: «Soprattutto perché questa è una grande impresa italiana. Gli elementi pressurizzati in cui vivono gli astronauti sono in gran parte made in Italy e un grande contributo durante la fase di costruzione è stato dato dagli Mplm, i moduli logistici forniti dall’Asi, l’Agenzia spaziale italiana. E la mia missione, Futura, è il frutto di quell’impegno della nostra agenzia spaziale e della nostra industria».
| ISS |
Durante i sei mesi in orbita lavorerà su diversi esperimenti: «Sì, dallo studio dell’equilibrio all’utilizzo di nanotecnologie per contrastare la decalcificazione delle ossa, dall’insufficienza venosa alle stampanti 3D, dai problemi del sonno a sistemi innovativi di monitoraggio della salute».
http://www.lastampa.it/2014/11/22/scienza/samantha-cristoforetti-pronta-al-decollo-domenica-il-sogno-diventa-realt-ufaJxxXQSm49hI5vBLlEUJ/pagina.html
domenica 16 novembre 2014
MISSIONE ROSETTA: PHILAE IN STAND BY, ARRIVEDERCI?
Il lander Philae non si è " accometato" nel luogo previsto; a causa del mancato arpionamento al terreno, al momento dell'impatto con la cometa, il lander è rimbalzato due volte, andando a finire a più di un kilometro di distanza dal sito previsto. L’Esa ha cercato di individuare il luogo esatto in cui si trova il lander. E' risultato essere un punto in ombra, una situazione che impedisce ai pannelli solari di fornirgli l’energia necessaria a funzionare. Il robot per questo è entrato in letargo, ma prima Philae è riuscita a compiere una serie di esperimenti e ha avviato il suo trapano, cercando di raccogliere campioni di suolo da analizzare, rocce antiche miliardi di anni che potrebbero rivelare molte informazioni sulla formazione del Sistema Solare. Il centro di controllo è riuscito anche a farlo ruotare di 35 gradi e ad alzarlo leggermente, in modo da esporre maggiormente al Sole i pannelli solari. Infatti la speranza è che prima o poi, magari anche grazie a una rotazione del nucleo cometario, Philae possa ricevere abbastanza luce da riattivarsi. In quel caso, potrebbe riprendere il suo lavoro. Rosetta intanto continua la sua missione e continua a raccogliere informazioni. Si è riportata a 30 chilometri dal nucleo e da quell’altezza continua ad orbitare intorno alla cometa.
mercoledì 12 novembre 2014
PHILAE E' ATTERRATO SULLA COMETA!!!
Ce l'ha fatta!
ore 17:04!
Segui anche su http://asitv.it/
Anche la tecnologia italiana, insieme all'Europa, ha contribuito a tutto questo.
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| prima immagine duranta discesa, 3 Km dalla cometa |
ROSETTA, CI SIAMO, COLLEGAMENTO CON ESA
Seguiamo in diretta gli ultimissimi aggiornamenti.
La sonda Rosetta ha rilasciato il lander Philae, che adesso è pronto per cominciare la prima discesa mai tentata sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La conferma è arrivata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
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| http://rosetta.esa.int/ |
La sonda Rosetta ha rilasciato il lander Philae, che adesso è pronto per cominciare la prima discesa mai tentata sul nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La conferma è arrivata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa).
L'impresa, destinata ad entrare nella storia del voli spaziali, richiederà circa sette ore ed è prevista intorno alle 17 italiane.
| Rosetta è la protaginista della prima immagine scattata dal lander Philase subito dopo la separazione (fonte: ESA/Rosetta/Philae/CIVA) |
Il primo 'bip', ossia il primo segnale inviato da Philae a Rosetta e da questa spedito a Terra, è stato registrato dopo circa due ore. Nel frattempo la lunga discesa prosegue e l'arrivo sulla cometa è previsto intorno alle 17.00 italiane. La speranza è che questo avvenga su un terreno non accidentato.
Nella notte era stato infatti rilevato un problema nella possibilità di attivare il sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa al momento dell'atterraggio. In particolare sembra non funzionare il piccolo motore a razzo che si trova sul 'tetto' del lander e che deve entrare in azione a circa 40 minuti prima che Philae si posi sulla cometa, per rendere la manovra più morbida.
Nell'ultima fase della discesa il 'carrello' di Philae libera infatti degli arpioni collegati a cavi di 45 metri, mentre il piccolo motore contrasta la spinta portando il veicolo verso l'alto e mantenendo i cavi in tensione, mentre un altro dispositivo li riavvolge lentamente fino al momento in cui le zampe toccano il suolo
. ''Abbiamo bisogno di un po' di fortuna nel non atterrare su una roccia o su un pendio ripido'', ha detto il responsabile delle operazioni di Philae, Stephan Ulamec.
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| Rosetta ha fotografo Philae diretto verso la cometa . |
Buona fortuna !
domenica 19 ottobre 2014
SE LA LUNA FOSSE SOLO UN PIXEL
La grandezza dei pianeti è espressa in pixel (la Luna equivale a un pixel) e le distanze si percorrono muovendo il mouse, a destra e a sinistra, incontrando di volta in volta i pianeti, fino ad arrivare ai confini del sistema solare. Sole, pianeti e distanze sono cosi rapportate in scala, non solo per la loro dimensione, ma soprattutto per le loro reciproche distanze, rispetto ad altri pianeti o rispetto al Sole, che appare un bel cerchio colorato di giallo, piuttosto grande.
Possiamo cosi renderci conto, navigando nel sistema solare, che scorrendo per circa 3 minuti luce, incontriamo Mercurio, il primo pianeta del sistema Solare. A circa 6 minuti luce dal Sole, troviamo Venere, che occupa poco più di 2 pixel. Possiamo anche renderci conto che c'è praticamente quasi un infinito vuoto in mezzo alle stelle, i pianeti e gli altri corpi celesti. A circa 8 minuti luce dal Sole, ecco finalmente la Terra e il pixel lunare. Scorrendo la quasi totalità della mappa, a circa 5 ore luce dal Sole, ecco i 2 pixel che rappresentano Plutone, l'ultimo corpo celeste del Sistema Solare.
Come riportato nella mappa, subito dopo Plutone, dovrmmo scorrere 6771 mappe simili per trovare una nuova stella, Alpha Centauri.
Cliccare sull' immagine
giovedì 28 agosto 2014
LA NASA
a cura di Alice Biasi a.s. 2013/2014
Il Presidente John F. Kennedy si prefissò l'obbiettivo di mandare l'uomo sulla Luna e di farlo ritornare sulla Terra entro la fine degli anni '60. 8 anni dopo quel sogno si sta avverando. Fra soli sette mesi, nel Luglio 1969, l' Apollo 11 tenterà il primo allunaggio di un essere umano.
La Stazione Spaziale Internazionale (in lingua inglese International Space Station o ISS) è una stazione spaziale dedicata alla ricerca scientifica che si trova in orbita terrestre bassa, gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali:
NASA è l'abbreviazione di National Aeronautics and Space Administration (in italiano Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche), è l'agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d'America e della ricerca aerospaziale.
Dopo il Programma Apollo per l'esplorazione della Luna, l'attività spaziale della NASA si è sviluppata attraverso il programma della stazione orbitale Skylab, il lancio di numerose missioni di esplorazione del sistema solare con sonde automatiche e lo sfruttamento dello spazio orbitale terrestre con le navette Space Shuttle.
La perdita di due Space Shuttle con i relativi equipaggi e i tagli di bilancio hanno indotto la NASA ad accantonare i progetti per nuove esplorazioni lunari con equipaggio umano e per l'invio di astronauti su Marte, la cui esplorazione continuerà a essere demandata a sistemi robotizzati.
Il 14 settembre 2011 la NASA ha annunciato di aver selezionato il progetto per un nuovo sistema di trasporto con equipaggio umano, denominato SLS Space Launch System, destinato a prendere il posto degli Space Shuttle.
QUANDO NACQUE LA NASA?
La NASA nacque il 29 luglio 1958 con il National Aeronautic and Space. Diventò operativa l'1 ottobre successivo. La NACA fino a quel momento aveva gestito la ricerca aerospaziale. La NASA incorporò quindi gli 8000 impiegati della NACA assieme ai suoi 100 milioni di dollari di budget annuale e infrastrutture principali. Successivamente la NASA incorporò o comunque assunse il controllo dell'Army Ballistic Missile Agency (ABMA) poi rinominato Marshall Space Flight Center e del Jet Propulsion Laboratory.Il primo amministratore della NASA fu T. Keith Glennan che restò in carica fino al 20 gennaio 1961.
IL PRESIDENTE KENNEDY LANCIA LA SFIDA
25 Maggio 1961, Washington. Sono passati soltanto 20 giorni da quando Alan Shepard è diventato il primo americano a essere stato nello spazio e il presidente Kennedy ha già lanciato la sua sfida successiva ancora più grande. In un discorso, in occasione di una sessione congiunta del Congresso Americano, Kennedy ha annunciato il suo ambizioso obbiettivo: “Credo fermamente che questa Nazione debba impegnarsi a raggiungere l'obbiettivo, prima della fine di questo decennio, di far approdare un uomo sulla Luna e di farlo tornare sano e salvo sulla Terra.”
La corsa è così iniziata!! Soltanto il tempo dirà se saranno gli Stati Uniti o l'Unione Solvetica a vincere la “corsa nello spazio”.
MISSIONE APOLLO
Il 20 luglio 1969, gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sbarcarono sulla Luna, mentre Michael Collins rimase in orbita lunare. Apollo 11 fu seguita da ulteriori sei missioni, l'ultima nel dicembre 1972, che portarono un totale di dodici uomini a camminare sul nostro "satellite naturale".
Dopo lo sbarco sulla Luna nel 1969 ci sono stati numerosi lanci verso gli altri pianeti del sistema solare. L'americana Pioneer 11 raggiunse Giove nel dicembre del 1974 e nel 1979 inviò a terra le prime immagini ravvicinate di Saturno. Successivamente “Voyager” dopo aver visitato Giove e Saturno ha raggiunto Urano nel 1986 e Nettuno nel 1989.
Gli altissimi costi dei progetti spaziali sono da imputare anche al fatto che solo la navicella poteva venir recuperata ma non riutilizzata, mentre tutto il resto, comprese apparecchiature costosissime, va completamente perduto. Gli scienziati americani hanno quindi concentrato i loro sforzi nella progettazione di un veicolo che potesse venir usato più volte. È stato così ideato lo Space Shuttle che letteralmente significa “navetta spaziale” in grado di rientrare a Terra atterrando come un aereo, di fare quindi avanti e indietro tra Terra e Spazio.
COME E' FATTO LO SPACE SHUTTLE?
Il veicolo completo è praticamente un razzo multistadio che si compone in 4 parti. L'orbiter (cioè la navetta vera e propria), simile a un grosso aereo tozzo, è lungo 37 m, più o meno le dimensioni di un DC9. È equipaggiato con tre motori principali, che entrano in azione solo in fase di decollo e funzionano a idrogeno e ossigeno liquidi, due motori ausiliari, che servono per le manovre in orbita, più una serie di razzi minori disposti lungo la fusoliera. Il suo interno è occupato per la maggior parte da una grande stiva, nella quale possono trovare posto carichi di notevoli proporzioni. L'orbiter è fissato a un serbatoio cilindrico alto 47 m, che contiene l'idrogeno e l'ossigeno liquidi necessari ai motori della navetta e che viene sganciato una volta esaurito il combustibile. È questa l'unica parte che va perduta, ma è anche la più economica.
Ai lati dell'orbiter, sempre agganciati al serbatoio, sono sistemati due razzi ausiliari, a propelente solido, che restano in azione solo due minuti e servono a fornire una parte della spinta necessaria al decollo; assolto il loro compito vengono paracadutati in mare per essere recuperati e riusati.
Nel 1975 fu portata a termine la missione A./Soyuz (luglio 1975), il primo programma spaziale internazionale a cui presero parte gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. I due veicoli spaziali, partiti a distanza di sette ore l’uno dall’altro, si incontrarono e unirono nell’orbita terrestre e per due giorni gli equipaggi condussero esperimenti in comune.
Il programma Space Shuttle ha subito due battute d'arresto in conseguenza di due tragici incidenti che hanno provocato la distruzione delle navette Challenger nel 1986 e Columbia nel 2003, con la perdita dei relativi equipaggi. Il programma ha avuto termine l'8 luglio del 2011.
LA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE
Stati Uniti, la statunitense NASA
Russia, la russa RKA
Unione europea, l'europea ESA
Giappone la giapponese JAXA
Canada, la canadese CSA
Viene mantenuta ad un'orbita compresa tra i 330 km e i 435 km di altitudine e viaggia a una velocità media di 27 600 km/h, completando 15,5 orbite al giorno. È abitata continuativamente dal 2 novembre 2000; l'equipaggio, da allora, è stato sostituito più volte, variando da due a sei astronauti o cosmonauti.
ALICE BIASI 1°B
domenica 6 luglio 2014
DOV' E' ROSETTA?
Questo è il messaggio, o meglio, il tweet, inviato oggi da " Rosetta"

In one month - on 6 August - I'll finally be arriving at #comet #67P after a ten year journey! <35,000 km to go!
Dopo 10 anni di attesa potremo intraprendere una delle missioni spaziali più ambiziose che l'uomo abbia concepito: per la prima volta nella storia una navicella spaziale volerà in flyby a un chilometro da una cometa, pilotata dalla Terra, e sgancerà un robot che arpionerà il corpo di roccia e ghiaccio e lo trapanerà per inviarci informazioni inedite sulla composizione delle comete e quindi sulla creazione del Sistema Solare.

In one month - on 6 August - I'll finally be arriving at #comet #67P after a ten year journey! <35,000 km to go!
Dopo 10 anni di attesa potremo intraprendere una delle missioni spaziali più ambiziose che l'uomo abbia concepito: per la prima volta nella storia una navicella spaziale volerà in flyby a un chilometro da una cometa, pilotata dalla Terra, e sgancerà un robot che arpionerà il corpo di roccia e ghiaccio e lo trapanerà per inviarci informazioni inedite sulla composizione delle comete e quindi sulla creazione del Sistema Solare.
| click per vedere video |
domenica 11 maggio 2014
COSMOS DI CARL SAGAN
Ecco la serie completa di "Cosmos" di Carl Sagan, scienziato, astronomo divulgatore scientifico di cui abbiamo già parlato.
Sottotitoli in italiano!
sabato 12 aprile 2014
YURI GAGARIN, IL PRIMO VIAGGIATORE DELLO SPAZIO
Il 12 aprile 1961 l’astronauta Sovietico Yuri Gagarin compì il primo viaggio nello spazio. Per due ore girò intorno alla terra a bordo della navicella Vostok. Compì un'intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un'altitudine massima (apogeo) di 302 km e una minima (perigeo) di 175 km, viaggiando a una velocità di 27.400 km/h. Per tale missione Gagarin aveva scelto il soprannome Кедр "Kedr" ("cedro"), usato durante il collegamento via radio.Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunicò alla base che "la Terra è blu ...Che meraviglia, è bellisima , senza barriere e senza confini. E' incredibile". Dopo 88 minuti di volo intorno al nostro pianeta, senza avere il controllo della navicella spaziale, guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frenò la sua corsa accendendo i retrorazzi, in modo da consentire il rientro nell'atmosfera terrestre. Il volo terminò alle 10:20 ora di Mosca, in un campo a sud della città di Engels, più a ovest rispetto al sito pianificato di rientro. Gagarin venne espulso dall'abitacolo e paracadutato a terra.
In seguito Gagarin collaborò alla preparazione di altre missioni spaziali, come quella della Vostok 6, che nel 1963 portò Valentina Vladimirovna Tereškova nello spazio (prima donna in assoluto a compiere una tale missione). Inoltre, partecipò allo sviluppo della nuova navicella spaziale Sojuz. Il volo di Gagarin spalanca la porta verso un mondo totalmente nuovo: il cosmo. Erano stati sempre i sovietici a inviare in orbita nell’ottobre del 1957 il primo satellite artificiale, lo Sputnik. L’evidente ritardo sui russi sprona il governo degli Stati Uniti a finanziare in modo massiccio i programmi della Nasa con l’ambizioso obiettivo di inviare per primi l’uomo sulla luna.
La ricostruzione più realistica di ciò che vide Gagarin quella prima volta il 12 aprile 1961 è fornita dal documentario First Orbit, rilasciato gratuitamente nel 2011 in occasione del 50° anniversario del volo della Vostok 1. Ideato da Christopher Riley, è stato prodotto dalla casa cinematografica inglese The Attic Room in collaborazione con l’ESA, Roscosmos, la NASA e altri partner. Ecco qui il film:
Il film mostra riprese della Terra girate dagli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale combinate in modo da coprire un’intera orbita, in posizioni e condizioni di illuminazione il più possibile simili a quelle del volo di Gagarin. Le immagini sono state raccolte in momenti diversi e montate in una sequenza che riproduce le fasi dello storico volo.
First Orbit si apre con filmati d’epoca dell’arrivo di Gagarin alla rampa di lancio e degli ultimi preparativi. Il film è accompagnato dalle registrazioni delle comunicazioni radio della missione, materiale audio dell’epoca e una colonna sonora originale.
giovedì 27 marzo 2014
IL PRIMO ASTEROIDE CON ANELLI
Chariklo, un asteroide scoperto nel 1997 tra Saturno e Urano e stato osservato con estremo dettaglio. Si è scoperto così che i suoi anelli sono fatti di ghiaccio d'acqua.
Dalle reminiscenza scolastiche ricordiamo un po’ tutti che Saturno è noto per essere il pianeta con gli anelli. Ma le ricerche astronomiche degli ultimi decenni hanno permesso di scoprire che anche Giove e poi Urano e Nettuno possiedono anelli attorno ad essi. E forse un giorno li possedeva anche la Terra.
Ma ora ricerche condotte con vari telescopi sparsi nel mondo, tra cui l’Osservatorio di La Silla dell’Eso, hanno permesso di scoprire anelli anche attorno ad un asteroide, noto con il nome di Chariklo.
Scoperta casuale
Alla loro esistenza si è arrivati casualmente, mentre i ricercatori stavano osservando l’asteroide per altri motivi. Una coincidenza ha voluto che durante la campagna osservativa Chariklo sia passato di fronte ad una stella e l’eclisse che si è venuta a creare non è stata netta, ma preceduta e seguita per alcuni secondi da un indebolimento della luce dell’astro. C’era qualcosa cioè, davanti e dietro all’asteroide che bloccava la luce della stella prima che questi la coprisse con il proprio corpo.
Due anelli e forse una mini luna
La sorpresa la spiega così uno dei ricercatori che hanno pubblicato lo studio, Braga-Ribas dell’Osservatorio nazionale MCTI del Brasile: «La nostra analisi aveva altri scopi perché nessuno ipotizzava che oggetti piccoli come Chariklo potessero avere anelli, perciò la scoperta - e l'incredibile quantità di dettagli che abbiamo osservato nel sistema - sono stati una vera sorpresa».
I dati raccolti erano così tanti e precisi che si è potuto identificare anche la forma, la lunghezza e l’orientamento degli anelli.
E così si è messo in luce che, in realtà, gli anelli sono due, il primo è largo 3 km, il secondo 7 km, i quali sono stati chiamati provvisoriamente Oiapoque e Chuì, dal nome di due fiumi brasiliani. Tra un anello e l’altro vi è uno spazio vuoto di 9 km. Non è da escludere che in tale spazio vi possa essere una piccola luna. Il tutto attorno ad un oggetto di soli 250 km di diametro (a confronto si ricordi che la Terra ha un diametro di circa 12.600 km).
Chariklo fa parte di un gruppo di asteroidi chiamati Centauri e la sua orbita si trova tra Saturno e Urano.
Uffe Gråe Jørgensen, del Niels Bohr Institute della University of Copenhagen (Danimarca), membro del gruppo di ricerca si è lasciato sfuggire un’osservazione immaginifica più che scientifica della scoperta: «Cerco di immaginarmi cosa significhi stare sulla superficie di questo oggetto ghiacciato - abbastanza piccolo perché una macchina da corsa possa raggiungere la velocità di fuga e scappare nello spazio - e intanto ammirare un sistema di anelli di 20 chilometri di larghezza 1000 volte più vicino della Luna».
Ma al di là dell’aspetto emozionante della scoperta quale significato scientifico dare agli anelli di un asteroide? In verità al momento non c’è una risposta certa al fenomeno ma probabilmente questo tipo di anelli si forma a partire dai detriti rimasti dopo una collisione. E non è da escludere che questo materiale possa, con il tempo, aggregarsi fino a dare origine ad una luna.
lunedì 20 gennaio 2014
ROSETTA SI E' SVEGLIATA!
''Hallo World!'': così Rosetta ha salutato la Terra al suo risveglio. La sonda dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) lo ha fatto dal suo account Twitter, @esa_Rosetta dopo 31 mesi di ibernazione e adesso è finalmente pronta alla corsa finale verso la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.| A. Accomazzo |
Il computer di bordo ha 'suonato la sveglia' puntualmente alle 11,00 (ora italiana) del 20 gennaio e da quel momento gli strumenti della sonda hanno cominciato a riscaldarsi. Rosetta ha acceso i sensori stellari che le permettono di orientarsi e ha rivolto l'antenna verso Terra per trasmettere il segnale. Ora è tutto pronto per affrontare la corsa finale verso la cometa.
''E' una missione difficilissima'', osserva il coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini. ''Finora Rosetta ha affrontato una missione complessa, ma tutto sommato normale. Da questo momento in poi - rileva - entriamo in territori sconosciuti. E' un traguardo importante anche per l'Italia''. Uno degli strumenti principali di Rosetta, lo spettrometro Virtis (Visible and Infrared Thermal Imaging Spectrometer), si deve alla planetologa Angioletta Coradini, morta nel 2011.
Alla missione partecipa anche l'industria italiana, con la Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) come primo contraente per assemblaggio, integrazione e prove del satellite e per la campagna di lancio. L'azienda ha inoltre costruito l'antenna che permette il collegamento con la Terra.
Ora saranno necessari due mesi per completare il controllo degli strumenti. In maggio la sonda comincerà ad avvicinarsi alla cometa, che dovrebbe raggiungere in agosto: sarà il primo veicolo ad osservare il nucleo di una cometa dalla distanza di appena 200 chilometri. In novembre il lander Philae, chiamato così da una ragazza italiana, si separerà dalla sonda per scendere sulla superficie della cometa e perforane il suolo con un 'trapano' italiano. Poi Rosetta accompagnerà la cometa verso il Sole, al quale si avvicineranno nell'agosto 2015. Quindi proseguiranno insieme la corsa, che Rosetta potrà 'raccontare' alla Terra fino al dicembre 2015.
lunedì 6 gennaio 2014
ATTIVITA' SOLARE: GIGANTESCA REGIONE AR1944
La macchia solare denominata AR1944, apparsa lo scorso primo gennaio, è una delle macchie solari più grandi registrate nell’attuale ciclo in corso. E’ talmente grande da poter essere osservata ad occhio nudo all’interno del disco solare. Per quanto la zona interessata appaia al momento relativamente tranquilla e stabile fin dalla sua comparsa il primo giorno di quest’anno, una regione di queste dimensioni ha comunque tutte le potenzialità per produrre attività significativa.
Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta da una temperatura minore dell'ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 4000 kelvin, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose grazie ad una temperatura di 6000 kelvin, le rende chiaramente visibili come macchie scure. Numerose macchie simili sono state osservate anche in stelle diverse dal Sole, e prendono il nome più generale di macchie stellari.
Girando su se stesso, il Sole produce una quantità enorme di campi magnetici molto potenti. Le macchie solari, che spesso raggiungono un diametro superiore a quello della Terra, si verificano nei punti in cui è più intensa l’attività magnetica e dai quali si scatenano violentissime tempeste solari. Questi eventi proiettano particelle cariche per milioni di chilometri nello spazio circostante e non è raro che queste raggiungano la Terra, causando diversi problemi soprattutto ai satelliti e ai sistemi per le telecomunicazioni.
N.B. Osservare ad occhio nudo, non significa che non si devono proteggere gli occhi!!
Tra i mezzi da non impiegare assolutamente:
- il vetro affumicato con una fiamma (per la presenza di disomogeneità e per il ridotto potere filtrante del nerofumo)
- gli strati sovrapposti di pellicola in bianco e nero esposta alla luce e poi sviluppata, o qualsiasi altro tipo di negativo fotografico
- gli occhiali da sole (anche quelli più scuri per alta montagna non garantiscono una protezione adeguata)
- la visione per riflessione su superfici d’acqua (l’intensità della radiazione riflessa è ancora eccessiva).
Il mezzo più economico e sicuro per l’osservazione diretta è costituito dal vetro per saldatura di gradazione 14, venduto in diversi formati nei negozi di articoli per saldatura e ferramenta.
Nei negozi di foto-cine-ottica, che trattano articoli per l’astronomia, si trovano invece degli occhiali speciali, con montatura di cartone oppure plastica, dotati di filtri appositamente progettati per l’osservazione del Sole, certificati dalla stampigliatura "CE".
domenica 22 dicembre 2013
SVEGLIA, ROSETTA!
da: http://www.media.inaf.it/2013/12/16/svegliati-rosetta/
Quello che si chiama un risveglio difficile: aprire gli occhi a 673 milioni di chilometri dal Sole dopo 31 mesi di ibernazione, nel gelo e nel silenzio dello spazio profondo. E’ quanto accadrà il 20 gennaio, esattamente alle ore 10:00 GMT (alle 11:00 ora italiana), alla sonda europea Rosetta. Un evento emozionante, per cui l’ESA chiede la partecipazione e il sostegno del pubblico, in una campagna social internazionale che prende il via in una conferenza stampa tenutasi a ESOC, Germania.
A illustrare le fasi del prossimo, lungo risveglio, l’ESA ha rilasciato questo video. Il tutto, dovrebbe accadere così: all’ora prefissata, l’orologio interno della sonda suonerà e farà partire l’ordine di scaldare i vari componenti, primi tra tutti gli star trackers, necessari perchè Rosetta sappia dove si trova. Dopo circa 6 ore, la sonda sarà operativa e i thrusters (i motori) verranno brevemente accessi perché la veloce rotazione che ha accompagnato la sonda per tutto il periodo di ibernazione venga arrestata e i pannelli disposti in modo da catturare la luce piena del sole. Poi, lentamente Rosetta ruoterà verso la Terra, indirizzando la sua l’antenna verso di noi e inviando il suo primo messaggio dopo l’inizio dell’ibernazione. Il messaggio viaggerà quasi un’ora prima di raggiungerci. Solo a quel punto, tra le 17:30 e le 18:30 GMT, dopo diverse ore di silenzio e di agitazione, sapremo che tutto è andato per il meglio, che Rosetta è sveglia, che i suoi strumenti scientifici (tra cui si contano numerose partecipazioni italiane) possono iniziare a riaccendersi e finalmente, che la sonda può riprendere il suo viaggio verso la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che verrà raggiunta in Agosto e sulla quale il lander Philae si poserà a Novembre 2014.
Per sostenere Rosetta in questo difficoltoso e delicato risveglio, si sta organizzando una campagna internazionale “social”, in cui potranno essere coinvolti tutti gli appassionati e i semplici curiosi. L’idea è semplicissima: chi vuole partecipare è invitato a girare un breve video (con computer o con cellulare o con qualsiasi altro strumento), urlando o sussurrando “Wake up, Rosetta!” “Svegliati, Rosetta!”, per aiutare la sonda ad “aprire gli occhi”. Ovviamente, l’indicazione è quella di divertirsi ed essere creativi: è possibile filmarsi, oppure riprendere i propri amici, colleghi o la propria classe. Si può decidere di comparire da soli o in un flash mob, urlare la propria sveglia, sussurrarla o scriverla. Insomma, l’importante è creare un video memorabile e condividerlo con il mondo entro le 18:30 del 20 gennaio tramite la pagina Facebook della missione (rilanciata anche con la campagna #WakeUpRosetta che si terrà su Twitter). Tra i premi per i migliori video, l’invito a visitare il centro ESOC a Darmstadt, Germania, per l’evento VIP in cui verrà celebrato in pompa magna il primo atterraggio su una cometa.
La pagina Facebook di Rosetta Link
La raccolta dei video “Wake up, Rosetta!” Link
La notizia sul sito ESA Link #wakeuRrosetta
domenica 15 dicembre 2013
SORPRESA, ESISTE L'IDRURO DI ARGON!!!
Sorpresa, molecole contenenti gas nobile nello spazio! È la prima volta che viene rilevata una simile presenza. Lo ha fatto un team di astronomi della University College London (UCL), rinvenendola nella Nebulosa del Granchio, i resti di una supernova nella costellazione del Toro.
| Nebulosa del Granchio |
Guidati da Mike Barlow del Dipartimento di Fisica e Astronomia della UCL, i ricercatori hanno usato dati ottenuti con il satellite di osservazione dell’ESA Herschel, che operava nell’infrarosso. Le misurazioni da loro condotte del gas freddo e della polvere presente nella regione osservata, li ha condotti alla fortuita scoperta dell’impronta digitale chimica di ioni di idruro di argon. I risultati della loro ricerca è stata pubblicata sull’edizione di questa settimana del settimanale Science.
La scoperta conferma le teorie scientifiche di come l’argon si formi in natura.
“Stavamo conducendo una ‘survey’ della polvere in molti luminosi resti di supernovae usando i dati Herschel, tra questi quelli della Nebulosa del Granchio”, dice Mike Barlow. “La presenza di ioni di idruro di argon era del tutto inaspettata, perché non ti aspetti che un gas nobile come l’argon possa formare molecole e non ti aspetteresti di trovarle in una ambiente così ostile come i resti di una supernovae”.
La Crab Nebula è il resto della famosa Supernova che esplose nel 1054 e che fu registrata dagli astronomi Cinesi.
L'archivio dei dati di Herschel ci riserverà ancora qualche sorpresa?
PRESTO UNA MAPPA DELLA VIA LATTEA
Gaia è una missione del programma scientifico dell’ESA che ha lo scopo di ottenere una mappa tridimensionale della nostra galassia, rivelandone la composizione, la formazione e l’evoluzione.
"Un passo fondamentale per capire l'universo è comprendere l'universo più vicino a noi: la nostra galassia", spiega Giuseppe Sarri, project manager del progetto Gaia dell'ESA.
Gaia traccerà una mappa dettagliata della Via Lattea. "La posizione delle stelle sarà stabilita con una precisione molto maggiore, almeno mille volte superiore rispetto a quanto si può fare dalla Terra", sottolinea Laurent Chemin, astrofisico dell'Osservatorio di Bordeaux.
Punto di riferimento per la missione spaziale Gaia sarà il celebre osservatorio del Pic du Midi, in Francia, le cui osservazioni permettono di calibrare lo spettrografo di Gaia.
Il censimento comprenderà un miliardo di stelle, circa l'1 per cento dei 100 miliardi che compongono la Via Lattea.
"Come è distribuita la materia oscura nello spazio e se è più concentrata nel disco o nell'alone sono cose che non sappiamo ancora" dichiara Carme Jordi, astronoma dell'Università di Barcellona "e mappando il movimento preciso delle stelle nel disco possiamo dedurre come la materia oscura è distribuita."
"È molto importante - continua Carme Jordi - perché la materia oscura è molto più abbondante della materia visibile, quindi se la materia oscura esiste significa che guida l'evoluzione dell'universo."
Da: http://www.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Euronews_Presto_una_mappa_della_Via_Lattea
Da: http://www.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Euronews_Presto_una_mappa_della_Via_Lattea
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